Feed

Prova a prendermi

By 24 Giugno 2019

Calciomercato, che follia. Si compra, si vende, si presta, si fanno plusvalenze, si gioca e si rischia e si imbroglia parecchio, come nel Wall Street di Oliver Stone. E ci si dispera anche, per quei titoli spazzatura che i broker bravi e bastardi provano a rifilare ai più ingenui. In questo gioco di rialzi e ribassi però, di compro e vendo, la cosa più difficile è piazzare il bidone d’oro, quello che hai pagato troppo, a cui dai uno stipendio faraonico e che per non calare le pretese rimane sul groppone delle società oppure senza squadra. Noi abbiamo fatto una rosa di questi giocatori, ovviamente squilibrata in attacco, perché è dal centrocampo in su che più facilmente ti fai abbindolare da colpi di tacco, dribbling, acrobazie e gol. E spendi, troppo.

Portieri

Gianluigi Buffon, 42 anni il prossimo gennaio, è attualmente svincolato (LaPresse).

Ne selezioniamo tre, per un campionato è il minimo. Il primo è Gianluigi Buffon: è svincolato – ha lasciato il PSG, che ha condannato con due papere in Champions all’ennesima stagione fallimentare in Europa – e ha pretese piuttosto esose, a 41 anni e mezzo. Vuole una squadra che gli dia ancora uno stipendio da top, che gli assicuri il posto da titolare e che faccia la Champions, per vincerla (ha l’ossessione, il campione del mondo, essendo il trofeo che ha sempre sognato e mai vinto). Per ora si vocifera di un interessamento dell’Atalanta che insidia il Porto, che deve sostituire un altro vecchietto, Iker Casillas. Più dietro il Valencia. Certo se la vincesse con una di queste squadre, altro che Leicester.

Stesso nome, ma meno della metà dei suoi anni, Gianluigi Donnarumma: è un top, ma in un Milan senza coppe europee è un lusso (soprattutto se in rosa Elliott si trova già un vecchio Reina a più di 3 milioni netti all’anno). Costa troppo, guadagna di più per un ventenne che ha avuto anche passaggi a vuoto notevoli in partite fondamentali (ricordate la finale di Coppa Italia 2018 Juve-Milan?) e ha un procuratore che non regala nulla. I rossoneri vorrebbero soldi e fare una clamorosa plusvalenza, venendo lui dal vivaio, ma non possono dirlo apertamente per non far infuriare i tifosi. L’ultimo dei numeri uno è Bernd Leno: 27 anni, portiere della nazionale tedesca e dell’Arsenal, a lungo seguito dal Napoli e costato 30 milioni di euro ai Gunners, ha avuto una stagione alla Karius. Tante papere, molte incertezze. Stipendio alto, reputazione bassa: non lo vuole nessuno e Emery è costretto a dire che punterà su di lui, anche se lo ama quanto Sarri ha voluto bene a Kepa Arrizabalaga in finale di Coppa di Lega in questa stagione.

 

Difensori

Sono pochi e tendenzialmente forti. Ma tra vecchie glorie e italiani con la sindrome di Criscito (mai tornato in Italia prima dei 32 anni perché guadagnava troppo bene a San Pietroburgo) si può fare una buona batteria di titolari.

Partiamo col giocatore più titolato d’Europa, l’uomo che si autodefinisce il matto. Dani Alves ha vinto titoli anche in Francia, ma come già successo a Torino saluta per guadagnare e vincere ancora di più. Trentasei anni, stipendio da quasi 9 milioni di euro l’anno e scarsa attitudine alla disciplina: lui corteggia il Barcellona da cui andò via sbattendo la porta, ha timidamente provato un approccio il Manchester United. Ha un grande pregio: quando sbaglia le partite decisive, fa un tale casino nello spogliatoio che te la dimentichi subito la sua pessima prestazione.

David Luiz, 32 anni, è tornato al Chelsea nel 2016 (Foto: Getty Images).

David Luiz, rivitalizzato da Sarri, è forse il difensore più sopravvalutato del mondo. Un Bonucci con i capelli, un Costacurta brutto, per anni ha giocato accanto a giocatori così forti che non si notavano le sue amnesie, i suoi eccessi di fiducia. E nel frattempo il suo cartellino lievitava come il suo ingaggio. Ora ha superato i 30 e arriverà Lampard che lo amava poco già da compagno di squadra: ai tempi di Villas-Boas, nel 2012, David accusò Frank di essere tra i frondisti che avrebbero fatto saltare il portoghese, per poi smentire. Il cartellino è d’occasione (20 milioni e te lo porti via), ma guadagna alla settimana quello che un giocatore di B italiano medio mette da parte in un anno. Il Chelsea, peraltro, può solo cedere per via delle sanzioni.

Sempre dalla Premier League, ecco due italiani, ex granata: Davide Zappacosta e Matteo Darmian farebbero un gran comodo a tante squadre italiane, ma i loro procuratori hanno lavorato troppo bene con Chelsea e Manchester United. E così, pur accostati a Napoli, Inter e Juve da quasi due stagioni, rimangono a scaldare le panchine di Blues e Red Devils, a invecchiare senza maturità per dirla alla Guccini (e per farlo, si sa, ci vogliono sia scienza che costanza). Le due squadre vorrebbero monetizzare e alleggerire il monte ingaggi, ma le offerte delle italiane sono al massimo prestiti onerosi. Infine Danilo: ottimo elemento, ma al City hanno comprato mezzo mondo nel reparto arretrato e non hanno avuto pietà neanche della bandiera Kompany. Stanno provando a sbolognarlo alla Juve per avere Cancelo, ma 5 milioni di sterline all’anno sembrano troppe per uno che voleva fare il cantante e che agli acuti troppo spesso unisce le stecche.

 

Centrocampisti

Diciamo che per costruire la rosa, abbiamo dovuto fare come Zidane, Ancelotti, Guardiola: mettere in mezzo al campo giocatori d’attacco. Partiamo dal Real Madrid: Isco e Gareth Bale. I galacticos, pur senza colpi da urlo, hanno già speso 300 milioni di euro. Dai 100 per Hazard ai 60 per Jovic, passando per Rodrygo, Mendy e Militao, oltre alla volontà di arrivare a Mbappé ed Eriksen, servono fondi. I due prendono 22 milioni netti all’anno in due e potrebbero fruttare 130 milioni di euro di cartellino in tutto. Già, ma chi li pagherebbe? I pretendenti languono, si fa fatica persino a piazzare al Napoli James Rodriguez che ne guadagna 6 e spicci e ne costa solo 30.

acquisti flop

Gareth Bale, 30 anni a luglio, è al Real Madrid dal 2013 (Foto: Getty Images).

Passando in Catalogna, nessuno lo dice ma Philippe Coutinho piace solo a Messi – e al Liverpool, che lo rivuole dopo aver finanziato con i 145 milioni di sterline incassati gli acquisti di Van Dijk e Allison che hanno portato alla vittoria della Champions – e Ousmane Dembelé non riesce a scrollarsi di dosso gli errori dell’andata dei quarti di finale contro i Reds, prima di una delle remuntade più sconvolgenti della storia della Champions. Ma gli stipendi a 10 zeri e i cartellini che pur deprezzati sfiorano gli 11 zeri, li fanno essere sopportati di lusso alla corte di un Valverde che alla prima occasione potrebbe essere sostituito da Allegri (che con le sue richieste da 10 milioni di euro a stagione, questa rosa potrebbe allenarla: bravissimo, ma rimasto a piedi, guarda un po’).

Centrocampisti puri sono Steven Nzonzi e Javier Pastore: costati 55 milioni di euro in due a Monchi, ora a Roma non vogliono neanche sentirli nominare. Pensate che se la Roma li vendesse anche alla metà di quanto li ha pagati (e lo stesso vale per Schick), risparmierebbe a occhio una trentina di milioni di euro di stipendi (al lordo, tanti sono) e incasserebbe quasi 50 milioni. Al netto delle minusvalenze in bilancio se ci riuscisse entro il 30 giugno non solo potrebbe trattenere Manolas e Dzeko senza incorrere nelle ire dell’Uefa per il mancato rispetto del Fair Play Finanziario, ma pure comprare un ottimo sostituto dei due bradipi campioni di calcio camminato (esiste, lo giocano gli over 50: meraviglioso). Ma anche all’Inter non ridono: Conte, si sa, non ama le teste calde. Fuori Radja Nainggolan, ormai con una reputazione peggiore del Keith Richards dei tempi d’oro: il problema è che viene da una valutazione di 40 milioni da minusvalenza sicura ed è tra i top 10 degli stipendi della A. Con lui in lista di sbarco Ivan Perisic e Joao Mario: per il primo ad Appiano vogliono troppo, il secondo è costato troppo. Morale: sono anni che rimangono sul groppone e appesantiscono il bilancio. E non vediamo file alle loro porte neanche quest’estate.

Non si ride neanche alla Juventus, anche perché Sarri è l’antitesi di quasi tutto ciò che c’è nella rosa bianconera: al 32enne Sami Khedira pare si voglia dare addirittura la lista gratuita. Fa quasi sorridere il Napoli col solo Simone Verdi a preoccupare per la perdita in bilancio in agguato: lo vogliono solo squadre di A di fascia media disposte al massimo a sborsare la metà dei 25 milioni incassati dal Bologna l’estate scorsa (che al Napoli scucì già in passato 10 milioni per Miguel Angel Britos: pare che quel giorno lo festeggino ancora come ricorrenza cittadina). In Europa il caso più clamoros è Mesut Özil, vittima della maledizione di Erdogan. Dopo la foto con lui, è andato a picco. Con Unai Emery all’Arsenal è ai ferri corti, fin da quando si infortunò alla schiena per le quasi 2000 ore davanti alla Playstation (non ridete, anche Ibra ammise di essere un addicted). I Gunners vogliono troppo per cederlo, lui con i suoi 16 milioni di sterline di ingaggio è ben felice di giocare poco per dedicarsi agli E-Games.

 

Attaccanti

acquisti flop

Gonzalo Higuain, 32 anni a dicembre, dovrebbe lasciare la Juventus (Foto: Getty Images).

Qui c’è il meglio. Ancora Juventus: anche se Maurizio Sarri li ha citati tra i campioni, Gonzalo Higuain non è nei piani della dirigenza e Paulo Dybala, l’ex nuovo Messi, è in lista di sbarco da mesi. E non dimentichiamo Mario Mandzukic fresco di rinnovo grazie ad Allegri e un po’ stagionato (34 anni), con i suoi 5 milioni netti non sembra avere pretendenti. Soprattutto per i primi due, problemi caratteriali, aspettative deluse, l’esigenza di pagare ancora Ronaldo e finanziare una nuova campagna acquisti principesca pesano parecchio. Certo le cessioni di Riccardo Orsolini, di Rolando Mandragora, di Emil Audero, di Stefano Sturaro di Alberto Cerri e di Andrea Favilli sembravano bastare (100 milioni di euro in tutto), ma no, servono ancora liquidi. Non per questioni economiche, ma per disciplina oltre a Radja Nainggolan deve fare le valigie anche Maurito Icardi. Affarone per età e valutazione, stipendio che però Wanda e consorte vorrebbero attorno agli 8 milioni di euro. Il finto infortunio e la fascia di capitano espropriata, oltre alle pretese economiche, sembrano aver isolato l’argentino, che spera in un colpo di coda di Paratici – che con lui però non potrà approfittare del Decreto Crescita – per finire ai bianconeri, magari proprio in uno scambio con La Joya.

A Roma Patrick Shick sembra il cileno Edu Vargas a Napoli, che segnava solo in nazionale. I numeri e la svogliatezza del ceco fanno rimpiangere in Curva Sud Fabio Junior, di cui ha ricalcato la media reti. Fonseca fa buon viso a cattivo gioco e dice di volerlo rilanciare come titolare, così come sembra che Giampaolo proverà a fare con André Silva, per evitare minusvalenze epiche. Il portoghese a Siviglia era partito alla grande, poi è scomparso, ancora vittima dellla maledizione del numero 9 del Milan. Chiudiamo con due teste calde: Diego Costa, che Conte al Chelsea liquidò via whatsapp, all’Atletico, cavallo di ritorno, ha giocato poco e maluccio. Lo offrono a chiunque ma è un over 30 reduce da una squalifica di 8 giornate e con 8,5 milioni di euro di ingaggio annuale. E ne è costati “solo” 66 un anno e mezzo fa. Non è il cartellino, infine, il problema di Mario Balotelli: finito il contratto col Marsiglia vorrebbe tornare in Italia. Vuole Napoli, ma degli assistiti di Raiola De Laurentiis preferisce Manolas e Lozano. A quasi 30 anni troverà ancora chi ci casca? Già, perché per tutti e 28, la speranza è la stessa: trovare il pollo, possibilmente ricco. O almeno trovare l’America, o ancora meglio la Cina.

Boris Sollazzo

About Boris Sollazzo

Boris Sollazzo è il padre di Carlo, critico e cronista cinematografico, autore televisivo, speaker radiofonico, telecronista e giornalista sportivo, pluricampione di fantacalcio. Spesso contemporaneamente. Ha scritto per quasi tutti i quotidiani e periodici e ora ha una trasmissione quotidiana su RadioRock. È il direttore artistico dell’Ischia Film Festival e del Cerveteri Film Festival.

Leave a Reply

Leggi un altro articolo
Leggi un altro articolo
Nel 2006, dopo una lunga serie di scandali, occupava la...