Feed

Consigli utili per trascorrere la quarantena

By 26 Febbraio 2020

Libri, film e documentari calcistici buoni per passare il tempo in questa situazione così particolare

Chi per paura, chi per precauzione, chi per il caldo invito delle autorità, in questo momento, in diversi comuni del Nord Italia, migliaia di persone sono costrette in casa. Una misura estrema, e in alcuni casi necessaria, per evitare la diffusione del coronavirus, il nemico invisibile e in parte ancora ignoto che sta gettando nel panico un intero paese. Proprio la nebulosità della situazione rende difficile ogni previsione, eppure tutto lascia pensare che per le persone al momento in quarantena, indotta o volontaria che sia, non si risolverà tutto in pochi giorni. E la prospettiva di trascorrere settimane chiusi dentro quattro mura non è eccitante come in altre situazioni potremmo immaginare. Abbiamo pensato di offrire qualche consiglio legato a prodotti culturali calcistici per passare il tempo in casa e magari tenere a bada, almeno per qualche ora, l’ansia silente che molti tra coloro che si trovano in questa condizione sentono serpeggiare in un momento così delicato e particolare.

 

L’alieno Mourinho, Sandro Modeo

(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Forse il momento migliore per prendere in mano l’opera di Sandro Modeo è proprio questo. Ora che Mourinho appare imbolsito, incanutito, privo dell’allure del vincente arrogante con cui per anni ha girato l’Europa facendosi beffe di tutti con il suo ghigno sardonico frutto delle sue imprese leggendarie. Proprio ora che Mourinho sembra inerme di fronte al suo decadimento, è forse opportuno risollevare la sua figura con il ritratto unico che Sandro Modeo è riuscito a farne in questo libro.

Attraverso una contaminazione febbrile e mai pretenziosa, sua inimitabile cifra stilistica, Modeo si è servito della filosofia e delle neuroscienze, della pittura e della cinematografia, della storia e della letteratura per tratteggiare l’uomo, il manager, il coach che con il suo carattere e il suo metodo ha segnato in maniera indelebile un’epoca calcistica. Leggere L’alieno Mourinho è il miglior modo per certificare il pensiero dello stesso Mourinho: “chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”.

 

La vita è un pallone rotondo, Vladimir Dimitrijević

 

Calcio e letteratura erano le due grandi passioni di Vladimir Dimitrijević. Gli hanno persino salvato la vita. Arrivato in Svizzera dopo essere fuggito al regime jugoslavo di Tito, si è prima messo in regola grazie all’ingaggio di una squadra di calcio, e poi ha fondato una casa editrice indipendente. Vien da pensare che fosse proprio la necessità di sdebitarsi il motore che l’abbia spinto a comporre questa densa e profonda raccolta di racconti e riflessioni; che l’abbia ispirato per questa sorta di saggio esistenziale sul calcio grazie al quale è riuscito a rispondere a domande che intrinsecamente, sotto la crosta dello spettacolo tecnico e umano che mette in mostra, questo gioco ci pone. Chiunque condivida con l’autore serbo queste due passioni, non si meravigli di fronte alle continue epifanie cui andrà incontro leggendo questo libro, non si stupisca di trovare se stesso di continuo, pagina dopo pagina.

 

 

Brilliant Orange, David Winner

(Photo by R. Powell/Daily Express/Getty Images)

Come raccontare una rivoluzione calcistica che dopo 50 anni è ancora capace di influenzare prepotentemente il gioco? David Winner ha pensato bene di allargare il compasso e provare a descrivere quell’idea di calcio – che non era solo un’idea di calcio – attingendo a piene mani dall’arte, dalla storia e dalla cultura olandese degli anni 60. Ne è venuto fuori questo saggio brillante in cui le opere geometriche di Mondrian trovano connessioni con Cruyff, e in cui molti dei protagonisti di quella splendida utopia vengono accostati a paesaggi, canali, provos che manifestavano per le strade. Intrecci suggestivi di cui l’autore si è servito per provare a spiegare una nazione e il suo calcio, uniti da un legame sottile e indissolubile.

 

 

Zidane: Un ritratto del XXI secolo, Douglas Gordon e Philippe Parreno

(Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

L’uomo, il corpo, il mito in azione per 90 minuti. Certo è impegnativo seguire dall’inizio alla fine l’opera ambiziosa di Douglas Gordon e Philippe Parreno, che il 23 aprile 2005 hanno ripreso Zinedine Zidane con 17 telecamere disposte intorno al campo per tutta la durata della partita tra Real Madrid e Villarreal disputata al Bernabeu. Eppure ne vale la pena. Il sudore che gronda dalla fronte, lo sguardo assorto, i piccoli gesti, le pochissime parole, le corse dosate: c’è tutto Zizou, visto da una prospettiva diversa, intima. Si percepisce il suo esserci. E poi i suoi tocchi di palla, con la suola e con l’esterno, dei quali distintamente si sente il rumore, isolato dal chiasso dello stadio come il colpo di spada di un gladiatore in un’arena. La più diretta e carnale rappresentazione del talento francese, immerso in una dimensione che appare mistica e insieme profondamente umana.

Lo trovate su Youtube.

 

 

Diego Maradona, Asif Kapadia

(Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images)

Diego Armando Maradona è stato raccontato in tutte le salse, da ogni angolazione possibile. Chiunque abbia prodotto un lavoro su di lui, è dovuto scendere a patti con l’impossibilità di offrirne un ritratto completo. Come si fa, d’altronde, a restituire un’immagine del tutto fedele di un personaggio così grande e complesso? Per il documentario Diego Maradona, il regista Asif Kapadia ha scelto una strada particolare. Scandagliando ore e ore di video di repertorio inediti, ha lasciato che fossero le immagini a raccontare Maradona, la sua infanzia, il suo rapporto con Napoli, le sue glorie e i suoi abissi.

Il risultato di questa precisa scelta – la stessa a cui si è affidato per lo splendido e celebrato Amy, il documentario su Amy Winehouse vincitore dell’Oscar – è un confronto ravvicinato e potentissimo con la storia professionale e umana di uno dei calciatori più forti e controversi della storia. Nè un’agiografia, né un tributo, né una condanna morale: solo un vivido ed emozionante confronto ravvicinato con la parabola di un campione fragile e tormentato.

Lo trovate su Netflix.

 

Il maledetto United, Tom Hooper

(Photo by Fergus McDonald/Getty Images)

Il difficile connubio tra calcio e cinema conosce delle eccezioni. Forse perché la scrittura porta la firma di Peter Morgan, uno dei migliori sceneggiatori britannici, forse perché la regia è opera di Tom Hooper, vincitore di un Oscar per Il discorso del re, ma Il maledetto United riesce nell’impresa di superare le criticità che da sempre attanagliano la trasposizione del calcio sul grande schermo. Il film, ispirato al libro omonimo di David Peace,  racconta la storia del leggendario allenatore Brian Clough – magistralmente interpretato da Michael Sheen – e dei suoi 44 giorni sulla panchina del detestato Leeds United.

Più che sulle vicende di campo, il racconto si concentra su un uomo in aperto contrasto con un ambiente che lo mal tollera. Un ritratto intenso di un idealista cocciuto eppure empatico, geniale e incendiario, che cerca di portare bellezza in un ruvido contesto calcistico. Se esiste un film sul calcio che vale la pena guardare è questo, forse perché di calcio giocato se ne vede pochissimo.

Lo trovate su Chili

 

Sunderland ‘Til I Die

(Photo by Dan Mullan/Getty Images)

Quando la realtà è meglio di un plot studiato a tavolino. Quando l’epica del fallimento investe e sovrasta la retorica del brand vincente. Quando un’operazione di marketing diventa uno psicodramma sportivo. Sunderland ‘Til I Die è tutto questo e molto di più. I produttori della docu-serie pensavano di raccontare la risalita del club che dopo dieci anni di premier League era retrocesso in Championship. Il Sunderland pensava di confezionare il classico prodotto autocelebrativo per accrescere l’immagine del club, sulla falsa riga di quanto fatto dal Manchester City in All or Nothing. Ben presto però, le cose si rovesciano, e quella che doveva essere una cavalcata trionfale per riconquistare la massima serie inglese diventa una caduta negli abissi della seconda divisione, il racconto di una crisi sportiva, umana, e manageriale che tocca il cuore e costituisce una inaspettata e potentissima narrazione dei vinti.

Lo trovate su Netflix

 

Altri consigli

 

Kaiser, il più grande truffatore della storia del calcio, di Louis Myles

Se volete scoprire come sia stato possibile che un uomo incapace di fare due palleggi abbia militato in squadre importanti lungo una carriera ventennale che non l’ha mai visto scendere in campo.

 

Herr Pep, Martí Perarnau

Guardiola raccontato da vicino, per entrare nella testa e nella filosofia dell’allenatore più influente dell’ultimo ventennio.

 

Buffa racconta (qualsiasi episodio)

Menzioni particolari per i lavori su Gaetano Scirea e Gigi Riva.

 

Futbol, Osvaldo Soriano,

Splendori e miserie del gioco del calcio, Eduardo Galeano

Due grandi classici che proprio non si può non aver letto.

 

A cosa pensiamo quando pensiamo al calcio

Per chi non ha paura di associare Klopp a Heidegger.

 

Johan Cruyff, la mia rivoluzione

L’autobiografia del profeta

 

Leave a Reply