Silent Check

Quattro calciatori (e un allenatore) che non vorresti mai trovarti davanti al pranzo di Natale

By 25 Dicembre 2019

È Natale. E dunque, prima di tutto: buon Natale a tutti i lettori di QuattroTreTre (e pure a chi non ci legge, dato che siamo una rivista colma d’amore per tutti gli sportivi d’Italia). E dato che a Natale ci si siede tutti intorno alla tavola stracolma di cibo, con mogli, figli, amici e parenti che non sapevi neanche di avere, di seguito troverete i cinque calciatori (e allenatori) che non vorresti mai si sedessero a tavola con te il giorno di Natale.

Zlatan Ibrahimovic

(Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Zlatan arriverebbe avvolto in una tunica bianca, scalzo, camminando sulle acque (aveva già precedentemente provveduto ad allagare il salone di casa vostra). Si siederà al centro della tavolata, facendosi spazio tra i posti già assegnati e spezzerebbe il pane, porgendolo alla sua destra e alla sua sinistra. Fate questo in memoria di Zlatan. Dopo di che verserà il vino e lo berrà tutto lui, perché, siamo onesti, se Zlatan vuole una cosa Zlatan prende la cosa tutta per sé. Amen.

Lorenzo Insigne

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Lorenzuccio esordirebbe nella vostra cucina piagnucolando che non gli avete fatto trovare il capitone. Pretenderebbe di mangiare i roccocò già durante l’aperitivo, lancerebbe maledizioni a bocca stretta a vostra nonna che gli ha sfilato da sotto al naso l’ultima tartina con il caviale. E quando tutti i presenti comincerebbero a fischiarlo perché sta lanciando, a giro, le scorze dei pistacchi non centrando mai il piattino, si alzerebbe stizzito imboccando il tunnel che dalla sala da pranzo conduce alla sua stanzetta.

 

Mario Balotelli

(Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Super Mario parcheggerebbe la sua Lamborghini verde fluo al centro del salone di casa vostra, esattamente tra l’albero di Natale e la tavola imbandita. Una volta accomodato al suo posto, incrocerebbe le braccia e smetterebbe di parlare. Un orecchino a forma di palla di Natale appeso al lobo dell’orecchio, inizierebbe a smuovere, annoiato, la forchetta al centro del piatto, sezionando la fetta di salmone in crosta di patate che gli avete preparato, riducendola in mille pezzi. Poi, alla domanda: “Vuoi una fetta di pandoro?”, laconico risponderebbe: “Perché sempre a me?” (leggetelo con la sua parlata).

 

Carlo Ancelotti

 (Photo by Jan Kruger/Getty Images)

Sir Carlo da Liverpool, nei rari momenti duranti i quali non è affaccendato a sbranarsi anche i piedi del tavolo, chiederebbe ai vostri invitati di alzarsi dai loro posti e farebbe sistemare le sedie in due file da quattro e un’ultima da due. Nessuno riuscirebbe, così, più ad arrivare al proprio piatto. Un caos. Ma lui non se ne darebbe troppa pena, perché dalla cucina stanno arrivando nuove portate. Poi un signore con i capelli bianchi e un completo elegante che avete invitato, gli chiederebbe poi una foto ricordo, vestiti da elfi di Natale, schiena contro schiena, mentre fanno il gesto delle pistole.

 

Cristiano Ronaldo

(Photo by Chris Ricco/Getty Images)

CRChristmas festeggerebbe il Natale in palestra. Sì, con un tir ha portato tutto il suo CRLab a casa vostra. Dunque, mentre lui è impegnato in una serie da novantacinque addominali con il figlio seduto sulla schiena, i vostri commensali si accomoderebbero intorno a lui (lui è al centro della tavolata, dove il suo entourage ha previsto un un varco, per rispettare l’ordinamento divino Cristianocentrico).

Di tanto in tanto Georgina gli allungherebbe una carota lessata e demineralizzata, coltivata in una serra norvegese apposta per lui da alcuni fattori del luogo. Durante lo scambio dei doni, tutti i presenti si dispongono in una educata, e paziente, fila, che termina con lo scarto del pacco da parte di Cristiano. Al che ci si fa una foto tutti insieme e Cristiano la mette su Instagram, metà della popolazione mondiale mette un mi piace. Poi, subito dopo, il portoghese va a dormire in camera vostra, perché l’indomani mattina ha un defatigante mentre mangia una singola uvetta del panettone che avete aperto a fine pasto. Sono le ore ventuno e trenta.

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