Silent Check

Outsider in Serie A e dove trovarli

By 1 Maggio 2019

Diciamocelo, fino a oggi questa è stata la Serie A dei rinnegati, degli outsider, di quei giocatori che le grandi hanno masticato per un po’ e poi quasi ripudiato. Oppure, peggio ancora, ignorato. Quagliarella capocannoniere l’anno in cui il marziano Cristiano Ronaldo atterra in Italia è la stigmate del trend, romantico ma anche tecnico, di questo discorso.

Come a dire: spendi spandi effendi ma poi il calciatore decisivo, magari, ce l’avevi in casa. Scorrendo la classifica dei bomber, dopo l’eterno Quagliarellinho, si incontrano l’ex illustre sconosciuto Piatek, ma soprattutto Duván Zapata, Ciccio Caputo, Petagna e Pavoletti. Il colombiano scaricato dal Napoli adesso è l’uomo del momento; centravanti in grado di catalizzare gioco e segnare in tutti i modi, tanto da trascinare l’Atalanta al quarto posto in classifica.

Forse, nella squadra di Ancelotti di quest’anno, avrebbe fatto comodo, e non poco. Stessa trafila per il Pavoloso: sei mesi sotto al Vesuvio senza praticamente giocare mai e tornato a incornare di testa palloni all’incrocio con una certa regolarità. Discorso diverso per Petagna e Caputo.

Il primo, vivaio Milan, non ha mai avuto grandi chance in rossonero, dopo di che a Bergamo, per due anni, è stato l’orsetto best friend del Papu Gomez, usato come centrattacco da sponda alla Kenneth Anderson. Poi, alla Spal, la magia. Quattordici centri in campionato e uno in Coppa Italia. Da sempre definito lento, sgraziato, ingombrante, non tanto abile da saper flirtare con il gol. Eppure.

Ciccio Caputo invece la maglia di una grande non l’ha mai vestita, di gol a Bari ne ha fatti a tonnellate ma in A non aveva mai avuto qualcuno che gli desse una 9. E anche per lui quindici reti al primo anno da titolare nella massima serie. Ah, se non ci aveste fatto caso, a parte Zapata, gli altri sono tutti italiani. Non male.

Attaccanti a parte, vogliamo parlare di Sirigu? Di gran lunga il miglior portiere, per rendimento, della stagione, tanto che adesso Mancini avrà un problema in ottica azzurra. Sempre sponda Toro: Izzo ormai sembra Fabio Cannavaro, e non solo per l’accento. Acerbi? Acerbi è diventato il leader della difesa della Lazio, ma qualcuno al Milan lo aveva bocciato troppo frettolosamente in un’annata sciagurata senza capo né coda.

E poi Ilicic: il quarto Segreto di Fatima. Come sia possibile che questo calciatore non giochi nella Juve, nell’Inter o nel Real Madrid è un mistero. Gasperini spesso scherza sulla sua scarsa lena, una pigrizia di fondo che lo porta ad allenarsi, e giocare, a corrente alterna. Solo quando ne ha voglia. Nonostante questo, probabilmente è lui il principale artefice tecnico del cambio di passo dei bergamaschi nel girone di ritorno. E se la voglia dovesse restargli anche per quest’ultimo mese, a Bergamo ne saranno assai contenti.

Spesso si dice che la palla è rotonda, che ogni partita sia una storia a sé, che alla fine si gioca sempre undici contro undici. Il fatto è che spesso, da questi undici, si tendono a tirare fuori dei calciatori che poi le fortune le vanno a fare altrove, in mezzo ad altri undici. La maestosità del calcio è proprio questa: ogni stagione si riscrive la storia della vita di una persona. Non solo del giocatore che ne indossa la maglia.

Foto: Getty Images.

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