Feed

Tu lo conosci René Marić?

By 24 Ottobre 2019

Dietro alla rinascita del Borussia Mönchengladbach, capolista in Bundesliga e avversario stasera della Roma, c’è un ex analista di calcio, partito con un sito ultra specializzato e diventato vice di Marco Rose prima al Salisburgo e ora al Gladbagh. La storia di René Marić è anche la storia di una rivoluzione che sta cambiando la Bundesliga

“Perché no? Proviamo”. Questa risposta è il sogno di molti studiosi di calcio, da quelli che lo vivisezionano con approccio scientifico ai nerd da tastiera più illuminati. Per chi dedica buona parte della propria vita a visionare, analizzare, studiare e approfondire il mondo del pallone, non esiste ricompensa più grande del sentirsi rispondere “proviamo” da un allenatore al quale si è appena chiesto se avesse bisogno di un assistente.

Una risposta che, nella primavera del 2016, ha dato il via alla collaborazione tra René Marić e Marco Rose, iniziata nell’under-18 del Red Bull Salisburgo e tuttora in corso. Rose, tecnico del Borussia Mönchengladbach capolista in Bundesliga e avversario stasera della Roma all’Olimpico, non ha rinunciato al suo vice nemmeno dopo essere salito di livello, passando in estate dalla kleine Bundes austriaca alla große Bundes tedesca.

Non dite però a Marić di essere un blogger passato dall’altra parte della barricata, perché rimarrebbe infastidito. Il sito dal quale è partito tutto, Spielverlagerung.de, creato nel 2012 per offrire analisi tattiche su partite, allenatori e metodologie di allenamento, rappresentava una componente importante ma non esclusiva tanto del mondo di Marić quanto di quello dei suoi amici e co-fondatori del blog. Tutti studenti universitari, chi di storia moderna, chi di economia e statistica, chi – come Marić – di psicologia.

René Marić

(Photo by Dean Mouhtaropoulos/Bongarts/Getty Images)

Studi ai quali il ragazzo di origini croate affiancava l’attività di allenatore – iniziata a 17 anni – presso un piccolo club di un paesino di circa mille abitanti, Handenberg, sito 30 chilometri a nord di Salisburgo. Una realtà decisamente stretta per un osservatore attento e scrupoloso come Maric, e allora cosa c’era di meglio che sfogare le proprie passioni redigendo 3mila battute su come affrontare un 4-5-1 dal baricentro basso applicando i principi del calcio posizionale di Guardiola? Temi, quelli proposti da Spielverlagerung.de (aperto nel 2011 e tuttora attivo), decisamente ostici per la maggior parte degli appassionati, ma l’intenzione dichiarata degli autori non era quella di creare l’ennesima pagina di analisi e commenti calcistici a cavallo tra il generalista e il semi-specializzato.

Il primo tecnico a contattare Maric è stato Thomas Tuchel nell’estate del 2012. L’allora allenatore del Mainz era rimasto colpito dalla profondità di analisi dei due match disputati dal suo Mainz contro il Bayern Monaco. L’incontro si concluse dopo due ore con un contratto di collaborazione con il club fino al termine della stagione. Poi sono arrivati altri incarichi, alcuni saltuari (scout per il Bayer Leverkusen), altri full-time (analista per il Brentford). L’allora allenatore della squadra inglese, Marinus Dijkhuizen, disse che Maric conosceva l’Excelsior Rotterdam (la precedente squadra allenata dall’olandese) “meglio di quanto la conoscevo io”.

Infine l’incontro con Rose, raccontato così dal diretto interessato: “Mi contattò per le stesse ragioni di Tuchel, ci incontrammo più volte, discutevamo di tattiche tipologie di allenamento, fino al giorno in cui trovai il coraggio di chiedergli: per la prossima stagione ti serve un assistente?”.

René Marić

L’allenatore del Borussia Mönchengladbach Marco Rose con il suo vice René Marić

Da molti scambiato per mero corporate football, il network Red Bull è in realtà un modello virtuoso, economicamente sostenibile e sportivamente valido. È sufficiente vedere l’ascesa compiuta dal RB Lipsia, passato in pochi anni dalla Zweite Bundesliga alla Champions League senza mai chiudere un bilancio in passivo, o il Red Bull Salisburgo, che proprio con Rose ha vissuto la sua miglior stagione europea di sempre (quantomeno da quando si trova sotto l’ala dell’energy drink), arrivando in semifinale di Europa League con una squadra costruita con 16,5 milioni di euro. L’anno prima Rose, con accanto il fidato Marić , aveva vinto la Youth League con l’under-19 dei Bullen.

Saliva così alla ribalta un tecnico dinamico, elastico ma dalle idee chiare: possesso palla, pressing alto, rapidissime transizioni e la capacità di rimodulare tatticamente la squadra anche più volte nel corso della partita. Vale come esempio il 4-1 che ha eliminato la Lazio nella citata campagna europea. “Dopo l’1-0 abbiamo abbandonato il 4-4-2 e siamo passati al piano B”, dichiarò Rose, “iniziando a difendere a tre in un 3-2-2-3, però non funzionava, ci mancava il controllo della partita. Così abbiamo optato per il 4-3-3 e abbiamo trovato tre gol”.

Jesse Marsch, successore di Rose sulla panchina del Red Bull Salisburgo, ha provato a sintetizzare così la filosofia tattica del network Red Bull creato da quel maestro di calcio che risponde al nome di Ralf Rangnick. “Possiamo dire che noi siamo una sorta di anti-Barcellona. Noi proviamo a essere dominanti attraverso il nostro calcio di posizione, senza possesso palla. Il nostro scopo non è quello di riconquistare la palla il prima possibile, ma di riconquistarla nella posizione migliore possibile per dare il via a una rapida fase di transizione”.

René Marić

(Photo by Christof Koepsel/Bongarts/Getty Images)

L’attuale Budesliga sembra essere una Rangnick-Liga, tanti sono gli allenatori cresciuti secondo i suoi dettami: Julian Nagelsmann (RB Lipsia) e David Wagner (Schalke 04), entrambi tecnici delle giovanili dell’Hoffenheim con Rangnick alla guida della prima squadra; Achim Beierlorzer (Colonia), vice di Rangnick al Lipsia; Adi Hütter (Eintracht) e Oliver Glasner (Wolfsburg), rispettivamente allenatore e vice-allenatore del Red Bull Salisburgo con Rangnick direttore sportivo; infine il citato Marco Rose, già giocatore con Rangnick allenatore all’Hannover (senza dimenticare l’esperienza da giocatore nel Mainz con Jürgen Klopp in panchina).

I primi mesi di Rose con i Fohlen sono stati molto positivi, considerando la discontinuità a livello di approccio con il predecessore Dieter Hecking e un mercato che ha privato la squadra di uno dei suoi migliori, Thorgan Hazard. Il 4-3-1-2 del tecnico, leggibile anche come un 4-4-2 con centrocampo a rombo, ha nei suoi punti di forza la spinta dei terzini (soprattutto a destra con Lainer, arrivato proprio dal Salisburgo) e da un trio d’attacco in costante movimento che offre pochi punti di riferimento agli avversari.

René Marić

Marcus Thuram (Photo by Dean Mouhtaropoulos/Bongarts/Getty Images)

Se la qualità di Alassane Plea era già emersa lo scorso anno con Hecking, si è rivelato azzeccato l’arrivo dal Guingamp del figlio d’arte Marcus Thuram, un ibrido tra attaccante e ala subito calatosi bene nella parte richiesta da Rose, che prevede movimento continuo e costruzione del gioco prevalentemente sulle fasce. Completa il trio Breel Embolo, sulla carta il trequartista della squadra, soprattutto però un giocatore da recuperare completamente al calcio dopo gli infortuni che hanno limitato il suo impatto nello Schalke 04.

Meno appariscente dei compagni, Denis Zakaria è l’elemento che più di tutti ha beneficiato dell’arrivo di Rose. Da numero 6 davanti alla difesa, mai in Bundesliga il centrocampista aveva fatto rilevare una continuità di rendimento così alta. Non è un caso che la sua peggior prestazione stagionale (assieme a quella del portiere Yann Sommer, tra gli estremi difensori più sottovalutati del panorama calcistico continentale) sia coincisa con quella della squadra, sconfitta nella prima giornata di Europa League 4-0 a domicilio dagli austriaci del Wolfsberger, dove siede l’ennesimo allenatore uscito dal network Red Bull, Gerhard Struber, ex direttore del settore giovanile del Salisburgo. Se c’è un ambito dove il Gladbach non ha ancora convinto è quello europeo. Un punto in due partite, prima del doppio scontro con la Roma, è davvero poca cosa.

Alec Cordolcini

About Alec Cordolcini

Da oltre dieci anni si occupa di calcio olandese e belga per diverse testate nazionali, dal Guerin Sportivo alla Gazzetta dello Sport, da Il Giornale a Rivista Undici. Ha pubblicato due libri: "La Rivoluzione dei Tulipani", dedicato al calcio olandese, e "Pallone Desaparecido", sul Mondiale 1978.

Leave a Reply

Leggi un altro articolo
Suso è un mistero emotivo, prima che tattico. È un...