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Quel terremoto che ha scosso Pescara – Atalanta

By 6 Ottobre 2020

Il 26 ottobre 2016 una forte scossa ha fatto tremare di paura lo stadio di Pescara, portando alla sospensione momentanea della partita

Così comincia la relazione dell’Istituto Nazionale di Geologia e di Vulcanologia a proposito del terremoto che coinvolge Marche, Abruzzo e Umbria il 26 ottobre 2016.

“ll terremoto delle 21:18 è avvenuto al confine tra la provincia di Macerata e quella di Perugia, circa 5 km a nord di quella di magnitudo 5.4 delle 19:10. Il terremoto delle 21:18 ha avuto magnitudo locale (ML) 5.9 (anche la magnitudo momento – Mw – è pari a 5.9). Questo evento è stato seguito da numerose repliche di magnitudo minore”

Il buio è così scuro che pare uscito da una pagina biblica, poche ore prima dell’inizio di Pescara – Atalanta c’è stata una forte scossa, alle 19.10 la terra ha tremato forse più di freddo che per sua fragilità; eppure la gente va allo stadio pure se fa freddo, pioviggina però la partita è importante, il Pescara è già in crisi dopo poche giornate dall’inizio del campionato. Non si può perdere ancora. Piove, è buio, forse troppo per una sera di ottobre, somiglia a una notte invernale, di quelle che gelano le mani. La partita scorre, l’Atalanta ha fisico e corsa, schemi e tecnica, il Pescara prova a resistere con le sue deboli forze.

Al 14′ incursione di Gomez sulla sinistra, la difesa abruzzese chiude in corner; due minuti dopo  discesa di Caprari sulla sinistra, punta l’area ma Conti lo blocca e viene ammonito. Sul successivo calcio di punizione, a pochi passi dal limite, la conclusione di Aquilani è sbilenca. Al 23′ Zukanovic, solo davanti alla porta, schiaccia di testa al lato del palo sinistro di Bizzarri, infine arrivano le 21.18 – la terra trema di nuovo, più forte, lo stadio si scuote, molti scappano, i calciatori in campo osservano perplessi, non hanno subito capito cosa stia succedendo.

Foto LaPresse – Fabio Urbini

Hugo Campagnaro guarda gli spalti da dove arrivano le grida della gente, grida di terrore, in campo non sanno cosa fare, l’arbitro Guida ferma l’incontro e fa segno due minuti di sospensione, gli atleti si avvicinano alle panchine, le riserve raccontano che si è mosso tutto, traballava ogni cosa, Papu Gomez parla placido con gli avversari; gli steward, seduti, se ne stanno immobili a guardare il panico della folla. Uno dei portieri resta fermo a porta, davanti a sé il prato vuoto o quasi, l’altro portiere corre infatti per non raffreddarsi; le squadre si raggruppano in modo disordinato, l’arbitro Guida aspetta che il caos si plachi. Lui viene da Torre Annunziata, nel 1980 la tragica scossa che distrusse parte della Campania e della Basilicata lesionò alcune case della città oplontina che poi vennero abbattute, in quei giorni molti terremotati rimasero a vegliare le macerie come davanti a un parente morto – sotto c’erano rimasti i pochi soldi, qualche oggetto di valore, i letti distrutti, le stanze schiacciate, le fotografie coperte di polvere; ci fu un solo morto, per infarto, poi un lungo dolore. Intanto fuori dallo stadio, nei quartieri, hanno sentito un boato fortissimo, i palazzi si sono piegati per l’urto, le persone sono scappate sotto la pioggia, edifici antichi stanno cadendo nelle vicine Marche – la gente trema più della terra per il gelo, per lo spavento, per il futuro.

“Di colpo con un fragore inaudito come se crollasse la volta celeste, quasi tutta la città sprofondò seppellendo sotto le macerie ogni forma di vita”. Scrive nel suo celebre racconto, “Il terremoto in Cile”, Heinrich von Kleist, affermando che il nostro vivere è più precario delle case nelle quali ci rifugiamo pensando di sentirci al riparo dal male.

“Poi tutto l’edificio si piegò per schiantarsi sulla via, ma, mentre crollava, lentamente andò a scontrarsi con l’edificio di fronte che pure rovinava, sicché si formò una volta casuale che ne impedì la completa caduta”

Foto LaPresse – Fabio Urbini26 10 2016 Pescara ( Italia)Sport CalcioPescara Vs. Atalanta – Campionato italiano di calcio Serie A TIM 2016/2017 – Stadio “Cornacchia”Nella foto:Sospensione durante il terremotoPhoto LaPresse – Fabio UrbiniOct 26, 2016 Pescara ( Italy)Sport SoccerPescara Vs. Atalanta – Italian Football Championship League A TIM 2016/2017 – “Cornacchia” Stadium In the pic:suspended during the earthquake

C’è confusione, si prova a scappare dalla morte, una fuga lontana anche se appresso ti porti il peso di esistere; nello stadio resta un fremito nervoso, all’esterno, sull’Appenino Maceratese soprattutto, centocinquanta chilometri più sopra, le persone restano sotto la pioggia in attesa dei soccorsi, già ad agosto era stato terribile, non ci aspettava che tornasse; a Tolentino, in provincia di Macerata, un anziano è morto d’infarto proprio come l’uomo di Torre Annunziata. Qualcuno ha la valigia mezza aperta poggiata a terra, si cominciano a vedere brandine blu per strada, coperte marroni, ci si sistema in auto, si sente la casa come una nemica sotto il temporale. Allo stadio di Pescara gran parte del pubblico rimane seduto, abituato a quel dolore che viene dal sottosuolo.

“Quel che più mi sorprese fu di osservare con quanta naturalezza i paesani accettassero la tremenda catastrofe. In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni”

Parole amare e dure di Ignazio Silone dopo il terremoto del 1915 che distrusse il suo paesino abruzzese; ci sono auto distrutte dalle macerie, finestre che restano appese come canini dentro palazzi mezzi rotti; e la pioggia è forte, fortissima, non si ferma anzi aumenta. Non basta il crollo delle strutture, gli stabili pericolanti, la fuga improvvisa, ci vuole pure l’acquazzone a rendere la sera ancora più amara. Si riprende. Al 15′ corner battuto da Freuler: Caldara di testa mette in rete. Atalanta in vantaggio. Successivamente al terremoto di magnitudo 5.9 e fino alle ore 23.00, mentre la partita prosegue, sono diciotto i terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 3.0. Il Pescara ha manovra lenta e prevedibile, si gioca tra timore e tremore; al 23′ Kurtic è pericoloso con un tiro a giro da fuori area, che finisce al lato. Pochi hanno il coraggio di tornare tra le mura domestiche, i vecchi sono fermi in attesa di sapere che fine faranno, i bambini hanno sonno ma non vogliono dormire. La reazione del Pescara è un contropiede di Caprari, punta la porta di Berisha ma viene chiuso in corner da Konko. Ultimi assalti in un campo appesantito dal nubifragio. Fine della partita. Arriva la notte come una strega cattiva, dentro il suo sacco ha soltanto carbone nero, più nero di un lutto.

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