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Otto idee per il nuovo calcio mediale

By 21 Maggio 2020

Visto che ancora per diverso tempo si giocherà senza pubblico, è meglio rivedere l’evento stesso e spingere sull’acceleratore, facendolo diventare un prodotto che attraverso la fruizione mediale diventi ancora più appetitoso

 

Facciamo subito un premessone, che è fratello del noiosissimo spiegone ma è bene farlo. Il calcio con tanti tifosi allo stadio, colori, bandiere, canti, tifo piace a tutti moltissimo. Non può non essere così se si è su questo sito e si sta leggendo questo pezzo. È il calcio che ci ha cresciuto e fatto innamorare di un gioco che ci salva e salverà anche un po’ l’esistenza.

Fatto il premessone, con la sua coda anche parecchio melodrammatica, è bene però andare avanti, nel senso vero del termine, ovvero guardare più in là.
Nel weekend scorso abbiamo assistito ad una giornata intera di Bundesliga in cui, al di là delle norme anti-virus con diverse cose tra il serio e il faceto, quello su cui tutti ci siamo soffermati è l’assenza di pubblico allo stadio. Questa assenza vuole dire che quelle partite sono state volute e svolte solo per esigenze commerciali legate ai contratti televisivi in essere prima del lockdown.

 (Photo by gumzmedia/nordphoto/Pool/Getty Images)

Poiché non si sa quando e come del pubblico tornerà allo stadio, dobbiamo abituarci a questo evento che ha per forza di cose ancora una natura ancora ibrida: è un evento da vivere (e consumare) in presenza fisica, ma è anche in parte pensato per la semplice riproduzione mediale. Ma se la presenza per chissà quanto tempo non ci potrà essere, meglio a questo punto rivedere l’evento stesso e spingere sull’acceleratore, facendolo diventare un prodotto che attraverso la fruizione mediale diventi ancora più appetitoso, al quale voler partecipare a distanza per la ricchezza di contenuti che gratificano l’esperienza della fruizione dell’evento stesso.

In poche parole, se gli eventi sportivi devono essere in toto un prodotto mediale, allora facciamo di tutto affinché il prodotto lo sia davvero per intero, dando all’utente (consumatore) casalingo l’idea che l’esperienza mediata attraverso il televisore e tutti gli altri device possibili sia molto più arricchente e pregna rispetto al live che vuole raggiungere altri tipi di obiettivi.

Per ripensare il calcio in ottica fortemente mediale, io ho immaginato tre pilastri da cui partire.

(Photo by Stuart Franklin/Getty Images)

1) Nuove strutture pensate per la costruzione intermediata e personalizzata dell’evento sportivo.
2) Utilizzo massiccio delle nuove tecnologie attraverso cui fruire in maniera non classica dell’evento.
3) Importanza essenziale dell’analisi giornalistica di qualità per ricostruzioni differenti e profonde dell’evento.
In base a questi tre pilastri ho immaginato otto novità possibili che ridefiniscano l’evento calcistico secondo il paradigma di fruizione specificatamente mediale.

Partiamo proprio dall’analisi giornalistica. Per darle una forza maggiore, io farei una cosa nuova che è però una cosa vecchia, ovvero aprirei alla presenza di giornalisti sul campo che abbiano la possibilità di intervistare calciatori e allenatori in ogni momento dell’evento, tranne che in quelli di gioco. Appena prima della partita, dopo il match, dopo le sostituzioni, alla fine e all’inizio dei tempi di gioco, il giornalista da bordo campo deve partecipare attivamente all’evento e riportarci quello che si vive dal campo, à la Galeazzi degli anni ’80 per intenderci. E questo ruolo non deve avere paletti predefiniti con l’obbligo del backdrop alle spalle, il bordocampista deve seguire il suo istinto e farci sentire i pensieri e le emozioni di chi sta giocando o allenando.

(Photo by Lars Baron/Getty Images)

 

Sempre afferente all’area giornalistica poi, strutturerei i tempi di gioco in altro modo, ovvero dividerei i 90 minuti in 3 tempi da 30, con pause di 10 minuti. In questo modo andrei incontro a due esigenze: la prima è quella dei millennials, il nuovo pubblico da catturare, che difficilmente riescono a tenere l’attenzione per un tempo così lungo come è adesso, e poi utilizzerei quelle due pause per una sorta di recap giornalistico di qualità, per contrappuntare l’evento con analisi e giudizi che servano ad aprire dibattiti sui social media durante il live. Riuscire ad essere presente con l’evento su più device contemporaneamente, attraverso un’esperienza/consumo multitasking, è oggi necessario. Con due interruzioni è più semplice analizzare quello che è stato visto, per poi ribaltare la discussione sui social media, presenziandoli con il prodotto in maniera ancora più forte.

Innovazione più che altro tecnologica è la presenza di un microfono ad altissima capacità di catturare la voce da inserire nel terreno di fronte alla panchina. Questo microfono serve a catturare le parole dell’allenatore che poi si potranno leggere sui diversi device durante il match. Io la chiamerei netflixizzazione della partita. Ovviamente non tutte le parole dell’allenatore potranno sentirsi, anche perché alcune devono essere nascoste agli altri, ma le indicazioni più interessanti potranno essere catturate e mostrate come sottotitoli alla partita.

Per ovviare all’assenza di pubblico, io immagino un tappeto sonoro che sappia accompagnare i vari momenti a cui sono collegate le emozioni della partita. Un sound designer bravo saprà farci abituare molto velocemente ad un nuovo approccio sonoro alla partita stessa, integrandosi bene con le voci dei telecronisti.

(Photo by Michael Probst/Pool via Getty Images)

 Per farne un prodotto mediale ricco e denso di spunti, bene poi creare canali paralleli di visione della partita. Il primo potrebbe essere un canale o una funzione sul canale principale che dia informazioni secondo la logica della realtà aumentata. Mentre l’evento si svolge si possono vedere in real time una marea di dati sui calciatori e sulla squadra (i primi a cui penso sono: la velocità a cui sta correndo il calciatore, la percentuale di assist nella zona di campo in cui è in quel momento, la sua pericolosità statistica sui calci d’angolo da sinistra, proprio mentre se ne sta battendo uno e via così). Ancora una volta giornalisti skillati sulla match analysis dovranno poi decrittare quella marea di dati e fornire gli spunti più interessanti.

Sempre di più i social media stanno spostando il focus dell’attenzione degli utenti dalla squadra al singolo. I calciatori migliori al mondo sono aziende all’interno di aziende e vivono di luce propria rispetto al contesto in cui sono inseriti. Riportando questa logica alla fruizione di un evento sportivo, si potranno creare canali dedicati ad un singolo calciatore. Esempio anche qui basic: creare un canale che segue soltanto la partita di Cristiano Ronaldo. 

Parlando di nuove strutture, gli stadi dovranno essere ripensati come veri e propri studi televisivi. In questo modo l’utente a casa potrà avere la possibilità di una visione completamente customizzata. Grazie ai device mobili o a un gamepad si potranno selezionare prospettive di visione differenti.

Photo by Stuart Franklin/Getty Images)

Sempre grazie a questa interazione poi sarà possibile accedere a contenuti extra durante il live stesso. Saranno contenuti editoriali creati per la doppia fruizione contemporanea, ma anche portali paralleli in cui ad esempio è possibile comprare merchandising delle squadre in campo. Prima cosa che farei subito è anche un’asta online in real time delle maglie che i calciatori stanno indossando in quel momento.   

Sono otto, ma sono certo che tante altre idee possono concorrere a ristrutturare un’esperienza che potrebbe non essere più la stessa da questo momento in poi.

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