Silent Check

Non è sempre una questione di vittoria

By 24 Marzo 2021
Dire basta è l’antidoto al dolore, alle volte, perché ci hanno insegnato a vincere come unico traguardo. Ce lo insegnano a scuola, con i voti, e poi all’università. Dopo con il lavoro, scalare, correre, superare. Primeggiare. E quando poi cominci a raggiungere gli obiettivi prefissati, accade che gli obiettivi diventano altri, che non avevi previsto, per cui: spingere ancora, pedalare forte, affanno. Cesare Prandelli ha detto stop. E questa volta non come per l’altra volta, quando per prendersi cura della moglie aveva rinunciato alla panchina della Roma. Stavolta l’ombra, come l’ha chiamata lui, ce l’ha dentro. Non è più il suo calcio, non ha forse più la serenità per godersi quello che, oltre un lavoro, è un’ossessione, una ragione di vita. Perché anche se non rischia la vita come un pilota di Formula 1, un allenatore di calcio è un pazzo, un irregolare mascherato da impiegato giacca e cravatta, che dice a undici uomini cosa fare in un rettangolo d’erba. Ci vuole la lucidità per essere folli. E se questa lucidità si perde, e con lei il sogno, la visione, la gioia, è giusto dire basta. Grazie Cesare, per avercelo ricordato.

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