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Il momento della Viola sembra una partita a Football Manager

By 12 Luglio 2019

Daniele Pradé ha detto che la Viola ha sotto contratto 75 calciatori, ma 60 non sono funzionali al progetto. Ecco quali potrebbero essere quei 15 nomi buoni per far partire il progetto tecnico di Vincenzo Montella

Tra avere il dubbio che qualcosa non funzioni e averne la certezza passa una bella differenza. C’è stato un momento preciso in cui i tifosi della Fiorentina hanno avuto la conferma della confusione che stava regnando in società. Pur avendo annusato tutti i segnali in largo anticipo, mai avrebbero immaginato di leggere, l’8 aprile del 2019, un comunicato così goffo da provocare le dimissioni dell’allenatore. Si leggeva, per esempio: «La società chiede a tutti il grande rispetto per la maglia e per i traguardi che si possono ancora ottenere nel finale di stagione. L’impegno deve essere totale da parte di tutti. La società inoltre chiede al tecnico Pioli di gestire questo momento con la competenza e la serietà che ha dimostrato nella prima parte del Campionato». Sono frasi pesanti, e c’è una parola che più di ogni altra deve aver mandato in tilt un tecnico come Stefano Pioli, che per anni ha fatto della propria serietà un marchio di fabbrica.

All’epoca dei fatti, la Fiorentina era ancora in corsa in Coppa Italia, con una semifinale di ritorno da giocare in casa dell’Atalanta partendo dal 3-3 del Franchi: qualificazione difficile, ma non impossibile. Con le dimissioni di Pioli e l’arrivo di Vincenzo Montella, i viola si sono sciolti come un ghiacciolo al sole, rischiando addirittura la clamorosa retrocessione. Ne è seguito un cambio di proprietà, con i Della Valle che hanno trovato in Rocco Commisso l’uomo giusto a cui vendere le quote di una società che sembrava da anni essere diventata un peso per la famiglia.

Ci sono già stati alcuni momenti epici, come il video del nuovo patron e Montella insieme a New York. Il ruolo di direttore sportivo è stato affidato a una vecchia conoscenza viola come Daniele Pradé, che non ha perso tempo per punzecchiare il suo predecessore, Pantaleo Corvino: «Ci troviamo in una situazione di grande difficoltà: abbiamo 73 contratti in essere più 2 di rientro a dicembre, per un totale di 75 calciatori. Di questi 75, circa 60 non sono funzionali al nostro progetto». Sembra l’inizio di una strana carriera a Football Manager: proviamo a calarci nei panni di Pradé per capire che direzione potrà prendere la Fiorentina.

I primi indizi ce li ha dati proprio il nuovo dirigente viola: «Partiamo da un modulo di base, che sarà propositivo, un 4-3-3. Non sarà un modulo talebano, può cambiare in determinate partite. Sicuramente avremo un play, e un difensore centrale che sappia giocare il pallone». Il 4-3-3 è un modulo che Montella conosce bene e che preferisce interpretare con un centravanti in grado di dialogare con la squadra: quella che è stata forse la versione migliore della Fiorentina allenata dal tecnico campano aveva un tridente leggerissimo, con Jovetic al centro, il duo Cuadrado-Ljajic sulle corsie e una mediana ipertecnica, da Pizarro in regia alle due mezze ali Aquilani e Borja Valero. Partendo da quanto detto da Pradé e dalla tendenza di Montella a creare squadre molto associative, cerchiamo di individuare quali sono i 15 giocatori che il d.s. salverebbe e come potrebbe essere costruita la squadra.

 

Portieri

 

Innanzitutto, una premessa: dei 75 tesserati indicati da Pradé, molti sono di età giovanissima e appartenenti al settore giovanile. I media esperti di cose viola hanno cercato in questi giorni di ricostruire l’intero elenco dei calciatori sotto contratto e, ragionevolmente, gli arruolabili in una prima squadra non superano le 45 unità, cifra comunque mostruosa: non abbiamo tenuto conto dei nati dal 2000 in poi, se non quelli che hanno già avuto esperienza di prima squadra. Ruolo per ruolo, terremo il conto dei 15 che Pradé porterebbe in salvo…

Dopo aver chiuso la trattativa con l’Empoli per il ritorno di Pietro Terracciano proprio alla vigilia della partenza per il ritiro, il pacchetto portieri della Fiorentina dovrebbe essere a posto: Dragowski si è guadagnato una chance da titolare dopo cinque mesi pazzeschi proprio a Empoli al punto da convincere la società a trovare una nuova destinazione al pur giovanissimo Lafont, Terracciano sarà il suo vice, la lotta è aperta soltanto per il ruolo di terzo: Cerofolini ha subito un grave infortunio al ginocchio nell’annata in prestito, Ghidotti è ritenuto da molti un talento interessantissimo e forse i viola vorranno testarne da vicino lo sviluppo prima di mandarlo a farsi le ossa altrove.

Giocatori salvati: 2/15 (Dragowski, un terzo portiere)

 

 

Difesa

 

 

Una delle prime teste a saltare nella rivoluzione di Pradé è stata quella di Laurini, terzino trentenne dall’onesta carriera, un medioman del ruolo, finito a Parma. Nello slot di terzino destro, tutto fa pensare all’arrivo di Pol Lirola, mossa che riporterebbe Milenkovic al centro della difesa. Il serbo è una delle poche certezze da cui ripartirà la nuova Fiorentina e potrebbe essere il centrale abile in costruzione nominato da Pradé. Ceccherini piace a Montella così come Pezzella, che però ha diverse sirene di mercato che ronzano intorno al suo nome: se la Fiorentina decidesse di privarsene, potrebbe arrivare un nome nuovo.

Chi invece dovrebbe saltare come un tappo di champagne nella notte di Capodanno è Vitor Hugo, per il quale non mancano le offerte, numericamente già sostituito da Rasmussen proveniente dall’Empoli come Terracciano. A sinistra, né Biraghi né Hancko sembrano in uscita. Archiviati i nomi noti, bisogna valutare quelli meno noti: Terzic arriva dalla Stella Rossa ed è un terzino sinistro classe 1999 e l’ipotesi prestito non è da scartare. Potrebbe invece rimanere Venuti, dopo un lungo peregrinare in giro per l’Italia: il ventiquattrenne ha già assaggiato la A con la maglia del Benevento, ha fatto bene in prestito a Lecce e ha le carte in regola per essere la riserva di Lirola o dell’eventuale nuovo terzino sinistro. Non dovrebbe avere la stessa fortuna Luca Zanon, eclettico difensore classe 1996, così come il ’99 Luca Ranieri, che potrebbe andare ancora in prestito dopo l’esperienza di Foggia e un Mondiale Under 20 con sei presenze e un gol all’attivo, e i due ’98 Pinto e Mosti. Presumibile partenza in prestito anche per Hristov (’99) e Illanes (’97), arrivati nella gestione Corvino in uno dei tanti tentativi di pesca miracolosa del dirigente salentino.

Giocatori salvati: 8/15 (Milenkovic, Pezzella, Ceccherini, Biraghi, Hancko, Venuti)

 

Centrocampo

 

È impressionante scoprire che forse l’unico profilo fatto dal sarto per il centrocampo di Vincenzo Montella sia il più deciso ad andarsene. Jordan Veretout darebbe al tecnico una doppia prospettiva intrigante: può fare il regista ma anche, e molto bene, la mezz’ala. Eppure, sembra non volerne sapere: tornando a Football Manager, è palesemente in lista trasferimenti su richiesta. Il centrocampo dello scorso anno rischia di essere totalmente smantellato: Norgaard è già al Brentford, Gerson è tornato alla Roma, Dabo non sembra uno dei preferiti di Montella, Edimilson è al Mainz. Resta Benassi, un altro che come Dabo non parrebbe avere le caratteristiche idonee al modo di interpretare il calcio del tecnico campano, eppure potrebbe essere la pietra da cui ripartire, anche solo per non dover rifare davvero tutto dall’inizio. D

ai vari prestiti sono tornati Cristoforo e Saponara: l’uruguaiano è partito per Moena ma dovrebbe salutare presto, più enigmatico il caso del trequartista, legatissimo alla piazza viola e al ricordo di Davide Astori. Ma la mezz’ala non è il suo mestiere, e Montella dovrebbe cambiare molto, forse troppo, per dargli una chance. Tra i tesserati sottoposti alle visite mediche c’è ancora Amidu Salifu, acquistato nel 2011, sotto contratto fino al 2020, una manciata di presenze in viola (15) prima di una marea di prestiti e ben due rinnovi contrattuali, abbastanza misteriosi se consideriamo che, in questi anni, la Fiorentina ha lasciato andare giovani ben più interessanti senza troppi problemi, da Mancini a Zaniolo.

Da testare durante il ritiro il giovanissimo Beloko, classe 2000, oltre a Zurkowski, ’97 arrivato dalla Polonia, e Castrovilli, che ha messo in mostra spunti interessanti nel primissimo test: ovviamente sarebbero ai margini delle rotazioni. Non c’è dubbio che sarà questo il reparto più toccato dalla rivoluzione: per la regia si parla di un vecchio amore come Milan Badelj o di un veterano come Lucas Biglia ed entrambi corrispondono all’identikit tracciato da Pradé, ma sarà interessante vedere il tipo di intermedio che sceglierà la dirigenza viola.

Giocatori salvati: 10/15 (Benassi, Beloko)

 

Attaccanti

 

 

Tutto il mercato viola, o quasi, ruota attorno al nome di Federico Chiesa. Dobbiamo dare per buono quello che Rocco Commisso continua a dire da settimane: il figlio di Enrico rimarrà in viola almeno per un altro anno. La sua valutazione sembra fuori scala per il mercato italiano: la Juventus avrebbe la potenzialità economica e lo scenario per inserirlo gradualmente nonostante un esborso robusto, l’Inter potrebbe fare lo sforzo ma sembra un acquisto contrario allo scenario disegnato fin qui, con la ricerca esasperata di altri due centravanti oltre alla presenza di Lautaro Martinez.

Un anno in viola non si sa quanto possa giovare a Chiesa, che pare essere diventato più grande del suo stesso club, eppure ha il sapore della situazione più credibile. Dobbiamo credere anche a Daniele Pradé quando dice che Giovanni Simeone non fa parte dei 60 esuberi: magari non sarà il centravanti ideale per Montella, ma venderlo in questo momento sarebbe un suicidio dal punto di vista economico dopo una stagione ai limiti del tragico. C’è invece grande fiducia nei due giovani lanciati nella seconda parte della scorsa campagna: Vlahovic e Montiel, due che potrebbero rimanere nell’organico di Montella, magari come rincalzi. Stessa veste che potrebbe essere riservata a Sottil, reduce da una buona metà stagione al Pescara. Difficilmente ci sarà gloria per Eysseric, un altro della colonia francese pronto a lasciare Firenze, così come Thereau, così ingombrante anche dal punto di vista salariale da rischiare la rescissione consensuale pur di liberarsi di un peso. Arriverà un 9 titolare che costringerà Simeone a sgomitare – Petagna è una tipologia di centravanti che si incastonerebbe bene nelle idee di Montella, ma girano anche i nomi del Pipa Benedetto e di Chicharito Hernandez – e un esterno d’attacco per chiudere il tridente, il resto si vedrà.

Giocatori salvati: 15/15 (Chiesa, Simeone, Vlahovic, Montiel, Sottil)

 

Alla fine ne abbiamo salvati 15 per davvero, anche se forse non sono gli stessi che salverà Daniele Pradé, impegnato a stringere contatti ora dopo ora per sfoltire un organico apparentemente infinito. Serviranno calma, sangue freddo e idee lucide per riportare la Fiorentina a respirare profumo d’Europa. C’è chi ha storto la bocca per la scelta di confermare Vincenzo Montella, ma in un’aria di totale smobilitazione si è deciso di provare a salvare almeno l’allenatore, ulteriormente responsabilizzato dopo i tanti fallimenti collezionati negli ultimi anni: il rischio che l’aeroplanino non riesca più a volare è alto, ma la scommessa viola potrebbe anche funzionare.

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