Feed

Non c’è rosa senza spina

By 18 Novembre 2019

Cosa serve a ognuna delle 20 squadre della nostra Serie A?

Gennaio è il più crudele degli specchietti per le allodole. Il calciomercato invernale raramente ha cambiato il destino di una squadra – spesso lo fa per le più piccole, ma pochi ricordano che per il primo scudetto del Napoli fu decisivo il regista Francesco Romano, comprato dalla Triestina in serie B -, ma rimane il mese in cui tutti sperano ancora di raddrizzare la stagione. Vediamo cosa manca alle 20 di A per provare a fare il salto di qualità.

 

Atalanta

Foto LaPresse – Fabio Ferrari

Gasperini nell’unico anno in cui la Dea ha venduto poco (Mancini alla Roma) e comprato bene (Muriel, Malinovsky, l’inespresso, per ora, Arana) – e in prestito al Parma c’è il suo gioiellino Kulusevski, il miglior rookie di quest’anno – continua ad avere un enorme problema in difesa. I Palomino, i Toloi, i Masiello e compagni non assicurano adeguata copertura, condannando la squadra a rimonte come quella subita a Roma contro la Lazio. Probabilmente basterebbe solo qualche elemento d’esperienza e di buona corsa. Potrebbe andare dalle grandi (magari quelle che ora stan sotto di lei, come Roma e Napoli) o dall’amica Juventus per sollevarle di qualche panchinaro.

Il sogno: Rugani.
La realtà: Juan Jesus, Tonelli

 

Bologna

(Photo by Meg Oliphant/Getty Images)

Il più grande acquisto sarà il ritorno in pianta stabile di Sinisa Mihaijlovič, senza alcun dubbio. Di sicuro, però, i felsinei hanno bisogno di qualcuno che la butti dentro. Forse è anche leggerina dietro, ma la fortuna che ha è che si trova in casa i maghi dei colpi di gennaio, quel Walter Sabatini che a Roma portò Nainggolan nel mercato d’inverno del 2014 (l’anno dopo non fu così brillante, comprando Ibarbo, Doumbia e Spolli, va detto) e Bigon, che a Napoli ai tempi di Benitez riuscì a rilevare, a prezzi bassi, Jorginho e Ghoulam. Serve un centravanti da doppia cifra: Palacio segna poco, Destro è di nuovo un oggetto misterioso, Santander è coreografico ma caotico e poco preciso.

Il sogno: Ibrahimovic.
La realtà: Kean, Pjaca, Lapadula

 

Brescia

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Ultima in classifica, nonostante un buon gioco, paga un mercato estivo poco coraggioso e troppo mediatico. Ha comunque in rosa il miglior regista della serie A – Tonali – e quel Balotelli che con Donnarumma dovrebbe trovarsi perfettamente (il meglio l’ha dato sempre, Mario, come seconda punta, anzi come seconda prima punta) e invece sta sparendo, probabilmente perdendo l’ultima grande occasione della carriera. Pare, peraltro, ci sia una clausola che gli permetta di rescindere a gennaio, il che rende necessario un intervento in attacco.

Il sogno: Cutrone
La realtà: Esposito, Mancosu, Iemmello

 

Cagliari

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Serve davvero qualcosa al Cagliari? Coraggio, fortuna e risorse hanno dato vita al mercato perfetto, a una squadra ora in zona Champions che può permettersi di fare a meno serenamente di Cragno e Pavoletti. Giulini il miglior acquisto l’ha fatto tempo fa, con il ds Carli, uno che già ad Empoli fece miracoli. Difficile suggerire cosa cambiare: centrocampo e attacco, al momento, sembrano reparti oliati e in graduale e continua evoluzione. Forse si potrebbe fare qualcosa di più in difesa, dove i singoli tecnicamente sembrano troppo fragili per continuare a sperare in un miracolo sportivo come quello attuale. Servirebbe un leader, uno che ha una statura internazionale. E ricordiamo che con Roma, i sardi, hanno una corsia preferenziale.

Il sogno: Mascherano
La realtà: Florenzi, Tonelli, Juan Jesus, Conti (Andrea)

 

Fiorentina

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images).

La Fiorentina di Montella sembrava incompleta e destinata a un campionato difficile. Ha avuto però ragione Vincenzo a puntare sui suoi ragazzi (Castrovilli, Sottil, Vlahovic), su un grande vecchio Ribery e sull’aver lottato perché Chiesa rimanesse. Quindi cosa manca alla viola ora? Qualcosa in più a centrocampo – in regia – se dovessero andare via Benassi, Dabo ed Eysseric, qualche gol in più in attacco, magari un esterno (Boateng sembra una scommessa non persa ma per ora… pareggiata).
Il sogno: Tonali
La realtà: Berge, Berardi, De Paul, Politano, Younes, Haksbanovič, Florenzi, Scamacca, Blazic.

 

Genoa

(Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images).

Candidata alla rivoluzione più importante, proprio nell’anno in cui aveva programmato per tempo, messo a segno colpacci come Schøne, dato ad Andreazzoli la squadra completa già in ritiro. Thiago Motta ha già cominciato, pescando per ora dalle risorse interne (vedi Aguelo), ma con l’infortunio di Kouamé ha bisogno di un Preziosi al massimo della forma. Non basterà lo svedese Muamer Tankovič, dell’Hammarby, ala col vizio del gol (uno ogni due partite). Il Pinamonti visto nell’ultimo anno e mezzo, va detto, è in grado di fare il salto di qualità e sostituire uno dei giocatori più promettenti della serie A.

Il sogno: Piatek
La realtà: Donis, Ben Arfa, Doumbia, Hamed Traoré

 

Hellas Verona

(Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Verrebbe da dire che senza centravanti si retrocede sicuramente. Eppure Pazzini non vede il campo e davanti si alternano Salcedo e Stepinski. Jurič nonostante questo sta facendo cose egregie e veleggia a un punteggio insperato a inizio stagione, momento in cui tutti scommettevano in un rapido ritorno degli scaligeri tra i cadetti. Questo equilibrio, però, è troppo precario, e davanti si deve trovare un finalizzatore, uno che sappia essere decisivo e almeno salti l’uomo.

Il sogno: Pjaca
La realtà: Berisha (Lazio), Inglese, Sprocati, Esposito

 

Inter

(Photo by Juan Manuel Serrano Arce/Getty Images)

Fosse per Antonio Conte dovrebbero arrivare in dieci. Tutti campioni superpagati e con curriculum straordinari. La verità è che la classifica dice che a questa Inter non manca nulla, se non forse in panchina. Anzi, a dir la verità sugli esterni e tra le linee, soprattutto quando non gira Brozovič forse qualcuno servirebbe.

Il sogno: Modrič. La realtà: Vidal, Matič, De Paul, Kulusevski.

 

Juventus

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Si avviano a vincere il nono scudetto consecutivo, il possibile effetto (negativo) Sarri non c’è stato: Maurizio ha imparato a giocare male e vincere come piace da quelle parti, si è qualificato agli ottavi di Champions con due turni d’anticipo e ha già ammazzato il campionato, tenendosi solo l’Inter come rivale. Deve cedere – Mandzukic su tutti, un fuori rosa da 10 milioni lordi all’anno – e in fretta. Con un Pjanič in gran forma, ma già al terzo stop, forse serve qualcuno in mezzo al campo: si parla di un Tonali per cui si sarebbero offerti già 45 milioni di euro, somma destinata a salire per le richieste di grandi club europei e di mezza serie A. Tutto cambierebbe se Alex Sandro, infortunatosi in nazionale, dovesse rivelarsi in condizioni fisiche preoccupanti.

Il sogno: (nessuno, la Juve può comprare chiunque). La realtà: Tonali, Pogba, Allan, Smalling

 

Lazio

(Photo by Andreas Schaad/Bongarts/Getty Images)

Cosa serve a Simone Inzaghi? Dipende da dove vuole arrivare Lotito. La Lazio sembra l’unica big pretendente agli ultimi posti Champions (terzo e quarto posto) che non ha mollato: Roma, Napoli e Milan arrancano. Il punto è che Lotito a gennaio non compra quasi mai, quasi fosse un dettame religioso. Vero è che forse servirebbe solo un equilibratore a centrocampo (il solo Lucas Leiva, per l’età, rischia di non riuscire a fare tutte le partite nonostante nel ruolo sia il miglior recuperatore di palloni). E un esterno d’attacco, se a prezzo di saldo o molto promettente. Ma se verranno, arriveranno in estate.

Il sogno: Strootman.
La realtà: Szoboszlai, Muriqi, Raul Moro

 

Lecce

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Difficile capire cosa possa servire al Lecce. Squadra non adatta tecnicamente alla serie A, andrebbe rivoluzionata come fece Vigorito col Benevento qualche anno fa. Allo stesso tempo Liverani le ha dato un’identità che andrebbe preservata e (solo) puntellata. Valutando che l’exploit tardivo del mai domo Lapadula ha forse risolto il problema del bomber, serve qualcosa in difesa – troppo leggera, distratta e tecnicamente mediocre – e a centrocampo, dove l’atteso Imbula ha deluso. Si potrebbe pescare all’estero o tra le big che hanno bisogno di sfoltire la rosa.

Il sogno: Politano, Ranocchia
La realtà: Tonelli, Sala, Meité

 

Milan

(Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Gattuso, Giampaolo, Pioli ci hanno detto sempre la stessa cosa: squadra troppo giovane e troppo incompleta, inadatta ai moduli proposti. Deve cedere molto e cogliere un paio di occasioni. Con un Piatek poco in forma – anche se in lento miglioramento, ma alcuni lo danno persino in uscita -, un Leao troppo acerbo e gli altri attaccanti discontinui, non può che servire lui, l’uomo dopo il cui passaggio ti rimane solo una cosa da fare: guardare il baseball. L’uomo che viene, vede e trionfa.
Nonostante il ritorno di Caldara, si cerca anche un puntello in difesa nel già trattato Demiral.

Il sogno: Zlatan Ibrahimovič
La realtà: Zlatan ibrahimovič, Demiral, Celik, Dumfries

 

Napoli

(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

La beffa è che la squadra più accusata di aver sempre fallito a gennaio (Mascara nella stagione migliore di Mazzarri, Regini e Grassi il primo anno di Sarri, nessuno l’anno dello scudetto perso in albergo), si ritrovi a dover sperare nei colpacci – e forse in una prematura epurazione visto l’ammutinamento post Salisburgo – proprio nel calciomercato invernale. Se in difesa bisogna continuare a sperare che i fortissimi Koulibaly e Manolas finalmente trovino un’intesa, a centrocampo c’è un problema di quantità e qualità (sono pochi e non c’è un regista). Davanti i tifosi sognano Ibrahimovič, ma avrebbe senso solo in caso di partenza di Mertens e che l’infortunio di Milik si riveli più lungo del previsto. Con Ghoulam fuori forma e Malcuit lungodegente, in caso di partenza di Hjsay potrebbe servire anche un terzino.

Il sogno: Ibrahimovič
La realtà: Berge, Torreira, Lobotka, Kessié, Florenzi, Gagliolo, Castagne

 

Parma

(Photo by Alex Grimm/Getty Images)

D’Aversa quest’anno non si è fatto trovare impreparato. I suoi ducali sono solo a due punti dal più quotato Napoli anche perché i problemi li ha risolti all’origine: si pensi allo spesso infortunato Inglese, quest’anno sostituito validamente da Cornelius, o a Karamoh che può giocare con ma anche in sostituzione del fragile Gervinho. Il problema potrebbe essere una cessione improvvisa e dolorosa, come quella di Kulusevski, cercato dall’Inter (che vorrebbe anche Damian) e di proprietà dell’Atalanta, rilevabile con un indennizzo notevole ma accessibile.

Il sogno: Politano
La realtà: Lazaro, Hjsay, Lukic, Zaza

 

Roma

(Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Al di là degli inciampi con il Borussia Moenchengladbach e il Parma, la squadra di Fonseca sembra aver assunto una fisionomia chiara e avere prospettive rosee. Tra i titolari non sembra esserci la necessità di fare grandi cambiamenti, in panchina invece tra lungodegenti e giocatori scalati all’ultimo posto delle gerarchie, anche con ingaggi pesanti, c’è molto da sfoltire. Juan Jesus, Florenzi, Zappacosta, Perotti e Kalinic su tutti. Anche qui si coltiva il sogno Ibra, che appare reale, ma se da Barcellona danno un segnale, è a centrocampo che si potrebbe trovare un Pastore più performante.

Il sogno: Rakitič
La realtà: Ibrahimovič  Mandzukič, Hjsay, Politano, Kean, Dani Olmo, Mariano Diaz.

 

Sampdoria

(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Il bluff Ferrero – vendere a caro prezzo, comprare bene e a poco – ha mostrato la corda e ora i blucerchiati rischiano seriamente la B. Così il vulcanico presidente prova la carta del grande giocatore da convincere a venire a Genova, magari per sei mesi. Si dovrebbe puntellare ogni reparto, ma per ora la “fissazione” è Alessandro Florenzi. Davanti uno svuotato e demotivato Quagliarella – sperava forse nell’approdo a Napoli in estate al posto di Llorente – deve per lo meno vedersi affiancato uno che lo pungoli. Si parla addirittura dei possibili ritorni di Eder e Schick.

Il sogno: Florenzi
La realtà: Kean, Musa Barrow, Eder, Juan Jesus, Perotti, Schick.

 

Sassuolo

(Photo by Martin Rauscher – SEPA.Media/Getty Images)

De Zerbi è abbastanza bravo da non mostrare (troppo) le lacune della sua rosa e abbastanza giovane e incosciente per suscitare qualche desiderio di integrazione della rosa di troppo. Prima di agire a gennaio bisogna sempre capire qual è la dimensione del Sassuolo, se quella dell’Atalanta di Percassi o dell’Udinese di Pozzo. Di sicuro Chiriches sta deludendo e un puntello là dietro potrebbe servire.

Il sogno: tenere tutti i big
La realtà: Tonelli, Ceccherini, Santon

 

Spal

TURIN, ITALY – AUGUST 25: Simone Zaza of Torino FC celebrates the opening goal during the Serie A match between Torino FC and US Sassuolo at Stadio Olimpico di Torino on August 25, 2019 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Semplici sembra godere nel fare le nozze con i fichi secchi, nel radunare il suo manipolo di carneadi ed eroi e portarli a compiere l’impresa. È così vero che, dalle parti di Ferrara, quando arrivò uno come Borriello si trovarono a disagio. Al massimo possono accettare Petagna che canta con Sfera Ebbasta. Ed è proprio Petagna che vorrebbe qualcuno che prendesse botte e desse sportellate insieme a lui. Società e allenatore preferirebbero un usato sicuro come Bonifazi in difesa.

Il sogno: Zaza
La realtà:Iemmello, Bonifazi, Skrtel, Tonelli

 

Torino

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images).

Cairo ha già speso tanto e bene in estate, come dimostra l’oneroso acquisto dal Napoli di Simone Verdi. La squadra, in mano a Mazzarri, è partita con le marce alte, poi i turni preliminari di Europa League si sono fatti sentire. La maglia granata, per gloria e tradizione, però fa gola a tanti che potrebbero servire, tra centrocampo e attacco, ai piemontesi (vista la partenza probabile di Zaza e Iago Falque)

Il sogno: Calhanoglu
La realtà: Borini, Politano, Florenzi, Borja Valero, Younes

 

Udinese

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Dopo l’uragano di gol subito da Tudor e il cambio in panchina, a gennaio potrebbe esserci una rivoluzione, finanziata dalla tardiva cessione all’Inter di Rodrigo De Paul (per la prima volta in società hanno aperto alla possibilità). Mentre la favola del vice Gotti che vuole tornare a esserlo continua (4 punti in due partite), si può immaginare difficilmente il futuro calciomercato senza sapere quale sarà la guida tecnica e, di conseguenza, il modulo.

Il sogno: un nuovo allenatore
La realtà: Bonifazi, Younes, Iago Falque

Boris Sollazzo

About Boris Sollazzo

Boris Sollazzo è il padre di Carlo, critico e cronista cinematografico, autore televisivo, speaker radiofonico, telecronista e giornalista sportivo, pluricampione di fantacalcio. Spesso contemporaneamente. Ha scritto per quasi tutti i quotidiani e periodici e ora ha una trasmissione quotidiana su RadioRock. È il direttore artistico dell’Ischia Film Festival e del Cerveteri Film Festival.

Leave a Reply

Leggi un altro articolo
Leggi un altro articolo
Negli ultimi 5 anni il numero di giocatori di Padel...