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Quei baci che hanno scritto la storia del calcio

By 2 Aprile 2020

Fra compagni, fra marito e moglie, fra fidanzati, fra marcatore e telecamera. Ecco come i baci hanno vinto il pudore per farsi scena, spettacolo

Alle 17.51 del 14 agosto 1945 il marinaio George Mendonsa, correndo in Times Square, felice per la guerra appena finita, dopo aver sfiorato, toccato, carezzato donne vecchie, giovani, belle, brutte, grasse, magre afferra l’infermiera Greta Zimmer che sta tornando a casa dallo studio dentistico nel quale lavora e la bacia, in quel momento la Leica di Alfred Eisenstaedt li fotografa trasformando quell’incontro fugace tra due sconosciuti  (che tali resteranno) in una delle immagini d’amore più potenti.

Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, migliore del vino è il tuo amore.
Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza,
aroma che si spande è il tuo nome.

LaPresse.

Viene dal Cantico dei Cantici 1, 2-3 quel bacio tra la folla in festa, quel bacio che smette di avere pudore per farsi scena, spettacolo, esibizione come accadeva fino a poco tempo fa sui campi di calcio: Carrasco, Simplicio, Brady, Casillas, Torres, Alonso, Elmander, Zahavi hanno baciato mogli e fidanzate salendo sugli spalti, andando a bordo campo, arrampicandosi tra i tifosi; con la medaglia al collo di campione del Mondo 2014 grazie a un suo gol Mario Götze si è chinato a baciare la sua bellissima moglie Ann – Kathrin Brömmel e anche lui, come gli altri calciatori, lo ha fatto fa a bocca chiusa, ripetendo senza saperlo il primo bacio del cinema dato da John C. Rice a May Irwin nel 1896 nel cortometraggio “The kiss”, che provocò pubblico scandalo; ma ci sono anche i baci virtuali, quelli del Duemila, quelli cioè dati sulle telecamere come fece Gerrard dopo aver segnato al Manchester United o Shaqiri dopo un gol al Mondiale in Brasile.

Un quasi bacio è quello di Batistuta, correva l’anno 1996, finale supercoppa italiana, l’attaccante argentino dopo aver segnato su punizione al Milan corse verso la telecamera e tenendola stretta come fosse un corpo gridò: “Irina, te amo!”. Pareva una soggettiva di un film di Mamoulian, noi guardavamo con gli occhi della moglie di Batistuta che aveva rotto la quarta parete, aveva buttato giù la divisione tra pubblico e privato, tra partita e confessione, eravamo rimasti coinvolti in qualcosa che non era più solo una finale di football.

(Photo by Alex Livesey/Getty Images)

Da quando il mondo è stato travolto dalla pandemia c’è un ritratto che ha la liquida malinconia di una foto del russo Eduard Gordeev: quello di Tamara Gorro, moglie di Ezequiel Garay, difensore argentino del Valencia, ammalato di covid -19 e in isolamento – avvicinandosi alla parete di vetro che li divideva la donna gli ha dato un bacio immaginario chiudendo gli occhi, mentre il calciatore coperto dalla mascherina la guardava con pensosa tristezza. “Uniti nella distanza. Lei è sempre con me. Ti amo molto. Grazie. Sei la mia vita” ha poi scritto il difensore su Instagram. La carne e il video, il corpo e l’immagine, il reale e l’irreale sono ormai parte di uno stesso universo, di una stessa euforia e adesso anche di uno stesso dolore. Il Sefer ha – Zohar, importante libro della mistica ebraica, ecco come considera l’esperienza del bacio

Non basta che tu dica di amarmi
Perché il bacio è l’unione
Dello spirito con un altro spirito
E per questo il bacio è sulla bocca
Origine e fonte dello spirito

Non a caso anche nella cultura indù il bacio è il modo più diretto per inalare l’anima nel corpo dell’amato, spingere dunque non solo la propria passione ma anche il proprio soffio vitale dentro l’altro. Quello a bocca chiusa trattiene il respiro, lo mantiene in sé, davanti ai tifosi i calciatori vogliono soprattutto illustrare le loro emozioni come è avvenuto anche in baci tra calciatori stessi, si pensi a quello famosissimo tra Caniggia e Maradona o anche a quelli tra Maradona stesso e Tevez, Scholes e Neville, Vargas e Spinesi, Rooney e Radzinsky, Xabi Alonso e Gerrard; il calcio è soprattutto ricerca del corpo, emozione, adrenalina.

 (Photo by Martin Rose/Getty Images)

In questi giorni di isolamento planetario il bacio sta ritrovando la sua dimensione intima, la sua dualità senza più sguardi estranei, ha smesso di essere parte di uno show; il cuore disegnato da Mertens sulla telecamera, dopo aver segnato al Pescara, per dedicarlo a sua moglie Kat Kerkhofs non ha tanto l’infantile tratto di quelli che si trovano spesso sui quaderni del liceo quanto richiama la tenerezza rocciosa dei fidanzatini di Peynet. È un cuore disegnato in modo un po’ sbilenco, un lato più stretto l’altro più largo ma è proprio questa imperfezione a restituire il fragile senso dell’amore.

Adesso viviamo il tempo in cui il contatto è proibito, solo la distanza è ammessa, sono spariti la bocca e il naso e le mani, di noi resta quasi niente esposto, a stento gli occhi e le orecchie. Siamo diventati invisibili, intoccabili, inavvicinabili, agli inizi di marzo dallo stadio prima era svanito il pubblico, infine i calciatori: non ci si può sfiorare, toccare, abbracciare, respirare, sudare, tossire. Il calcio non è fatto solo di gioco e di gol, al calcio è necessario toccarsi, è necessario abbracciarsi per essere lo sport che è diventato: l’autore di una rete viene abbracciato dai compagni, dall’allenatore, dagli accompagnatori, sulle gradinate ci si ritrova stretti spesso a uno sconosciuto e non solo all’amico, a casa invece ti avvinghi al fratello, al figlio, alla figlia e qualche volta pure alla moglie. Il primo abbraccio nella Bibbia è forse quello di Labano, fratello di Rachele, a Giacobbe in Genesi 29, 13.

Appena Labano ebbe udito le notizie di Giacobbe figlio di sua sorella, gli corse incontro, l’abbracciò, lo baciò, e lo condusse a casa sua.

Un abbraccio familiare, tra parenti, che avviene fuori casa perché le braccia di Labano sono state la prima accoglienza ricevuta da Giacobbe – oggi questo non c’è più, gli stadi sono chiusi, i prati sono vuoti, nemmeno si allenano le squadre e aver visto partite senza pubblico è stato come assistere all’agonia di un uomo poco prima della fine. Il corpo si è disintegrato, è andato in pezzi, sparso nei posti più lontani, messo sotto vuoto, cieco, spaventato, non sa ancora quando tornerà a sentire quello degli altri, non sa ancora quando tornerà soprattutto a essere corpo.

 

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