Feed

Antonio Conte deve avere pazienza

By 20 Gennaio 2020

Il tecnico dell’Inter ha costruito in poco tempo una grande squadra. Non deve avere fretta di vincere, altrimenti non vincerà

Per la prima volta, Antonio Conte è sembrato stanco. Non per caso, l’Inter che aveva appena pareggiato 1-1 in casa del Lecce, aveva dato la stessa impressione: è la conferma che la squadra nerazzurra vive in simbiosi con il suo allenatore. Se è piatto quest’ultimo, lo è anche l’Inter. Il problema è che il rapporto è ancora a senso unico, l’Inter non è abbastanza matura per andare con il pilota automatico, non può fare a meno della forza spirituale del suo creatore, e di conseguenza non è in grado di rimediare in autonomia agli eventuali cali del mister. Antonio Conte non può permettersi flessioni, è come se fosse un giocatore chiamato ogni giorno, ogni domenica, alla prestazione. Incide a tal punto da non potersi permettere un passaggio anonimo.

Lo ha spiegato a fine partita, che “l’Inter non è una squadra che può permettersi di andare ad una velocità normale: deve andare a duecento all’ora”. Parlava di intensità, di ritmo, di convinzione. È condannata a dare il massimo di sé, se non oltre, altrimenti “diventa una squadra normale”. L’Inter di Lecce è stata la peggiore della stagione perché ha dimenticato il suo percorso. Ha giocato sottoritmo, sottotono, sottotraccia, con l’idea che un gol prima o poi sarebbe arrivato.

E in effetti così è stato, ma poi il calcio alle volte ti toglie quello che non meritavi. Non lo meritava, l’Inter, perché ha giocato pensando che le qualità individuali potessero bastare, scordandosi dell’importanza del collettivo. Un pizzico di superficialità, aggiunto a quella stanchezza manifestata da Conte in panchina, è diventato fatale: per la prima volta guardando l’Inter di Conte si è avuta l’impressione di una partita rallentata, in cui il tempo procedeva piano e si trascinava stancamente fino al 90′.

Antonio Conte

Foto Donato Fasano/LaPresse

Essere consapevoli delle qualità da mettere in partita ha reso finora l’Inter una squadra da vertice. I nerazzurri hanno capito di essere inferiori alla Juventus, ma anche che lavorando e tenendo sempre alta la tensione avrebbero potuto colmare il dislivello. È una sfida mentale, prima che tecnica o tattica, in cui l’Inter è riuscita a trasformare un difetto in un motivo per dare di più, e fare meglio.

Epperò ha bisogno di crederci sempre, di non dimenticarsi mai di essere ancora “normale”, e di doversi guadagnare il risultato ogni volta attraverso la prestazione. Ha bisogno anche che ci creda sempre Antonio Conte. La sensazione è che il tecnico sia in un momento di flessione mentale, che sia forse sfiduciato, anche se è un’idea amplificata dal suo classico atteggiamento propositivo, feroce, proattivo. All’Inter manca quel Conte, ormai da qualche settimana. Al gol di Bastoni non ha nemmeno esultato: non è da lui.

Conte sta avvisando tutti da tempo che “senza rinforzi sarà dura tenere il passo della Juventus”. Il cortocircuito è l’obiettivo che il tecnico si è autoimposto, cioè la Juve, appunto. Conte è convinto di poter vincere subito lo scudetto, e ha ragione, a patto che non ne faccia un’ossessione. È una possibilità, non un obbligo. Non dovesse riuscirci, non cambierebbe di una virgola, il suo lavoro all’Inter sarebbe comunque enorme.

Antonio Conte

Foto Donato Fasano/LaPresse

L’impressione è che Conte ultimamente non sia solo stanco, ma anche infastidito. Non di quel fastidio sano, agonistico, che poi in campo trasforma in adrenalina, ma di una specie di attesa nervosa dei rinforzi che logora e ruba energie. L’Inter in questo momento è Conte, il suo determinismo, la sua determinazione. Se vacilla il tecnico, manca un riferimento, la stella polare. I rinforzi arriveranno, su tutti Eriksen che non è affatto un rinforzo ma un giocatore che può portare l’Inter ad un livello superiore, ma non saranno la soluzione per l’Inter. La soluzione è sempre quella indicata da Conte, il lavoro, la convinzione e il ritmo che deve essere sempre “a duecento all’ora”. Ma senza fretta. Senza l’ansia di dover raggiungere tutto subito. Perché dovesse andare avanti così, il ritorno ai vertici del calcio per l’Inter è solo una questione di tempo. Conte lo sa, l’importante è che se lo ricordi anche adesso che la distanza con la Juventus è leggermente aumentata.

Leave a Reply