Feed

Quale Milan senza Ibrahimovic?

By 28 Novembre 2020
Milan senza Ibra

Come sostituire l’insostituibile Ibra? Da Rebic a Hauge, quali sono le opzioni offensive di Pioli per continuare la corsa (in attesa del ritorno del leader tecnico e spirituale del Milan)

Nel Milan delle venti partite di Serie A consecutive senza sconfitte e del primo posto in campionato dopo otto giornate, Zlatan Ibrahimovic è stato prima la scintilla che ha acceso la fiamma e poi la figura chiave che ha alimentato quella fiamma, lavorando sulla squadra a livello tecnico e soprattutto mentale, quasi spirituale. E infine, all’inizio di questa stagione, ha fatto divampare il fuoco, trascinando i rossoneri con gol e prestazioni eccezionali non solo per un 39enne, ma anche per un campione al picco della carriera.

Il dominio di Ibra

Una leadership totale quella di Ibrahimovic, fotografata da numeri e statistiche: 10 gol nelle prime 6 di campionato (uno ogni 53 minuti), quattro doppiette, e 100/100 di Attacking Index su Soccerment, un parametro calcolato sulla base di variabili come tocchi nell’area avversaria, tiri in buona posizione, precisione e reti segnate (per dire, Cristiano Ronaldo, il secondo della classifica, ha 83 di Attacking Index). Anche nel rating di Whoscored sui giocatori di Serie A, un algoritmo basato su oltre 200 statistiche, lo svedese è primo per rendimento con 8,41. In sostanza oggi, perlomeno nelle prime otto giornate, il centravanti rossonero è il giocatore più decisivo del campionato.

Per questo la lesione al bicipite femorale della coscia sinistra patita contro il Napoli, che dovrebbe tenerlo lontano dai campi per almeno quindici giorni, non è stata accolta con piacere dai tifosi rossoneri e da Stefano Pioli. Il tecnico ha il compito di pensare a un Milan senza Ibra per le prossime quattro, cinque partite, sapendo di non avere in rosa un giocatore come Zlatan, ma potendo intanto affidarsi, almeno sulla carta, a due cose. Al calendario, innanzitutto, perché i rossoneri da qui al 16 dicembre in campionato affronteranno Fiorentina, Sampdoria, Parma e Genoa (Celtic e Sparta Praga in Europa League). Ma anche ai precedenti: dall’arrivo di Ibra, lo scorso gennaio, nelle dieci partite giocate senza lo svedese, il Diavolo ha ottenuto sei vittorie e quattro pareggi, compreso quello di giovedì a Lille.

Milan senza Ibra

(Foto LaPresse – Spada)

Rebic centravanti

Detto dell’impossibilità di sostituire Ibrahimovic, i precedenti e le caratteristiche dei giocatori offensivi rossoneri danno qualche indicazione su come giocherà il Milan nelle prossime partite. La certezza di Pioli è il 4-2-3-1: difficilmente il tecnico rinuncerà al modulo che ha permesso  di cambiare passo, e a tutti i suoi interpreti di rendere al meglio. Nel ruolo occupato da Zlatan, quello di attaccante centrale, agirà molto probabilmente Ante Rebic. Di certo lo farà contro la Fiorentina, perché anche Leao sarà indisponibile, ma è probabile che anche una volta rientrato il portoghese giochi a sinistra, con la possibilità di scambiarsi posizione con Rebic a partita in corso (contro lo Spezia, comunque, in 45 minuti da prima punta, Leao ha segnato una doppietta).

Prima della trasferta di Crotone, vinta dal Milan 2-0 e giocata (fino al suo infortunio al 57esimo) con Rebic punta, Pioli aveva parlato così del croato: «Credo possa fare benissimo anche la prima punta, è un giocatore che ci dà fisicità e quantità, può giocare in entrambi ruoli senza togliere nulla alle sue potenzialità». Anche nelle due partite iniziali del filotto rossonero, le prime post Covid, Rebic ha fatto il centravanti, segnando sia nella vittoria 4-1 a Lecce, sia in quella casalinga 2-0 contro la Roma.

Rebic può quindi giocare al centro dell’attacco, ma il modo in cui interpreta il ruolo è diverso da quello di Ibrahimovic, e cambierà di conseguenza anche il gioco rossonero. Nella sua continua ricerca di verticalità e transizioni, la squadra di Pioli non potrà più optare per una delle soluzioni privilegiate: lanciare e appoggiarsi su Zlatan per risalire velocemente il campo. Parliamo del giocatore che ha vinto più duelli aerei finora in Serie A, 41 (6,8 a partita), tra cui 9/10 contro l’Inter, marcato da De Vrij, e 8/9 contro il Napoli e Koulibaly. Non è solo il fatto di arrivare più in alto di tutti con la testa, il petto, le gambe, ma è la qualità eccezionale con cui Zlatan mette giù i palloni per sé stesso o per i compagni a fare la differenza.

Con Rebic, invece, i rossoneri lanceranno meno, e  principalmente oltre la difesa avversaria, per sfruttare gli scatti in profondità del numero 12, molto bravo in questo tipo di movimenti, o i tagli degli esterni. A Lille, il croato almeno tre volte ha attaccato bene la profondità, oltre la linea difensiva francese, e se le prime due a Tonali e Calhanoglu è mancata qualità nel passaggio, al terzo tentativo proprio il classe 2000 italiano lo ha lanciato solo davanti alla porta, nell’azione che ha portato al gol di Castillejo. Rebic potrà anche, come Ibra (ma in maniera diversa dallo svedese), venire incontro per dialogare con Calhanoglu e gli altri compagni, aprendo spazi per gli inserimenti dello stesso turco, dei laterali o di uno dei due mediani.

Milan senza Ibra

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Hauge e gli altri

Per far sentire il meno possibile la mancanza di Ibrahimovic, gli altri giocatori del Milan dovranno dare qualcosa in più a livello realizzativo. Finora in Serie A i rossoneri hanno segnato 19 gol, più della metà dei quali portano la firma dello svedese. Nelle quattro partite saltate per il Covid-19 da Zlatan in questa stagione, il Milan ha trovato i gol dei vari Calhanoglu (4 gol in stagione, tutti in Europa League), Leao e Brahim Diaz (entrambi a 3), ma con Ibra in campo segna quasi solo lui. Nella ricerca di nuove vie per andare in rete, Pioli potrebbe dare più spazio a Jens Petter Hauge: il 21enne norvegese, arrivato dal Bodo/Glimt, ha già segnato 2 gol in rossonero, tra cui quello molto bello (dribbling su Manolas e tocco morbido di sinistro) che ha chiuso la partita a Napoli.

Hauge è ancora acerbo tatticamente e un po’ leggero, a Lille ha faticato a trovare la posizione giusta e a creare qualcosa, ma ha dimostrato di avere giocate e reti nelle gambe. Nella prima parte di campionato norvegese, giocata quest’estate col Bodo, Hauge ha segnato 14 gol in 18 partite, pur partendo sempre da ala sinistra. La Eliteserien è inferiore alla Serie A, è vero, però il classe ’99 sa attaccare bene l’area sia in conduzione, sfruttando la sua velocità e il suo dribbling, sia senza palla, grazie a un ottimo tempismo: tutte doti che potranno tornare utili a un Milan privato della sua principale fonte di gol e di gioco offensivo.

Ci saranno sicuramente minuti per Colombo, che ha già segnato il suo primo gol ufficiale in rossonero a soli diciott’anni e anche a Napoli e a Lille è entrato bene: Pioli si fida di lui, e a partita in corso la sua fisicità e il suo senso del gol potranno tornare utili, visto che tra l’altro Rebic viene da un infortunio, e ancora non garantisce i novanta minuti. Anche Brahim Diaz, fino a qui non troppo impiegato ma capace di mostrare lampi di classe, sarà importante, (non solo per questo periodo di assenza di Ibra) sia per far rifiatare Calhanoglu sulla trequarti, ma anche giocando da ala, sfruttando la sua grande tecnica nello stretto per accentrarsi e spaccare in due le difese.

Milan senza Ibra

(Foto LaPresse – Spada)

La leadership

Certo, mancherà anche il carisma di Zlatan, perché nessuno motiva i suoi compagni e dà loro sicurezza come lo svedese. Però i rossoneri hanno trovato in Kjaer un altro leader prezioso, e anche giocatori come Donnarumma, Bennacer e Kessié hanno iniziato a prendersi la squadra sulle spalle. Soprattutto, la vera guida del Milan sono il suo gruppo, giovane ma affiatato, consapevole di poter fare qualcosa di grande, e il suo gioco, con meccanismi ormai interiorizzati e una totale fiducia nell’allenatore e nei propri compagni. L’armonia che si respira ora a Milanello sarà importante per gestire al meglio il prossimo ciclo di partite; se poi i vari Rebic, Leao, Hauge, Calhanoglu ma anche Theo Hernandez, tornato su livelli alti contro il Napoli e sempre fondamentale per la manovra, riusciranno fare un altro step a livello di efficacia offensiva, allora il Milan potrebbe passare indenne le prossime partite senza Ibrahimovic, e continuare a pensare davvero in grande.

Leave a Reply