Feed

Quello fra Alli e Mourinho può essere un incontro perfetto. Oppure no

By 11 Dicembre 2019

Mourinho ha dimostrato di avere qualche problema a lavorare con giocatori giovani e dal grande potenziale ma con un carattere esuberante. Alli, invece, è un calciatore che deve trovare una certa continuità di rendimento. Cosa aspettarsi dalla loro avventura insieme?

Che Dele Alli fosse un giocatore diverso dagli altri lo si era capito da subito. Che avesse pure un carattere difficile, lo stesso. E anche di Mourinho si sa già tutto: allenatore vincente, un teorico del calcio, provocatore e rissaiolo. Non è un caso infatti se nella sua carriera, strepitosa e unica, di rapporti bellici con i suoi “bambini” se ne possano annotare diversi. In principio ci fu Mario Balotelli all’Inter, un talento dalla personalità focosa e irascibile. Mou ne intuì il potenziale, ma anche la pericolosità del suo carattere. Iconici furono la maglia gettata a terra dopo Inter-Barcellona 3-1 e l’espulsione col Rubin Kazan in Champions.

Dopo Supermario, a impepare il lavoro di Mourinho fu Paul Pogba al Manchester United. Il francese era arrivato dalla Juventus la stessa estate dello Special One, e forse, non è stato un caso che entrambi gli attori abbiano vissuto all’Old Trafford i momenti peggiori delle loro rispettive esperienze lavorative. Per raccontare i litigi, le pubbliche dichiarazioni e gli sguardi d’odio servirebbero elenchi molto lunghi, ma a riepilogare al meglio il conflitto fra le due personalità potrebbe essere un video girato durante un allenamento: Pogba ride e scherza con un membro dello staff, Mourinho si avvicina e lo silenzia con un paio di frasi. E lo sguardo del francese è ricolmo di una spaventosa incredulità.

Nelle successive esperienze dell’allenatore ci sono stati altri legami non semplici: al Chelsea, ad esempio, fu molto brusco il suo approccio con Kevin De Bruyne, che alla fine fu costretto a cambiare squadra privando i Blues di uno dei giocatori più forti del mondo.

(Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Dele Alli è il nuovo enfant prodige che Mourinho si ritrova in squadra. Nella frenesia del suo arrivo e in piena tempesta da nuovo inizio, lo Special One ha cominciato subito a prendere come riferimento i vecchi punti fermi della gestione Pochettino. Harry Kane, Eriksen, i centrali belgi, Son e Dele Alli. 427 minuti giocati nelle ultime cinque gare, il talento inglese è stato finora il miglior giocatore per l’allenatore portoghese. Ha segnato quattro gol (tre in Premier League con una doppietta e uno in Champions League) e messo a referto due assist in cinque incontri, e la qualità delle sue giocate, da tempo un po’ repressa, è tornata ai livelli dei primi anni con Pochettino. Alli ha rubato di fatto la scena ad Harry Kane, giocatore di punta di una squadra spenta e che negli ultimi 18 mesi ha assistito a due cambiamenti epocali: il trasferimento in un nuovo impianto di gioco e l’esonero dell’allenatore del miracolo Champions. Quello fra Mourinho e il Tottenham è stato identificato come un rapporto proficuo, lungimirante, in cui ciascuna delle parti ha ottenuto il necessario complementare. Resta da chiedersi: Alli sarà il nuovo Balotelli/Pogba/De Bruyne?

La differenza fra gli altri giovani dal grande talento allenati da Mourinho è che l’inglese è molto meno scenico degli altri. Il Pogba di Torino, ad esempio, era diventato noto per il suo Instagram, per gli outfit estrosi, per i look eccentrici e la platealità delle sue azioni. Balotelli, anche se con molti meno social, era più o meno lo stesso. Solo De Bruyne venne scartato da Mourinho per motivi calcistici, ma è noto che il giocatore del Manchester City sia uno dei calciatori più professionali del panorama sportivo.

(Photo by Michael Regan/Getty Images)

Dele Alli ha avuto dei momenti mediatici abbastanza rivedibili, ma non ha mai montato clamorosi show – e in Inghilterra, comunque, è difficile che un gesto, anche il più piccolo, non acquisisca ridondanza. Il caso del video hot in cui era comparso non era certamente una sua responsabilità: era stato incastrato. Piuttosto ci si può riferire a Dele Alli come a un giocatore fortissimo, con una gran carriera in prospettiva ma che ancora, a 23 anni, ha alcuni problemi a gestire la continuità delle sue prestazioni. Infatti, questo inizio di torneo per il giovane inglese era stato abbastanza incolore, con un solo gol segnato nell’anno solare 2019 da gennaio a ottobre e la non convocazione con l’Inghilterra per le gare contro Repubblica Ceca e Bulgaria. Al pari, dunque, del periodo nero del Tottenham.

Mourinho ha dato dimostrazione nella sua carriera di come il trequartista sia stato un ruolo centrale nei suoi schemi. Al Porto, il suo punto di riferimento nel centrocampo a rombo era stato Deco, poi a tratti Lampard al Chelsea, Sneijder all’Inter, Ozil al Real Madrid, Mata al Manchester United (a volte Pogba veniva spostato in quella posizione). Al Tottenham, dove Pochettino ha ottimizzato al meglio il potenziale dei suoi numeri 10 con un linea a tre dietro l’unica punta Kane, Mourinho può lavorare con i giusti mezzi su questo ruolo. Dele Alli partiva da interno a seconda delle condizioni dell’avversario: trequartista, mediano, interno, conseguentemente alla gestione di Pochettino di Eriksen e Son.

Nella scorsa stagione Alli ha giocato il 58,6% di partite come trequartista, il 60% nell’annata 2017/2018 e il 66% in quella prima ancora. Ciò indica sia che l’inglese è un giocatore mobile e polivalente – non a caso ha giostrato anche come mediano o interno di centrocampo – sia che il ruolo da trequartista dietro le punte è stato il posizionamento più idoneo al suo miglioramento. Le sue percentuali di dribbling (1,3 dribbling riusciti a partita nella scorsa Champions League, 1,2 in Premier League) lo rendono ottimo nell’uno contro uno ma, allo stesso tempo, anche un pericolo per la linea difensiva, che corre il rischio di potersi trovare scoperta in una situazione di palla persa. E Mourinho a centrocampo ha sempre prediletto pedine rocciose piuttosto che dribblomani di qualità.

 (Photo by Justin Setterfield/Getty Images)

Mourinho potrebbe aver trovato in Alli il centrocampista offensivo puro e metodico che non era riuscito ad ottenere allo United, con l’aggiunta che il giocatore in questione, un classe 1996, ha ancora margini di miglioramento, e quindi su cui si può lavorare. L’inglese ha gamba e una visione di gioco molto definita – nel 2017/2018 record personale con 2,4 key pass in media a partita -, e nelle ultime stagioni, insieme alla geometria di Eriksen, ha contribuito alle fortune di un centravanti completo come Kane. Mourinho dunque potrebbe avere nel suo mazzo di carte un asso particolarmente valido per istantanee verticalizzazioni e piedi buoni per cross o palle alte in ogni posizione; considerando pure che il Tottenham è una squadra molto fisica e con tanti centimetri, questa condizione di fisicità rende agevole il gioco mourinhano sia in situazione attiva che passiva.

Alli ha dimostrato tuttavia di avere problemi con la gestione della pressione per il suo ruolo: stellina di una squadra talentuosa e pilastro della nuova categoria di giovani giocatori inglesi. Oltretutto, molti gli hanno imputato di non essere stato all’altezza delle attese in diversi appuntamenti importanti, soprattutto in Nazionale, dove negli ultimi dodici mesi ha raccolto solo sei apparizioni e un unico assist, saltando per scelta tecnica le ultime sei gare con i Tre Leoni.

Mourinho potrebbe essere la chiave di volta per una sua ripartenza con la nazionale inglese, perché oltre che un valido allenatore è anche uno stratega della comunicazione, un maestro della sfida e della provocazione. Non è un caso che fin dai primi giorni abbia preso di mira Alli con punzecchiature e incitamenti, ritrovandosi poi in campo un tris di vittorie con Dele protagonista. Dunque il Mou leader può essere non solo una risorsa per l’intero spogliatoio degli Spurs ma pure un motivatore per la determinazione e la forza mentale di Alli. Adesso può avere sia il bastone che la carota da José Mourinho, il quale a sua volta, in campo, disporrebbe al 100% di un giocatore dal talento sconfinato. Provocazioni in allenamento permettendo.

Leave a Reply