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Oscar, il brasiliano che sogna la nazionale cinese

By 2 Agosto 2020

Due chiacchiere con l’ex Chelsea, ora in Super League, che si è detto pronto a sfilarsi la maglia della Seleçaõ per indossare quella della sua nuova patria calcistica. Burocrazia permettendo

 

Era il pallino di Felipe Scolari nella funesta cavalcata brasiliana del 2014. Oscar dos Santos Emboaba Júnior, all’epoca 23enne centrocampista del Chelsea, avrebbe dovuto guidare la sala macchine della Seleçaõ alla conquista del sesto titolo, ma finì per schiantarsi, come i suoi compagni di sventura, contro i muscoli e lo strapotere teutonico.

A distanza di sei anni, Oscar si è rifatto una verginità calcistica nel campionato cinese. Vive di nuove certezze, e sogna persino di tradire la patria natia e mettersi a disposizione della nazionale della Grande Muraglia. L’opportunità di difendere la selezione cinese, dopo un processo di naturalizzazione, non solo attira giocatori che non hanno avuto grandi opportunità nella nazionale brasiliana.

Oscar, che non viene chiamato dalla Canarinha dal 2016, non disdegnerebbe indossare i colori della Cina se le regole Fifa per gli atleti che giocano per due Paesi differenti dovessero cambiare. “Ci sto pensanso seriamente – racconta – per via del Covid è quasi impossibile spostarsi da una parte all’altra del globo. Potrei tornare utile. Nel campionato cinese ci sono giocatori interessanti, ma il supporto di elementi di esperienza internazionale potrebbe regalare alla Cina qualche chance mondiale”.

(Photo by Clive Rose/Getty Images)

La Cina ha iniziato il processo di inserimento dei giocatori brasiliani nella propria nazionale nel recente passato, naturalizzando atleti che vivevano nel Paese da almeno cinque anni. Il primo ad essere chiamato fu Elkeson (già pupillo di Lippi nell’Evergrande), che adesso, con i nuovi documenti, si fa chiamare Ai Kesen, seguendo le regole del ministero degli interni che richiede ai giocatori naturalizzati di rinunciare al passaporto originale per assumere la nuova nazionalità.

Anche Aloisio (attaccante del Guangdong) è diventato nazionale cinese e, sotto il nome di Luo Guofu, è stato convocato per uno stage nel gruppo diretto dal ct Li Tie. Ricardo Goulart (punta dell’Evergrande) ha completato la sua naturalizzazione, si chiama Gao Late, ma non è ancora finito nella lista dei convocati.

Al momento una naturalizzazione non sarebbe sufficiente per consentire a Oscar di difendere la Cina, dato che la Fifa proibisce ai calciatori di giocare in competizioni ufficiali per due paesi differenti. Oscar per il Brasile ha già disputato tornei come la Coppa del Mondo, la Confederation Cup e le qualificazioni per il Brasile. “Credo comunque che siamo vicini a una svolta. È solo burocrazia – ci tiene a sottolineare – ma non potrà mai fermare quello spirito di mescolanza che sta trasformando il mondo”.

 (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Oscar è stato chiamato per la prima volta nella nazionale brasiliana nel 2011 e da allora ha giocato in 48 occasioni, segnando 12 gol. L’ultima volta è stato convocato da Dunga nel 2016, quando era ancora al Chelsea, ma non è mai stato selezionato nell’era di Tite. Il centrocampista si è trasferito in Cina nel 2017, all’età di 25 anni, e da allora ha giocato per lo Shanghai Sipg, una delle formazioni di maggior prestigio della Super League. E a chi gli domanda che cosa accadde l’8 luglio del 2014 a Belo Horizonte, risponde senza esitazione: “forse la Germania era davvero più forte di noi, ma è anche vero che entrammo in campo pensando alla finale. Fu un errore imperdonabile”.

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