Silent Check

Ultimo tango a Parigi

By 3 Settembre 2019

Si scrive, finalmente, la parola fine (per ora) a una delle pagine più tristi e incomprensibili della storia del calcio (mercato) degli ultimi anni. Mauro Icardi va al PSG in prestito con diritto di riscatto (fissato a 70 milioni). Nel giro di sei mesi Maurito è stato capace di distruggere, letteralmente, quanto di buono fatto in tanti anni in nerazzurro.

Mai visto un calciatore comportarsi in modo tanto ostinato senza parlare neanche una volta ai suoi tifosi. Perché questo è uno dei dati che più di tutti lascia perplessi: Mauro Icardi è stato capace di chiudersi in un silenzio angosciante, assordante, mollando la patata bollente in mano alla moglie-procuratrice-musa ispiratrice di tatuaggi-showgirl-opinionista televisiva-distruttrice di contratti Wanda. Che in tivù ha sobillato, ghignato, provocato, mettendosi contro tutta Italia. Non solo gli interisti.

Perché il calcio ha questo curiosa chimica che finisce per accomunare i tifosi di ogni squadra; di tanto in tanto capita qualcosa, un accadimento, un fatto particolare – come questo, per esempio – e tutti cominciano ad andare d’accordo. Quest’estate ho visto juventini, interisti, milanisti, romani, napoletani, tutti della stessa opinione sull’affaire Icardi. Si è detta la qualunque, ormai, su questo argomento. Anche per noi è arrivato il momento di voltare pagina. Pensiamo al futuro. Maurito va a Parigi con due compiti principali: fare gol e, soprattutto, dimostrare a un nuovo spogliatoio di non essere la mela marcia di Milano.

Il mio personale augurio al nueve argentino è quello di capire cosa vuole essere da grande. Se un giocatore di calcio o un uomo che fa causa a chi gli ha dato la fascia di capitano e tanti soldi. Perché, nel primo caso, basta che ricominci ad allenarsi a testa bassa e fare quello che gli riesce benissimo. Perché, forse ce lo siamo dimenticati, ma Icardi è uno dei migliori centravanti in circolazione. Speriamo non l’abbia dimenticato pure lui.

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