Silent Check

Nessuno vuole essere Rebic

By 14 Settembre 2020

Ha scelto il 12, contratto di cinque anni. Ha fatto meno rumore del rinnovo per altri dodici mesi di sua maestà Zlatan, il trascinatore. Ancora meno dell’acquisto di Sandro Tonali, del suo sogno da bambino, della chiamata al suo idolo Gattuso per chiedergli la 8 (gesto d’altri tempi). Ma l’arrivo a titolo definitivo di Ante Rebic è una notizia che non va sottovalutata, vista la seconda parte di stagione del croato. Per inciso: l’unica che ha giocato. E non va sottovalutata per un motivo preciso: Ante sa giocare con Ibrahimovic. Perché, al di là delle doti tecniche, ha un carattere d’acciaio. Si è parlato di Piatek e Leao per mesi e mesi, e nessuno voleva essere Rebic. L’ultima scelta, rinnegato, merce di scambio last minute pur di liberarsi di André Silva. E invece, lui chiedeva solo una chance. La possibilità di mostrare a tutti di meritarsi il rossonero, la ribalta, una maglia da titolare. Ha scelto la numero 12 per la nuova stagione, maglia che un tempo lontano raccontava la riserva del portiere. Adesso, per questo nuovo campionato, la 12 di Rebic vorrà dire l’uomo in più sul quale il Milan potrà fare affidamento. L’uomo che nessuno voleva, adesso è quello in più. Tutti vorranno essere Rebic. Lui più di tutti.

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