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Non sarà subito il Milan di Tonali

By 2 Settembre 2020

Pregi e difetti del centrocampista andranno incastonati nelle idee di calcio, a tratti radicali, di Pioli

In una fase imprecisata dell’estate, ormai da troppi anni, arriva un momento in cui si è pronti a celebrare il ritorno del grande Milan. Rimanendo alle ultimissime stagioni, era successo con la campagna acquisti degli squilli Bonucci, Calhanoglu e André Silva, e degli show di Mirabelli in conferenza stampa che non vedeva l’ora di “passare alle cose formali”. Quindi con l’arrivo di Higuain, in teoria in centravanti della rinascita, in pratica rimpiazzato da Piatek a gennaio. Infine con il “maestro” Giampaolo, un mercato ben impostato anche se senza particolari acuti (almeno sulla carta, mentre a posteriori non c’è dubbio che un innesto come quello di Theo Hernandez sia uno dei più apprezzabili delle ultime campagne acquisti di tutta la Serie A) e un’attenzione rivolta più che altro alla teorica rivoluzione dell’ex allenatore della Sampdoria, diventato in fretta ex anche dalle parti di Milanello.

Questa volta, con una rivoluzione annunciata e poi non messa in pratica (citofonare Rangnick), il Milan si presenterà ai blocchi di partenza con un volto nuovo interessantissimo, sperando che le evoluzioni improvvise del mercato non ci smentiscano: Sandro Tonali. Ma bisogna fare attenzione, e guardare allo stesso tempo con occhio intrigato ma ben focalizzato anche i difetti della prima stagione di Tonali, per capire quale potrà essere l’impatto sul centrocampo rossonero.

 

Tempo al tempo

(Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Se dovessimo giudicare l’operazione dalla copertina, una copertina patinata, da 35 milioni di euro o giù di lì, finiremmo per pensare al nuovo padrone della mediana rossonera. In realtà, almeno nella prima parte di stagione (e a meno di cambi di modulo che, al momento, non sembrano all’orizzonte), sarà molto difficile per l’ormai ex mediano del Brescia scalzare stabilmente la coppia titolare che ha caratterizzato il Milan dopo il lockdown. Il duo composto da Bennacer e Kessié ha ormai mandato giù a memoria le richieste di Pioli: l’ex Empoli è un maestro nel tenere alta e corta la squadra chiamando il pressing finalizzato alla riconquista altissima del pallone, l’ivoriano è diventato a tratti il padrone della squadra, rendendosi utile sia in fase di interdizione che di riproposta, ritrovando anche quella capacità di inserimento che lo rende sempre difficile da contenere per le difese avversarie.

Tonali, per il momento, è un centrocampista molto diverso sia da Kessié che da Bennacer, e forse Pioli lo ha richiesto proprio per questo motivo: si parlava di un possibile interessamento per Bakayoko, che conosce bene l’ambiente rossonero ed è un profilo decisamente più simile ai due titolari del 4-2-3-1 del tecnico rossonero, e rimane, almeno stando alle indiscrezioni, un’opzione plausibile anche in caso di arrivo di Tonali. Con l’acquisto dell’ex Brescia, il Milan si garantisce il “centrocampista del futuro” e nel breve inserisce anche un giocatore diverso rispetto a quelli già presenti in rosa, che potrebbe permettere a Pioli, con il passare delle settimane, di ritoccare qualche meccanismo di gioco, magari nelle partite in cui il Milan dovrà fronteggiare avversari chiusi in difesa e avrà bisogno di pazienza per scardinare i fortini altrui.

 

Cosà può dare, cosa dovrà imparare

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

In una stagione estremamente travagliata per il Brescia, Tonali ha mostrato le cose migliori fin quando in panchina è rimasto Eugenio Corini, che lo ha schierato prevalentemente come vertice basso del rombo o come centrale in una mediana a 3. Dovendo assecondare le necessità della squadra, Tonali aveva spesso il compito di giocare rapidamente palla in avanti, su una delle punte chiamate ad allargarsi (nel gioco lungo, esplorato spesso dal centrocampista ma non sempre con grande precisione), oppure nel breve, per permettere una risalita di squadra grazie al lavoro degli intermedi di centrocampo e delle discese dei terzini. Nella seconda parte di stagione, invece, Lopez lo ha schierato in una mediana a 2, una piccola lezione utile per il futuro di Tonali, che sicuramente ha imparato a coprire gli spazi centrali in una maniera diversa ma sempre all’interno di una squadra che non aveva nel dna l’aggressività in avanti.

Tra i pregi di Tonali c’è sicuramente quello di saper coprire molto bene il pallone in conduzione, di dare respiro alla manovra anche solo con uno strappo di una quindicina di metri (motivo per il quale spesso si è pensato a una possibile evoluzione da mezz’ala), ma non quello di chiamare il pressing: una qualità che Pioli ricerca da sempre nei suoi centrocampisti di riferimento, in cui eccelle Bennacer e in cui era molto bravo anche Lucas Biglia, che a Milano si è presentato nella sua versione decadente ma che a Roma, ai tempi della Lazio, era stato un pretoriano di Pioli. Il tecnico dovrà quindi lavorare soprattutto su questo aspetto, per trasformare Tonali nel centrocampista dei suoi sogni: il fatto di esserci riuscito in passato con Biglia ci indica che non c’è bisogno di essere un prodigio atletico per poter rispettare le richieste dell’allenatore.

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Allo stesso tempo, bisogna riconoscere al classe 2000, proprio per l’esperienza in un Brescia per natura portato a stare più basso per ripartire, la grande capacità di trovare le linee giuste per ribaltare rapidamente l’azione, e da questo punto di vista è eccitante immaginare l’asse Tonali-Ibrahimovic: i passaggi repentini del centrocampista a pescare il movimento a venire incontro dello svedese, pronto così a liberare spazi alle proprie spalle per i tagli di Rebic e Calhanoglu, lasciando inoltre la corsia libera per le scorribande di Theo Hernandez. Inoltre, per quel che abbiamo visto, sembra avere il carattere necessario per calarsi in uno spogliatoio ingombrante senza risentirne più di tanto, ma su questo fronte siamo ancora alle supposizioni.

Resta l’ultimo aspetto, un tocco in più: l’abilità di Tonali nei piazzati, non tanto in quelli diretti, quanto nei cross, dalla bandierina o dalla trequarti. Per una squadra con i “centimetri” del Milan, che può contare solo sulle esecuzioni di Calhanoglu, una qualità in più da non sottovalutare. Ora non resta che attendere l’ufficialità e passare alle cose formali. Ops.

One Comment

  • Daniele ha detto:

    Trovo l’analisi puntuale e precisa.
    Ricordo Brescia-Milan dello scorso campionato come fosse adesso, Tonali fece una partita mostruosa nel recupero palla e nello smistamento veloce e verticale.
    Seguo il ragazzo da almeno un paio d’anni e credo abbia tutto per diventare un centrocampista moderno e completo.
    Sarà davvero interessante vederlo dialogare con compagni dall’elevata cifra tecnica e di personalità.

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