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Che finale sarà fra Tottenham e Liverpool?

By 31 Maggio 2019
Tottenham Liverpool

A decidere la finale di Champions saranno soprattutto i movimenti per liberare lo spazio. E mentre i Reds puntano sulla superiorità numerica creata dai terzini, gli Spurs si affidano ai movimenti orizzontali del centrocampo per liberare le punte

Una partita preparata nei minimi dettagli, un copione che si conosce a memoria, movimenti provati migliaia di volte in allenamento. Eppure a fare la differenza nella finale di domani fra Liverpool e Tottenham potrebbe essere un dettaglio, una frazione di secondo, un centimetro alla destra o alla sinistra del palo. Reds e Spurs sono due squadre dalla spiccata identità di gioco, due di quelle formazioni che riconosceresti anche se scendessero in campo solo con i fratini. Merito di Jurgen Klopp e di Mauricio Pochettino, due allenatori che lavorano per principi di gioco e non per sistemi. Anche per questo, sapere se una delle due squadre si schiera con un 5-3-2 in fase di non possesso o se attacca con un 4-3-3 non ha poi molta importanza. La cosa fondamentale, infatti, è far caso ai movimenti dei giocatori, che sono tutti movimenti funzionali a liberare lo spazio.

La fase di possesso del Liverpool
Quando i Reds avranno il pallone, gli Spurs si schiereranno con un 4-2-3-1 che creerà molta densità nella zona centrale del campo ma che allo stesso tempo lascerà libera l’ampiezza per le giocate esterne. Ed è proprio sulle fasce che potrebbe uscire il Liverpool. La giocata più semplice per la squadra di Klopp è lo scarico sull’esterno basso che spesso ha la possibilità di salire palla al piede. A questo punto il Tottenham, con la mezzala più i due centrocampisti, scivola in orizzontale sul lato forte. Il punto centrale è questo: per non concedere ampiezza sull’altra fascia per un comodo cambio di gioco, l’attaccante del lato debole del Tottenham si abbassa in copertura e prende il terzino.

Un altro punto fondamentale riguarda i movimenti delle mezzali del Liverpool, che vanno ad agire dietro la linea del pressing in modo da mettere i terzini del Tottenham in una situazione di inferiorità numerica, uno contro due. Così Milner galleggia fra le linee mentre Mané e Salah attaccano la profondità rimanendo sempre molto larghi. Se le ali rimangono larghe, infatti, portano fuori il difensore e creano il corridoio che permette l’imbucata del terzino che può rientrare e mettere in pallone in area. Ed è proprio questa la specialità di Andrew Robertson, bravo a crossare o a cambiare gioco in obliquo (solo in campionato il terzino ha servito la bellezza di 11 assist).

Un’altra giocata tipica del Liverpool prevede il movimento ad abbassarsi di Firmino che viene a giocare con il centrocampo fra le linee in modo da far alzare la linea di difesa avversaria. Questa è una trappola in cui la difesa del Tottenham non deve cadere, perché Salah e Mané sono maestri nell’attaccare la profondità e nel creare, grazie alla loro velocità, situazioni di superiorità numerica.

Punto di forza del Liverpool: l’apertura sui terzini che riescono a dare spinta e creare superiorità numerica.

La fase di possesso del Tottenham

Gli Spurs iniziano l’azione con una giocata sugli esterni bassi, Trippier e Rose. Il Liverpool, che fra le sue caratteristiche ha il pressing ultraoffensivo, andrà a chiudere le linee di passaggio già da quando il pallone sarà fra i piedi di Lloris, in modo da non permettere la costruzione dal portiere e far in modo che ci sia un lancio lungo da intercettare con i due centrale Matip e van Dijk, molto bravi nel gioco aereo.

Il Tottenham cercherà la giocata su un riferimento alto che può essere uno fra Kane ed Eriksen. Per far questo, andranno a lavorare molto con gli smarcamenti in orizzontale da parte dei centrocampisti. A loro toccherà il compito di portare fuori i mediani del Liverpool per predare dei corridoi al centro per permettere l’innesco diretto degli avanti. Eriksen e Kane, poi, sono due giocatori molto robusti e, anche in caso di marcatura stretta e di difesa preventiva, riescono a far salire la squadra. Se questi giocatori riescono a girarsi fronte porta possono mettere la palla sulle corsie esterne alle spalle degli avversari per l’attacco della profondità da parte dei trequartisti esterni.

E proprio l’attacco alle spalle dei terzini è uno dei punti deboli del Liverpool, che incassa diversi contropiedi in quell’area. Quando la palla viene messa il quella zona, spesso l’esterno basso si trova in una posizione avanzata perché ha partecipato alla fase di possesso. E visto che i Reds costruiscono con tanti uomini o accettano spesso la parità numerica o si trovano addirittura in una situazione di 2 contro 1. Con palla esterna giocata dietro i terzini avversari, il Tottenham porterà tanti uomini in area di rigore (4/5), nel tentativo di andare a finalizzare.

Punto di forza del Tottenham: i movimenti orizzontali del centrocampo che permettono di servire direttamente le punte.

Foto: Getty Images

In collaborazione con www.assoanalisti.it

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