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Cinque nomi che potrebbero far comodo all’EuroToro

By 5 Luglio 2019

Con l’esclusione del Milan il Toro riparte dai preliminari di Europa League. Ecco qualche nome che potrebbe trovare spazio in queste prime fasi che sanno molto di Intertoto

Tirati giù in fretta e furia da uno yacht o da un lettino di Formentera, i giocatori del Torino si sono ritrovati all’improvviso al Filadelfia ieri, in un rovente pomeriggio torinese di inizio luglio, in largo anticipo rispetto alla tabella di marcia stilata qualche settimana fa. Quell’Europa League che sembrava sfumata sul campo è tornata d’attualità grazie all’esclusione del Milan: anche prima della commovente cavalcata in Coppa Uefa nella stagione 1991-1992 il Diavolo era stato squalificato dalle competizioni europee. All’epoca lo stop fu dovuto alla folle notte di Marsiglia, con Galliani in campo a intimare ai suoi giocatori di uscire dal terreno di gioco per un abbassamento di tensione nel tentativo di rimediare goffamente una vittoria a tavolino. Nel campionato 1990-1991 il Torino terminò a pari punti con il Parma ed entrambe le formazioni strapparono l’accesso in Uefa, che i granata di Mondonico nobilitarono fino alla drammatica doppia finale con l’Ajax, passata alla storia per la sedia brandita in aria dal tecnico in un momento di rabbia divenuto in fretta un’icona granata.

Il Toro ripartirà dai preliminari di Europa League, che sanno tanto di Intertoto in versione anni ’10: almeno nel primo turno, l’avversario non si prospetta particolarmente ostico. Per Walter Mazzarri, quindi, anche l’occasione di mettere alla prova alcuni nuovi e vecchi granata: c’è chi ha concrete possibilità di giocare una stagione da protagonista, chi invece si accontenterebbe di una gita tra i grandi prima di farsi le ossa altrove. Abbiamo provato a fare cinque nomi che il Torino potrebbe scoprire, o riscoprire, in questi primi assaggi d’Europa.

 

Kevin Bonifazi

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Kevin Bonifazi in allenamento con l’Under 21 (Getty Images).

Assente nel raduno del Filadelfia a causa degli impegni con l’Under 21, dovrebbe far parte del ritiro di Bormio. Difensore centrale abituato a giocare in una difesa a 3 grazie al periodo trascorso agli ordini di Leonardo Semplici tra B e A, Bonifazi può occupare indistintamente i tre slot del pacchetto arretrato, anche se non sembra avere tutte le caratteristiche giuste per essere un difensore “alla Mazzarri”: l’ultima incarnazione del tecnico toscano è improntata sulla grande aggressività dei due centrali di destra e sinistra, mentre Bonifazi non è un difensore che ama giocare sull’anticipo, lasciando tanto spazio alle sue spalle. Potrebbe quindi diventare il vice N’Koulou, ma c’è un problema: la Spal continua a bussare alla porta del Torino ed è disposta a mettere in piedi un affare che preveda l’arrivo in granata di Fares. È quindi lui, dei nostri cinque nomi, il dubbio più grande: arriverà a Bormio (e all’Europa) oppure svestirà il granata ancora prima?

 

Lyanco

Lyanco, 22 anni, è tornato al Toro dopo sei mesi al Bologna (LaPresse).

Regolarmente presente al Filadelfia, invece, il difensore reduce dall’eccellente prestito al Bologna. Sinisa Mihajlovic ha rilanciato le ambizioni di Lyanco, che torna in granata con uno spirito nuovo. In molti lo ritengono il favorito per raccogliere l’eredità di Moretti anche se, a differenza di Djidji e Bremer, raramente è parso a suo agio nella difesa a 3. A Bologna ha fatto faville da centrale in una linea a 4 ma pur di conquistare Mazzarri ha deciso di rientrare in anticipo dalle ferie, pur essendo stato impegnato con il Brasile U23 fino a metà giugno. Il suo futuro è legato a filo doppio a quello di Bonifazi: uno dei due sembra di troppo, specialmente se il Toro decidesse di resistere alle tante sirene di mercato per Izzo. Sabatini e Mihajlovic ci sperano ancora, Lyanco farà di tutto per farsi valere anche in granata.

 

Jacopo Segre

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Jacopo Segre, 22 anni, nell’ultima stagione ha giocato in B con il Venezia (LaPresse).

Prima la Serie C, poi la B, ora l’occasione di mettersi in mostra con la maglia del Torino. A Jacopo Segre servirà quasi certamente un altro passaggio intermedio prima di diventare un elemento stabile della rosa granata, ma i primi turni preliminari di Europa League sembrano fatti dal sarto per testarsi a un livello più alto. Scartato dalle giovanili del Milan, il Toro lo ha preso nel luglio del 2015 per farne un perno della Primavera, dirottandolo quindi a Piacenza – una stagione di apprendistato nel 2016-2017, un’altra da titolare due anni fa – e a Venezia, dove la prospettiva di una Serie B da zona promozione si è scontrata con la difficile annata dei lagunari. Nell’esperienza con la maglia arancioneroverde, Segre ha messo insieme comunque 3 gol in 29 presenze. Classe 1997, centrocampista fisico ma non per questo poco raffinato dal punto di vista tecnico, ha un buon senso dell’inserimento con e senza palla. Con Rincon che rischia di arrivare fuori forma ai primi impegni ufficiali così come Lukic (entrambi assenti al Filadelfia ma attesi a Bormio), uno come Segre potrebbe fare molto comodo a Mazzarri, anche se con la valigia sempre pronta.

 

Vincenzo Millico

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Vincenzo Millico aveva iniziato a giocare nelle giovanili della Juventus (LaPresse).

Diciannove anni ancora da compiere, un ruolino impressionante con la Primavera granata, la capacità strabiliante di inquadrare la porta da qualsiasi posizione. Dopo 27 gol in campionato in 24 partite, Vincenzo Millico ha assaporato anche la gioia dell’esordio in Serie A. I preliminari di Europa League gli aprono una nuova possibilità, all’ombra degli attaccanti titolari del Torino, anche se sul suo conto pesa un grande punto interrogativo: l’impegno con la Nazionale Under 19 potrebbe metterlo fuori causa per tutto il raduno, togliendogli settimane preziose di lavoro con Mazzarri, ma si attendono ancora le convocazioni definitive di Nunziata.

Un passato juventino prima di lasciare la “Vecchia Signora” a soli quattordici anni: troppo egoista per i canoni delle giovanili bianconere. Vincenzo si è spostato da una parte all’altra di Torino, andando a raccogliere l’eredità ideale di due esterni che tanto bene avevano fatto nel vivaio granata come Parigini ed Edera. Agli ordini di mister Coppitelli, in Primavera, ha seminato il panico nel ruolo di esterno sinistro d’attacco, ideale per accentrarsi e sfogare un destro mortifero. Un’ala rapida e tecnica, dotatissima nell’uno contro uno grazie a un talento naturale nel dribbling. Difficile collocarlo nel modulo di Mazzarri, ma il tecnico toscano è rimasto stregato dalle sue doti, chiamandolo spesso in prima squadra durante la scorsa stagione. Se riuscisse a far parte del ritiro, potrebbe diventare l’arma in più del Toro negli scampoli iniziali della stagione.

 

Leonardo Candellone

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Leonardo Candellone ha giocato a Pordenone nella scorsa stagione (LaPresse).

Se Millico è il prodotto d’eccellenza di un vivaio storicamente prolifico come quello granata, Leonardo Candellone è l’emblema del sacrificio. Nelle giovanili non sembrava destinato a un futuro di altissimo livello, ma il classe 1997 si è rimboccato le maniche. Gubbio, Ternana, Sudtirol, la sagra di prestiti apparentemente infinita. Poi è arrivato quello giusto, al Pordenone: 14 gol nella stagione della promozione in B con i ramarri. Non è un bottino da bomber di razza, ma Candellone è un attaccante di fatica, strutturato fisicamente, sempre pronto a fare a sportellate per un pallone sporco o per dare una mano a un compagno di squadra. A dire la verità, a un certo punto della stagione si era ritrovato tutti gli occhi addosso, avendo vissuto uno di quei momenti che ogni tanto capitano nella vita di un attaccante: quattro squilli nelle prime quattro giornate di campionato, salvo poi assestarsi su altri ritmi realizzativi. Ha fatto tutta la trafila nel vivaio del Torino e vivrà il ritiro agli ordini di Mazzarri come una chance da non sprecare: lo aspetta ancora il Pordenone, stavolta in B, ma chissà che il suo destino non possa cambiare in corso d’opera.

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