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Palmese made in China

By 4 Settembre 2019

Nel 2003 l’imprenditore cinese Song acquista la Palmese. Promette uno stadio da 10mila posti, la B in 4 anni, un nuovo centro commerciale, una tournée estiva in Oriente. Gli investimenti, però, non si vedono e a fine stagione la squadra fallisce

A giugno c’è già un caldo afoso a Palma Campania. È tempo di bilanci: i tifosi guardano alla nuova stagione con qualche speranza in più e un filo di tristezza, pacato, che spalanca un’estate senza pallone. «Allora presidente, il campionato è appena finito e attorno al club si sta facendo un gran parlare di possibili risvolti societari. È spuntato l’interessamento di Dario Pasquariello, che dal Savoia potrebbe arrivare qui; poi è venuto allo scoperto il nome di Gaetano Battiloro, attuale patron del Mestre; infine è germogliato un percorso armeno, con un imprenditore russo disposto a investire nel calcio. Insomma, a che punto siamo?». 

La domanda è lecita. Il campionato di calcio è quello della categoria C2, l’anno è il 2003 e il presidente della Palmese Calcio, Antonio Simonetti, tira le somme in un’intervista fiume su Le Cronache di Napoli. La situazione non è proprio felice, in vista del futuro. «Che fine farà la squadra di quest’anno? E quando ci potranno essere spiragli significativi nella questione societaria?» domanda al presidente il giornalista Francesco Iervolino. «Se non si muove qualcosa è preventivabile che parecchi elementi non saranno riconfermati o verranno ceduti. Se non si sblocca niente attorno alla società non c’è altra via d’uscita. Vediamo che succede da qui alla fine di giugno». 

Palma Campania è un comune di 18mila abitanti nell’hinterland napoletano. La sua squadra di calcio è stata fondata nel 1914. Tra gioie (poche) e dolori (qualcuno) ha militato galleggiando tra serie minori: Interregionale, Eccellenza, C2. Fino all’estate del 2003, quando accade più o meno di tutto. 

Ciro De Cesare.

È il 6 luglio quando il presidente Antonio Simonetti consegna le sue dimissioni. La società è senza guida. Anzi. Da un lato si fa avanti Domenico Falco, cittadino palmese tifosissimo dei rossoneri; dall’altro spunta una cordata locale costituita da più di 40 imprenditori, capitanata dal primo cittadino, Carmine De Luca. Per svolgere tutte le operazioni del caso viene nominato un commissario straordinario, nella persona irreprensibile del dottor Luigi Nunziata, membro storico della dirigenza. Nunziata ha il compito di iscrivere la Palmese al campionato 2003-04 e di allestire, per quanto possibile, una rosa competitiva. 

È il 22 luglio quando Nunziata avverte: “È impensabile che si possa andare avanti così. Gli imprenditori locali devono sostenerci. Finché sarà possibile affidarsi agli amici della cordata locale, i soliti noti, andremo avanti. Ma in seguito serve il supporto dell’intero paese”. Il supporto tanto agognato, alla fine, arriva. È il 15 agosto quando Zichai Song, classe 1964, figlio di un contadino della Manciuria, si inserisce nella trattativa. Anzi, la porta a termine. In un mese acquista la maggioranza della società e ne diventa presidente: la Palmese Calcio è la prima squadra italiana ad essere acquistata da una proprietà cinese. 

Song parla un buon italiano, veste elegante, non nasconde ammirazione per il talento affaristico di Silvio Berlusconi; quando arriva in Italia, nel 1996, è un signor nessuno. Sino al momento in cui diventa il capo cordata del progetto Cinamercato, un marchio all’ingrosso con distribuzione alle porte di Napoli. Ora, però, vuole diventare l’ambasciatore ufficiale del calcio made in Italy.

«Siamo la prima società cinese al mondo che ha effettuato un’operazione del genere nel calcio mondiale – si racconta in un’intervista a Francesco Iervolino – Il calcio è sempre stato un mio pallino personale: prima tifavo Inter, poi Roma, ora Palmese». Promette uno stadio tutto nuovo da 10mila posti, la B in 4 anni, un nuovo centro commerciale, una tournée estiva in Oriente sfidando le squadre più importanti di serie A. E una serata esclusiva al San Paolo di Napoli con Diego Maradona come testimonial. Il sogno, per tanti palmesi, è appena cominciato. 

L’era Song in effetti inizia con una serie di sconfitte. C’è da assemblare la squadra e fare la preparazione, e allora in campo, per la Coppa Italia di serie C, ci vanno i giovani della Berretti: 4-1 con la Fidelis Andria, 6-0 col Foggia, 7-0 contro il Benevento. È il 31 agosto quando inizia il campionato di serie C2: ora tocca ai big. In 15 giorni è stato consegnato un gruppo di tutto rispetto al nuovo tecnico Roberto Chiancone: qualcuno lo definisce “il più forte del campionato”.

In due settimane sono sbarcati a Palma 17 nuovi giocatori, frutto di una spesa che si aggira sul milione di euro. In avanti c’è soprattutto Ciro De Cesare, 32 anni, giunto dalla serie A, e con lui Sergi, Sapanis, Gulino e Coquin; al centro Pizzulli, Pisciotta e Marra; dietro D’Angelo, De Sanzo e Pagano, oltre al portiere Di Muro. Quasi tutti nuovi: chi è rimasto dall’anno scorso, ora, va in panchina. E Song, dicono, stia trattando anche l’acquisto di Alen Boksic, dalla Lazio. 

I rossoneri sono pronti a scendere in campo per l’esordio casalingo. Un’emittente televisiva locale ha acquistato i diritti per trasmettere tutte le partite in differita. Il match col Frosinone (tra le pretendenti al titolo) segna una vittoria per 1-0: gol del nuovo acquisto Coquin e Song spumeggiante in tribuna affiancato dal nuovo manager Valerio Antonini e dal primo cittadino Carmine De Luca. I tifosi che affollano le gradinate sono finalmente felici. “Quando si vince così la soddisfazione è grande. La gente si è chiesta fino ad oggi come sarà la Palmese? Bene, hanno cominciato a vedere in campo i frutti del nostro lavoro”, spiega ai microfoni il mecenate cinese. 

E la stagione prosegue alla grande. Quello che ha tra le mani mister Chiancone è un vero e proprio squadrone. 2-0 contro l’Isernia alla seconda giornata, 2-0 alla Cavese in trasferta, 4-0 rifilato alla Fidelis Andria. 2-1 contro l’Igea Virtus, 3-0 contro il Gela, 3-0 al Castel Di Sangro. 1-0 in trasferta contro il Vittoria. La Palmese chiude in testa il girone d’andata.  Eppure qualcosa comincia a scricchiolare.

Palmese

Così, ecco dopo poco scoppia la ‘grana’ stipendi. «La gente deve comprendere anche noi calciatori – spiega in sala stampa il vice capitano Marra – Viviamo una condizione di incertezza permanente, non è facile scendere in campo e giocare in questo stato. Lo spogliatoio è unito, ma a lungo andare tutto potrebbe sgretolarsi sotto la pressione e la mancanza di garanzie precise».

In effetti il termine dell’ulteriore scadenza per il pagamento degli arretrati e degli stipendi dei calciatori è scaduto, e i giocatori arrivati qui da categorie superiori non hanno ancora visto un euro. «I ragazzi attendono risposte concrete dalla società», avverte mister Chiancone, descrivendo la tensione che regna nello spogliatoio. 

È domenica 30 novembre quando la Palmese batte in casa nel derby la Nocerina per 2-0. Al momento della sostituzione il capitano De Cesare si avvicina alla panchina, lancia parole furiose ad un dirigente rossonero, si becca i fischi del pubblico di casa e, non contento, risponde a tono. Sembra imbestialito.

In sala stampa, dopo la fine del match, risponde ai cronisti. «Le offerte per giocare a certi livelli non mi mancano di sicuro. Sono venuto qui perché avevo intravisto un progetto vincente. E invece noi scendiamo in campo e diamo tutto nonostante ognuno di voi sappia che razza di situazione stiamo vivendo». 

Il riferimento agli stipendi arretrati è chiaro. Dov’è finito Song? È questa la domanda che si ripetono ossessivamente giocatori, tifosi e pure i creditori. Fatto sta che da qualche settimana, il presidentissimo non si fa vedere da queste parti. Così come il suo manager e procuratore, Valerio Antonini. «Siamo preoccupati», ammette il mister, segnando una resa, o quasi. 

Il mecenate venuto dall’Oriente non riapparirà mai più a Palma Campania. Si scoprirà che Song non può rimettere piede in patria perché rischia la pena capitale per una condanna per frode aggravata risalente a poco prima del suo arrivo a Napoli. Si scoprirà che nel 1998 aveva trascorso 16 mesi a Regina Coeli proprio in esecuzione di un mandato di cattura internazionale. Si scoprirà che i soci di Cinamercato cominciano a fare pressioni per estrometterlo dal CdA. Si scoprirà del tramonto del progetto di un megastore di elettronica importata dalla Cina da realizzare a due passi dal porto di Napoli. Si scoprirà il fallimento dell’idea di una filiale romana del centro commerciale di via Gianturco. 

Dopo aver chiuso in testa il girone d’andata, la Palmese si scioglierà. In tanti andranno via, compreso De Cesare. La stagione proseguirà con un’altalena di pareggi e sconfitte. Il gruppo si sgretolerà. Le divise cambieranno, gli sponsor se ne andranno. Mister Chiancone rimarrà in panchina fino alla fine. Solo grazie al gruzzoletto di punti messo insieme nella prima parte del campionato, e a chi ha deciso di restare e di portare fino in fondo la parola data, la squadra riuscirà a salvarsi, concludendo il torneo in ottava posizione con una sconfitta annunciata, 3-1 contro la Lodigiani, il 10 maggio 2004. 
Palmese

Il futuro di Song fu decisamente ancora meno roseo: nel 2005 acquistò a Muggiò, comune dell’hinterland milanese, un ex-multisala con l’intento di trasformarla nel Cinamercato di Milano, inserendo al suo interno 280 negozi. Nel 2008 la sua azienda subì un maxi-sequestro di merce importata in Italia illegalmente, e nell’anno seguente venne arrestato per aver tentato di espandere il suo Cinamercato in Brianza utilizzando soldi sporchi della ‘ndrangheta e riconosciuto dalla Commissione Parlamentare Antimafia come intermediario tra la mafia cinese e quella calabrese.

La Palmese fu esclusa dalla C2 per inadempienze economiche. Nel 2004-2005 non riuscì ad iscriversi al campionato. L’AS Palmese, nata nel 1914, fu cancellata dal calcio professionistico. «Fu, quella, l’estate più nera che i tifosi della Palmese possono ricordare», commenta Francesco Iervolino. 

Nell’ottobre del 2018 una sentenza della Corte d’Appello di Napoli ha ridotto a circa 640mila euro l’entità del risarcimento dopo l’era Song, alla luce della situazione debitoria prodotta da una gestione societaria finita poi sotto osservazione giudiziaria e affidata alla curatela fallimentare per quantificare il danno economico derivato.

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Considerando che la richiesta di risarcimento era originariamente stata quantificata in primo grado intorno a 1,3 milioni di euro, i dirigenti che restano coinvolti nella vicenda hanno apprezzato, definendola una “mezza vittoria”.  Di Song, invece, non si hanno più notizie. Qualcuno dice sia giunto in Svizzera. Forse ha aperto un Cinamercato anche lì. Ma di questo, davvero, non ne siamo sicuri. 

Le foto del pezzo sono state gentilmente messe a disposizione dalla redazione de Il Pappagallo, che ringraziamo.

 

Raffaele Nappi

About Raffaele Nappi

Classe 1990, scrive per «Il Fatto Quotidiano» e «Il Messaggero». Due libri. Sogna di lavorare in una redazione prima che scompaiano. Per il momento il suo ufficio dista solo un corridoio.

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