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Il Cagliari che sta nascendo

By 12 Agosto 2019

Nell’anno del centenario i rossoblù stanno costruendo una delle squadre più interessanti del campionato

Quando acquistò il Cagliari da Massimo Cellino, nel giugno del 2014, Tommaso Giulini fece una promessa decisamente impegnativa: «Per il centenario voglio la Champions League». Diciamo che la scalata non cominciò nel migliore dei modi. Il presidente sognatore ci mise del suo per far credere in quell’ambizioso progetto, ingaggiò Zdenek Zeman come allenatore con l’auspicio che a Cagliari potesse ripetersi il miracolo di Foggia.

Ma i tempi erano cambiati, la rosa probabilmente non era all’altezza, e andò a finire malissimo, con una retrocessione in B. Dal ritorno immediato in A fino a oggi, Giulini ha fatto un passo alla volta. Ha imparato la lezione e ha iniziato a inseguire una salvezza dopo l’altra, con qualche colpo di mercato isolato, gente come Borriello e Srna, e una squadra che un passo alla volta si è mossa alla ricerca di una difficile identità. Ora che il Cagliari si appresta a vivere la stagione che lo porterà a festeggiare i 100 anni dalla sua nascita e i 50 dallo scudetto, però, Giulini sembra aver intenzione di alzare l’asticella. Senza Champions, magari, ma puntando decisamente più in alto.

Il Cagliari che sta emergendo da questa sessione estiva di mercato è senza dubbio una delle realtà più interessanti del panorama calcistico italiano. Ha perso subito Barella, ma ha incassato 45 milioni e si è tenuto stretto Cragno e Pavoletti. Poi si è impegnato in una serie d’acquisti che complessivamente migliorano e non di poco la qualità media della squadra.

Nahitan Nandez è costato circa 18 milioni di euro (Getty Images).

Il centrocampo, prima di tutto. Perché Barella non si poteva sostituire, non con un solo giocatore, non in un confronto uno a uno e non per il Cagliari. O almeno così sembrava. E invece i rossoblù l’anno prossimo schiereranno una mediana con Rog, Nandez e Nainggolan, una delle più forti del campionato, probabilmente la più forte se si escludono le squadre di vertice che lotteranno per scudetto e qualificazione alla Champions League.

Il centrocampo del Cagliari genera hype per nomi e caratteristiche dei giocatori, unisce corsa e qualità, freschezza ed esperienza. Il ritorno del Ninja sembrava impossibile, una di quelle fantasie dei tifosi destinate a restare tali. Persino Giulini lo aveva definito fantacalcio, salvo poi chiudere nel giro di poche ore una trattativa fortemente accelerata dal volere del giocatore. Rog e Nandez sono investimenti pesanti, che tra prestito onerosi, riscatti e bonus dovrebbero sfiorare i 35 milioni di euro complessivi.

In rapida successione hanno entrambi battuto il precedente record di spesa del club per un singolo giocatore, fissato a quota 10 milioni dall’acquisto di Leonardo Pavoletti il 30 agosto del 2017. A Cagliari, Giulini si è portato dietro per anni la scomoda etichetta di “tanalla”, un termine traducibile più o meno con taccagno, tirchio. Spesso gli hanno rimproverato la sua fede nerazzurra e i trascorsi nel board dell’Inter. È stato guardato con sospetto persino quando ha condotto la trattativa per Barella con mano fermissima, senza cedere mai al gioco a ribasso del club di Suning, arrivando a buttare sul tavolo il mezzo bluff dell’accordo con la Roma e strappando alla fine una cifra vicinissima ai 50 milioni chiesti inizialmente. Oggi in pochi hanno il coraggio di muovergli quelle stesse accuse.

Cagliari

Marko Rog, è arrivato a Cagliari in prestito con obbligo di riscatto (Getty Images).

Il Cagliari non è ancora completo, mancano una seconda punta e un terzino sinistro, ed entrambi i profili sono stati identificati con nomi e cognomi. Se per l’attacco Defrel sembra ancora di poco il profilo preferito davanti a Ounas (che arriverebbe in prestito secco), con Giovanni Simeone terzo incomodo (ma sarebbe alla fine un altro centravanti, non un giocatore da affiancare a Pavoletti, la cui titolarità non può essere messa in discussione dopo i 27 gol nelle precedenti due stagioni), per la fascia sinistra della difesa non ci sono dubbi: i sardi vogliono Luca Pellegrini, il mancino cresciuto nella Roma a cui è bastata mezza stagione per far innamorare il presidente e i tifosi.

Pellegrini ha corsa, dribbling, un buon cross, in fase difensiva può migliorare ancora ma non è nullo. È un talento così puro che la Juve se l’è preso in uno scambio con Spinazzola e ora vuole mandarlo a giocare in prestito. Una volta operato in uscita per sfoltire il reparto offensivo (Farias, Ragatzu e Despodov sono dati in partenza) e la mediana (coi rientri dagli infortuni di Faragò e Castro il reparto centrale andrà in overbooking e si cerca di piazzare gli esuberi con Bradaric, Deiola e Colombatto ufficialmente sul mercato, e persino Ionita che comincia a guardarsi intorno preoccupato dall’eccessiva concorrenza), il Cagliari potrà completare una rosa in grado di lottare per un piazzamento in Europa League.

Cagliari

Pavoletti, 30 anni, ha segnato 27 gol in due stagioni a Cagliari (Getty Images).

E allora si comincia a fantasticare su come Maran potrebbe utilizzare le proprie pedine. Il punto di partenza è chiaro: Nandez, Rog e Nainggolan devono giocare, tutti e tre. La domanda è come? Nell’ipotesi di un 4-3-1-2 che ricalcherebbe il modulo della scorsa stagione, l’unica certezza pare essere che Nandez è una mezzala, gli altri possono girare. Nainggolan ha vissuto le sue stagioni migliori alla Roma da trequartista, e in questo ruolo è tornato a operare anche nell’ultima complessa annata all’Inter. Ha tempi di inserimento e capacità di pressing sul portatore di palla avversario che potrebbero risultare determinanti anche per l’organizzazione del gioco offensivo di Maran, ma la sua presenza tra centrocampo e attacco metterebbe in disparte Lucas Castro, che prima del grave infortunio che l’ha fermato, l’anno scorso si stava imponendo con qualità e quantità sulla trequarti.

Ecco perché nelle ultime amichevoli contro Fenerbahçe e Catania, Maran ha provato il Ninja nel ruolo di regista, con risultati decisamente incoraggianti. Davanti alla difesa, in posizione centrale, potrebbe teoricamente giocare anche Rog, che in quella posizione ha giocato in Croazia e con Sarri al Napoli, ma per ora Maran sembra vederlo esclusivamente come mezzala. In ogni caso, Maran avrebbe anche l’opzione Cigarini, il regista più puro che ha in rosa, o l’alternativa Oliva, in fortissimo rialzo grazie a un buon precampionato.

Insomma, tre soluzioni possibili, tutte legate al 4-3-1-2, il modulo che sembra poter sfruttare a pieno il grande potenziale del centrocampo rossoblù. In precampionato Maran ha provato anche il 3-5-2, con risultati per la verità non eccellenti. Ma al di là dei dubbi sugli equilibri tattici, un modulo con un centrocampista in meno finirebbe per penalizzare proprio quello che sembra essere il punto forte della rosa a disposizione dell’allenatore ex Chievo. Il resto della formazione è presto fatto, con Pellegrini e Mattiello sugli esterni, Klavan e Ceppitelli centrali, Cragno fra i pali e Pavoletti centravanti. Accanto a lui, dovrebbe muoversi uno tra Defrel e Ounas.

Se non dovesse arrivare nessuno dei due, si resterebbe con João Pedro e una possibile applicazione dell’albero di Natale, o potrebbe essere l’occasione per scoprire gli effettivi progressi del nordcoreano Han, che al momento sembra poter restare a Cagliari più di Ragatzu e Despodov. In ogni caso il compito sarà quello di sfruttare sponde e spazi, ma il fulcro dovranno essere i rifornimenti dagli esterni per il centravanti. Per questo il Cagliari spinge per Pellegrini; anche per questo ha preso Nandez che è sì una mezzala ma nell’Uruguay ha spesso giocato sulla fascia; per questo cruciale possono diventare proprio Castro, quando sarò pienamente recuperato.

Allora, a squadra completa, il Cagliari potrà veramente rivelarsi una delle più suggestive realtà del campionato, e regalare ai propri tifosi un centenario da protagonisti. In Sardegna si sono abituati a lottare per la salvezza, l’idea di poter puntare più in alto sembrava diventata una chimera. Quest’anno non è così, c’è un progetto ambizioso e la voglia di stupire. Una stagione che vale la pena di seguire con attenzione.

Gabriele Lippi

About Gabriele Lippi

Gabriele Lippi nasce a Cagliari nel 1984. Ama lo sport più del calcio, il cinema, i gatti, la birra, l'Africa e la gente che è capace di sorridere senza doversi sforzare e piangere senza vergognarsene. Curioso per natura, ha scelto di farne una professione. Ha scritto e scrive – tra gli altri – per Esquire.it, Wired, GQ.com, Vanity Fair, Rivista 11, Lettera43 e Letteradonna.

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