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Piccola biblioteca del 2020

By 20 Dicembre 2020

Biografie, anniversari e storie tornate d’attualità in vista del Natale: i nostri libri preferiti di quest’anno (ma non tutti usciti quest’anno)

 

Libri, libri, libri. Si chiude l’anno, ma prima c’è Natale. Fare o farsi un regalo con un bel volume sul calcio non è mai sbagliato. Ne abbiamo scelti dodici, non tutti usciti nel 2020, ma che hanno a che vedere con gli eventi d’attualità.

 

Cristiano Ronaldo – Storia intima di un mito globale

(Fabrizio Gabrielli, 66thand2nd)


Recente vincitore del Premio Guerin Sportivo, non è la classica biografia su un calciatore quanto, piuttosto, la biografia sul personaggio che quel calciatore è diventato, sull’immagine che CR7 ha rappresentato per gli appassionati, compreso l’autore del libro. “Volevo scrivere un libro che parlasse della percezione che abbiamo di Cristiano Ronaldo e volevo affrontare l’argomento in maniera più letteraria”, ha detto a noi di Quattrotretre Fabrizio Gabrielli, riassumendo perfettamente il concetto dietro la sua opera. “Storia intima di un mito globale”, comunque, è una lettura imperdibile, con la sua struttura a narrazione alternata, che non segue sempre il corso lineare nel tempo degli eventi, e il suo stile asciutto e scorrevole.

Michel et Zibì
(Enzo D’Orsi – Incontropiede)

Due compagni di squadra, ma soprattutto due amici. Il racconto come sempre fuori dai soliti cliché dei libri di Incontropiede (compresa la solita copertina disegnata a mano) tocca un argomento interessante, quello del rapporto tra due grandissime stelle del calcio internazionale all’inizio degli anni Ottanta. I due si ritrovano alla Juventus nel 1982, dopo il Mondiale che a loro non ha portato allori, ma che li ha portati alla ribalta. Perché non è detto che, almeno una volta, mettere troppi galli nello stesso pollaio possa creare problemi. Prefazione di Riccardo Cucchi, storico radiocronista di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Terzo libro “juventino” di Enzo D’Orsi (storico corrispondente del “Corriere dello Sport”) per Incontropiede dopo quelli sui dieci giorni che precedettero la finale di Coppa Campioni del 1983 contro l’Amburgo e la disastrosa stagione bianconera di Gigi Maifredi.

 

Il tifoso tranquillo
(Ian Plenderleith – Alcatraz)

 


Football light, “calcio leggero”: la pandemia ha fatto un po’ annacquare la passione canonica del tifoso per il suo sport preferito. Adesso, e chissà per quanto tempo ancora, si gioca a porte chiuse. Ci mancano le urla, le grida, i cori? Oppure c’è spazio ancora per chi va allo stadio e semplicemente se la vuole godere, una partita? L’autore, che vive a Francoforte, ha pubblicato per la prima volta in originale questo libro con un crowdfunding, spiegandolo così: “Per anni siamo stati messi ai margini dagli hooligan, dagli esagitati e dagli arrabbiati. Ma ora tocca a noi”. E i “noi” sono i semplici appassionati, i tifosi tranquilli appunto come Plenderleith che racconta una serie di 20 partite al seguito della Scozia, dei Glasgow Rangers e del Lincoln City. “Il libro è il tentativo di normalizzare il tifo calcistico per stemperare l’immagine degli appassionati di calcio; spesso visti come pericolosi soggetti da periferie emarginate e violente – ci racconta Adriano Angelini, che ha tradotto l’opera dall’inglese e che ora è in libreria con un nuovo romanzo, Imago Lux, edizioni Ensemble – Il tentativo secondo me riesce in parte, quando gli riesce viene fuori un ultrà “pacato”, che a molti potrebbe sembrare una contraddizione. Ma, si sa, essere ultrà prima che uno stile di vita è una condizione mentale”. Anche Adriano è un tifoso tranquillo: “Poi magari quando sei allo stadio o davanti alla TV e c’è la tua squadra del cuore diventi impresentabile, ma è il bello del calcio e in fondo la tesi del libro è proprio questa; gente normale che a un certo punto si trasforma (e che però è ben lontana dall’andare ad accoltellare o spaccare le vetrine)”.

 

Quanto dura un attimo
(Paolo Rossi – Mondadori)


L’ultima autobiografia di Pablito, da recuperare assolutamente in questo anno maledetto che ce l’ha portato via. Scritto con la moglie Federica (c’è anche una parte che ripercorre il giorno del loro primo incontro), è la classica autobiografia che si sofferma sulle persone più importanti nella carriera e nella vita del grande campione. C’è molta Prato, la terra di nascita, molta Vicenza, dove Rossi è diventato un attaccante di primo livello, c’è tantissima Nazionale, la maglia che probabilmente gli ha dato maggiori soddisfazioni. Un album di figurine che commuove e, da quest’anno, mette anche un po’ di tristezza.

 

La partita: il romanzo di Italia-Brasile
(Piero Trellini – Mondadori)


E a proposito di Paolo Rossi, una sorta di “Anatomia di un istante”, capolavoro di Javier Cercas sul tentato colpo di Stato militare in Spagna nel 1981, ma traslato al 5 luglio 1982, a quella gara in cui Pablito segnò tre gol portando gli Azzurri in semifinale. L’autore è come se scegliesse di fermare l’immagine a quel pomeriggio del Sarrià per raccontare le storie intrecciate dei vari protagonisti, compreso l’arbitro israeliano Klein. Uno splendido affresco sul calcio e sul mondo in quel periodo così delicato, specialmente per l’Italia.

 

1977 – L’anno dei tre campioni
(Jvan Sica, Francesco Gallo e Alessandro Mastroluca – Ultra Sport)


Che anno, quell’anno: anche senza Mondiali né Europei né Olimpiadi. Ma come? Sì, perché è stato l’unico con (forse) i tre più grandi di sempre all’opera contemporaneamente. “L’idea del libro – ci racconta Jvan Sica – nasce sempre quando meno te l’aspetti. Pensavo a un libro collettivo e ho immaginato un punto di contatto fra tante storie. Il 1977 era il primo anno di Maradona e l’ultimo di Pelè. Ma il più grande al tempo era Cruyff ed ecco la triade. Poi ne ho parlato con Francesco Gallo e Alessandro Mastroluca e ci siamo divisi i compiti”. Un anno speciale, insomma: “Sì, perché come tutti i giorni della nostra vita c’è un’alba e un tramonto, con il sole allo zenit – aggiunge Jvan –. In quel 1977 Maradona era l’alba di un calcio nuovo, Pelé il tramonto di una fase storica, e Cruyff lo zenit del calcio internazionale, il meglio in quel momento. Non si poteva non raccontare questa congiunzione astrale”.

 

1001 storie e curiosità sul grande Cagliari che dovresti conoscere
(Gabriele Lippi – Newton Compton)


Quale miglior annata di questa, il 2020, per celebrare una squadra e un club speciale, che esattamente mezzo secolo fa portava a casa uno degli scudetti più emozionanti nella storia del campionato italiano. Gabriele Lippi, cagliaritano doc, lo fa ripercorrendo tutta la storia del Cagliari, tra glorie e inabissamenti, grandi nomi e comparse, nella collana che Newton Compton aveva già dedicato ad altri club importanti. Mille e uno flash di poche righe in cui, al termine, saremo pronti per partecipare a un quiz sui rossoblù. La nostra curiosità preferita, per la cronaca, è la 453, “Er tiro de Screcca”, perché non ci ricordavamo che era capitato durante una partita del Cagliari.

 

Maradona è amico mio
(Marco Ciriello – 66thand2nd)


E siamo arrivati a lui, a Diego Armando Maradona. Dove eravate il 25 novembre, giorno della sua morte? Diventerà una data da ricordare in eterno: troppo grande, troppo fragorosa come notizia. Tra i tanti libri sul “Diez”, comprese le sue auto-biografie, scegliamo questo di Marco Ciriello. Come per il volume di Fabrizio Gabrielli su Cristiano Ronaldo, anche questo racconto è velato di sensazioni personali e di ricordi dell’autore; non è, insomma, la tipica biografia di un grande campione, ma di come uno scrittore, in questo caso tifoso del Napoli, si relazioni con il suo idolo, l’idolo di un’intera città.

 

La mia vita dietro un pallone
(Sara Gama – De Agostini)

 


Il calcio femminile è in continua crescita, la Nazionale italiana di calcio femminile anno dopo anno sta acquisendo sempre più importanza: il capitano di questa squadra, nonché della Juventus vincitrice del campionato, è Sara Gama, un volto che abbiamo imparato a conoscere al Mondiale dell’anno scorso. Capelli leonini, grande personalità in difesa (per chi non lo sapesse, gioca come stopper), un legame viscerale con la sua città, Trieste, che traspare da queste pagine in cui si rievoca la sua vita a partire proprio dal gioiello sull’Adriatico. Un libro per tutte le età e non solo perché le parti scritte sono intervallate da delle illustrazioni.

 

Giorgio Chiellini – Il guerriero della Juventus
(Italo Cucci e Nicola Calzaretta – NFC)


Il corrispettivo maschile di Sara Gama? Giorgio Chiellini. Un ragazzo dalle mille anime che vengono ripercorse in questo bel volume fotografico a cui ha partecipato Nicola Calzaretta. Calciatore, studente, ragazzo attento ai problemi dell’attualità (è stato tra i primi a proporre la riduzione dello stipendio durante la pandemia di Covid-19): tutto visto da vicino, con uno sguardo inedito proposto dal fotografo Salvatore Giglio.

 

Le nostre notti magiche
(Furio Zara – Baldini + Castoldi)


Un altro anniversario capitato nel 2020, quello del Mondiale di Italia ’90 su cui abbiamo scritto molto anche qua su Quattrotretre. Furio Zara, giornalista del Corriere dello Sport, ripercorre non solo quelle partite, che sono quasi il meno nel suo libro, ma l’intero panorama dell’Italia in quell’estate che probabilmente è stata una grande illusione. Non è stato comunque bellissimo, però, poter ricordare quel Mondiale in cui sembravamo poter dominare non solo in campo?

Totti – Solo un capitano
(Alessandro Ruta – Diarkos)

C’è un paradosso che accompagna i personaggi pubblici. Più sono raccontati e, spesso, meno sono conosciuti. I dissidi con Spalletti, l’addio al calcio, le sue dimissioni da dirigente hanno fatto versare fiumi di inchiostro su Francesco Totti. Senza contare l’uscita di una biografia “istituzionale” firmata insieme a Paolo Condò. Per questo Alessandro Ruta è stato costretto a scavare ancora di più, a scegliere un taglio diverso per il suo volume. Ne è nata una biografia lontana dai canali ufficiali, un libro che indaga sull’essenza e, soprattutto,  sulla percezione di uno dei più grandi campioni del nostro calcio da parte di chi è lontano dal Colosseo. «Roma è una città viscerale, lo dice la storia, incomprensibile ai più e forse intellegibile solo dai romani – ci ha detto l’autore –  Uno degli stereotipi che accompagna questi campioni è che debba sempre filare tutto liscio, che siano dei supereroi; mentre invece la carriera di Totti è sempre stata in bilico su delle “sliding doors” che ha sempre preso dalla parte giusta, risalendo, più forte di prima, da evidenti errori commessi». Uno degli aneddoti più raccontati da Totti è il suo no al Real Madrid. Ma cosa sarebbe stato Totti nelle merengues? «Credo che avrebbe finito per essere “uno dei tanti” – spiega Ruta – Lontano da casa, poi, credo che sarebbe finito non dico come Cassano, ma nemmeno come Zidane».

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