Silent Check

Nove anni fa io ero un ragazzino

By 27 Luglio 2020

La noia è un merito? Azzerare le ambizioni dei rivali essendo i più forti di diritto, è una deminutio capitis? No, perché sono anni che si fa un gran parlare della Juventus che vince perché è troppo più forte delle altre e ha il fatturato più alto eccetera eccetera. Nove anni fa, anzi, nove scudetti fa, io ero un ragazzino di ventisei anni che non sapeva ancora niente della (sua) vita. Non che ora sappia granché in più, ma un paio di compiti a casa li ho fatti e un grammo di esperienza addosso ne ho. Vincere nove scudetti di fila, creare una riga uniforme e cromaticamente identica, in un elenco che dura da oltre cento anni, è un’impresa che non può essere svilita perché è sempre identica a sé stessa. Perché poi sul campo, ogni santissima giornata, ci vanno i calciatori e i calciatori sono uomini, con i loro problemi, i loro muscoli iperstressati, le loro vite private. E stare davanti a tutti da quasi un decennio è un’operazione che glorificherà per sempre la Juventus di questa epoca. Starà pure antipatica a tanti, e tanti la criticheranno per i motivi che conosciamo tutti, ma i bianconeri di questo decennio hanno compiuto un’impresa leggendaria. Sotto l’egemonia di tre allenatori diversi, uno più differente dall’altro, il risultato a “maggio” (quest’anno è luglio, abbiamo visto pure questo) è sempre lo stesso. Complimenti ai (soliti) campioni d’Italia. Li meritano tutti.

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