Silent Check

Vendere Cristiano Ronaldo non è un delitto di lesa maestà

By 25 Marzo 2021
Sarebbe invece un’opportunità, vendere CR7, prima della fine del suo contratto. Non solo per intascare qualche milioei e, soprattutto, liberarsi dell’ingaggio del portoghese, ma soprattutto per iniziare questa rifondazione che la Juventus sta sbandierando in tutti i modi, soprattutto con la conferma – almeno a parole – di Andrea Pirlo come allenatore. Con tutta probabilità i bianconeri, salvo clamorosi crolli dell’Inter, non vinceranno lo scudetto per la prima volta dopo dieci anni, e la colpa non è solo del cambio di allenatore e della sua (fisiologica) inesperienza alla guida di una squadra di A, ma è colpa soprattutto del fallimento del progetto CR7. Tre allenatori diversi in tre anni per il portoghese sono un segnale clamoroso di una confusione alla matrice dell’idea Ronaldo: lo si era preso per vincere nell’arco di un triennio e in questo triennio si sono vinti due scudetti e si è stati eliminati tre volte in maniera clamorosa dalla Champions League. Ronaldo lì davanti è ingombrante, non solo economicamente, e ha trentasei anni. La Juve potrebbe cederlo, insieme a Dybala, e con un tesoretto andare all’assalto dei veri, nuovi, fenomeni del calcio europeo. Mica sarebbe male, come piano B?

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