Feed

Tutti i peccati di Jermaine Pennant

By 9 Luglio 2020 Luglio 10th, 2020

Il sesso, l’alcool, i video porno, il Grande Fratello e l’infedeltà in diretta. Ecco il viaggio nell’autodistruzione di un ragazzino di Nottingham

Nei fast food la notte è il neon, le loro luci sono la notte e hanno il sapore dei cheeseburger e della patatine fritte, in alto, sopra i banconi, ci sono le foto di panini finti come le immagini dei politici in campagna elettorale, vogliono farci credere che sono buoni, gustosi e veri poi li vedi nel piatto e resti deluso, non sono come si mostrano, li assaggi e in bocca ti resta il sapore di plastica della carne e il fastidio per vegetali che sembrano cresciuti dai playmobil, allora capisci che entrambi – panino e politico – appartengono alla stessa menzogna.

Her green plastic watering can
For her fake Chinese rubber plant
In the fake plastic earth
That she bought from a rubber man
In a town full of rubber plans
To get rid of itself[1]

(Photo by Richard Heathcote/Getty Images)

Cantano i Radiohead nel lontano 1997 quando una sera il quattordicenne Jermaine Pennant sta mangiando con gli amici in un fast food di Nottingham, dalla porta entra la gang di Meadows Estate, in mano ha coltelli, pistole e mazze da baseball, comincia a colpire e a fare a botte con la gang di St Ann, il quattordicenne Jermaine appena sente sparare corre a nascondersi dietro un bancone mentre parte della sua gang esce dal locale per inseguire gli aggressori scappati via. Uno dei suoi amici viene ucciso a coltellate, non si seppe mai chi fu l’assassino e la banda di Meadows Estate venne assolta per mancanza di prove.

Il padre di Jermaine è uno spacciatore giamaicano, ex calciatore semiprofessionista, e la mamma è morta di cancro quando lui aveva tre anni, o è quello che gli hanno fatto credere; due anni dopo lo acquista l’Arsenal per due miliardi di sterline. È forte, tecnico, agilissimo, gioca sull’ala destra con leggerezza, salta l’uomo con facilità e i suoi cross sono efficaci; nel 2003 fa il suo esordio nella Premier League contro il Southampton, segna tre gol anche se assonnato e ancora mezzo ubriaco, frastornato dalla vodka e dalla notte passata in compagnia di donne – si sente male, spera di uscire, fatica persino a respirare.

(Photo by Alex Livesey/Getty Images)

Intanto ha scoperto che sua madre non è morta, è solo sparita dalla sua vita, la rivede, si parlano, si ignorano di nuovo. Non c’è redenzione, non c’è nulla, solo una quieta morte. Jermaine è stato educato alla rissa, allo scontro, alla sopravvivenza, non alla riconciliazione. Si ubriaca sempre e cambia donne di continuo. Passano ancora due anni, finisce in carcere per guida in stato di ubriachezza. Il calciatore inglese di origine giamaicana gioca nel Birmingham City, l’alcool è più nei suoi giorni che nel suo sangue, per le cadute c’è sempre spazio, che si restringe invece nelle salite fino a strozzare.

Gioca con il braccialetto elettronico, come era successo nel 2000 a Gary Croft dell’Ipswich Town: diventa il marchio di Caino, il bad drunk d’Inghilterra. Solo che va al Liverpool e allora pensi che ci sia ancora spazio nella salita. Migliore in campo nella finale di Champions del 2007 persa contro il Milan poi un infortunio, i ritardi agli allenamenti, la vita notturna, i litigi con l’allenatore Rafa Benitez, la penitenza di sei mesi al Portsmouth, il passaggio al Real Saragozza.

(Photo by Jamie McDonald/Getty Images)

Preferisce i night, le donne, i drink, il sonno, ricomincia la discesa, che si spalanca come una botola. A Jermaine però non importa, il sesso lo ossessiona, ha decine di donne, con alcuni calciatori inglesi inventa un gioco: le ragazze vengono classificate secondo certe proprietà con valori diversi tra loro, il primo che va a letto con una di loro stabilisce la cifra da versargli. Si sente il tonfo della caduta, il grande talento sta svanendo tra alcool e violenza, nel 2012 è accusato di aver aggredito una donna a Manchester in un night club, rilasciato su cauzione, sempre quella sera ha un incidente, gli viene ritirata la patente.

Del calcio resta sempre meno: Stoke City, Wolverhampton, di nuovo lo Stoke City, il matrimonio con la bellissima fotomodella Alice Goodwin, i pettegolezzi, la discesa verso campionati minori in India e a Singapore; la partecipazione al Grande Fratello, l’infedeltà in diretta, le polemiche, un provino andato male in Scozia. Il calciatore si è disintegrato. Su un sito porno vende filmati di scene di sesso tra lui e la moglie Alicia, quasi sette sterline al minuto, viene riconosciuto da un tatuaggio sulla mano; di lui come calciatore non si ricorda più nessuno, appartiene ai reietti dello sport, è uno dei tanti If (Se) del calcio: se avesse avuto un’altra testa, un’altra vita, un altro carattere; troppi If che raccontano più quello che è che quello che poteva essere; le sliding doors sono un esercizio di rimpianto, non altro.

(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Pennant odia Londra, non gli piace, preferisce la sua provincia, quella dei fast food e delle notti al neon, lui è rubber man nel senso, però, che si sta cancellando anzi ha cancellato da solo uno dei più promettenti esterni destri d’Europa che aveva fatto il suo esordio nella Football League Cup a poco più di sedici anni, diventando il più giovane calciatore a indossare la maglia dell’Arsenal, prima di essere superato anni dopo da Fabregas. Rantolò pochi mesi nella Premier Division, con la maglia del Billericay Town, prima di essere licenziato per i video porno con la moglie. Del calciatore, oggi, non resta più niente, nemmeno la cenere.

Ascoltaci, Signore, come forse direbbe Malcom Lowry, la Tua luce somiglia in questi giorni ai neon dei fast food e il Tuo vino è il bisogno degli ubriachi. Così possono immaginare la vita che vogliono, non indossare quella che trovano.

 


[1] Il suo annaffiatoio di plastica verde/ Per la sua finta pianta cinese/ Nella finta terra di plastica/ Che ha comprato da un uomo di gomma/ In una città piena di piani molli/ Per disfarsi di sé stessa. Traduzione di Simone Palmieri.

Leave a Reply