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Un commissario tecnico al telefono

By 29 Maggio 2019
Ted Dumitru

Sbarcato a Tripoli per la Coppa d’Africa del 1982, l’allenatore dello Zambia Ted Dumitru venne fermato alla dogana. Trattenuto dalla polizia, decise di guidare la squadra alzando la cornetta

Avete presente quelle situazioni da Guerra Fredda che si consumano a 40 gradi all’ombra? Ce ne sono davvero tante perlustrando il mondo del pallone, a dimostrazione di quanto calcio e politica vivano non raramente in simbiosi. Il protagonista di questa storia è un bravissimo allenatore romeno, Ted Dumitru, deceduto nel 2016 a 79 anni. Ha lavorato per parecchi anni in Sudafrica nei club e con la nazionale, in Namibia e nello Swaziland, ma è stato anche allenatore negli Stati Uniti con tappe a Dallas e a New York. Un uomo di vasta esperienza e professionalità. Nel 1982 guidava lo Zambia, che aveva condotto alla fase finale della Coppa d’Africa ospitata dalla Libia.

Facciamo un passo indietro importante: il torneo libico fu considerato di vitale importanza dall’allora ct azzurro Enzo Bearzot. Qualche settimana prima l’Italia era stata sorteggiata con Perù, Polonia e Camerun nel girone dei mondiali di Spagna. Non esistevano internet, parabole e altre diavolerie, e il “vecio” aveva necessità di vedere dal vivo il Camerun, di cui conosceva, per fama, il solo Roger Milla. Da qui la decisione di partire per Tripoli e osservare da vicino i Leoni Indomabili. Bearzot, che li vide giocare contro la Libia, rimase colpito soprattutto dalla forza fisica degli africani, ricordando, con largo anticipo, che “avrebbero fatto soffrire tutti ai mondiali”. E infatti il Camerun fermò sul pari, Perù, Polonia e gli azzurri. Abbandonando la Spagna senza aver mai perso una gara.

Chiusa la parentesi, torniamo a parlare di Ted Dumitru, timoniere di uno Zambia che schierava sul rettangolo di gioco atleti di interessante valore tecnico. I Chipolopolo (letteralmente, “proiettili di rame”) avevano concrete possibilità di sollevare al cielo il trofeo, e di fatto grazie ai gol di uno scatenato Peter Kaumba riuscirono a conquistare il terzo gradino del podio, relegando al quarto posto la miracolosa Algeria (all’epoca accusata di far uso di sostanze dopanti mutuate dall’ex Ddr) che in Spagna avrebbe fatto piangere la Germania Ovest di Rummenigge.

E Ted Dumitru? Guidò la squadra al telefono, da Tunisi. Quando la comitiva dello Zambia atterrò a Tripoli il tecnico romeno venne infatti fermato alla dogana e condotto al posto di polizia. Sul suo passaporto c’erano timbri americani, retaggio del suo lungo soggiorno da allenatore negli States. All’epoca, ecco che la Guerra Fredda torna a fare capolino, la Libia del colonnello Gheddafi considerava l’America come il demonio. E nell’occasione a farne le spese fu Dumitru, espulso dalla Libia, costretto a riparare a Tunisi e a passare il testimone al suo vice, il croato Ante Buselic.

I due si sentivano per telefono più volte al giorno. Buselic, che nel 1976 rischiò la vita in Uganda per aver fallito una qualificazione in Coppa d’Africa (il sanguinario dittatore Amin Dada lo voleva morto), esponeva la situazione e raccontava come erano andati gli allenamenti. Dumitru prendeva nota, rifletteva e indicava la formazione da mandare in campo. Lo stratagemma generò degli ottimi risultati. “Mr Magic” è sepolto a Johannesburg, una targa all’Ellis Park ricorda le sue imprese sportive.

Luigi Guelpa

About Luigi Guelpa

Luigi Guelpa è nato nel 1971. Giornalista professionista, da 30 anni racconta l'Africa e il Medioriente per alcune tra le più importanti testate italiane.

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