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Denis Law, il tacco nel derby che ha retrocesso lo United

By 24 Aprile 2019
Denis Law tacco

Dopo aver vinto tutto in undici stagioni con i Red Devils, nel 1973/1974 lo scozzese passa al City. E nel derby del 27 aprile segna un gol che farà retrocedere la sua vecchia squadra

È difficile pensare a un epilogo di carriera tanto emozionante e drammatico quanto quello di Denis Law, asso del calcio scozzese, unico giocatore di quella terra ad aver conquistato il Pallone d’oro. La sua ultima gara di campionato, il 27 aprile 1974, è un derby di Manchester che Law, per undici stagioni stella dello United, gioca però da protagonista nel City, a 34 anni.

Vulcanico, asciutto ma forte fisicamente, mezzala irresistibile nel dribbling, in progressione palla al piede e bravo pure di testa, il biondo Law è uno di quei rari calciatori in grado di abbinare perfettamente classe e temperamento.

Scozzese purosangue, simpatico nella vita di tutti i giorni quanto imprevedibile guerriero dentro il campo, cresce nell’Huddersfield Town in Inghilterra, si mette in luce proprio nel Manchester City, ventenne nel 1960-61, prima di approdare nella nostra Serie A, con la maglia numero 10 del Torino.

In granata mostra la stoffa del fuoriclasse, firma una decina di gol, ma soffre il calcio italiano, troppo tattico e difensivista per i suoi gusti. Per consolarsi fa coppia fissa con Joe Baker, attaccante inglese cresciuto in Scozia, con cui si schianta a bordo di una Giulietta all’alba del 7 febbraio 1962 nel centro della città sabauda, dopo una nottata ad alto tasso alcolico.

Denis Law tacco

Denis Law con la maglia del Manchester United nel 1968. Foto: Getty Images.

Baker si fa parecchio male ma tornerà a giocare, Denis Law se la cava con qualche ferita lieve: per entrambi però l’avventura italiana finisce, di fatto, quel giorno. «Torino era bella, magnifica. Tutti quei ristoranti sul fiume, la gente, le donne. Ma io ero giovane e non ho capito nulla. Sono tornato in Inghilterra come un cretino» racconterà qualche lustro più tardi, durante gli Europei in Italia del 1980, che boccerà con schiettezza per il «gioco terribile» e la «noia mortale».

Law, per la verità, viene ceduto dal Torino alla Juventus, ma si oppone e il 10 luglio 1962 firma per il Manchester United, chiamato dal santone della panchina Matt Busby, che l’inseguiva da tempo dopo averlo lanciato nella nazionale scozzese nel 1958.

Diavolo tra i diavoli rossi, all’Old Trafford Denis Law diventa “The King”, scrivendo la storia dei Red Devils al fianco di assi, e amici, come George Best e Bobby Charlton: «Sul campo bisogna combattere, questo è il calcio – dice a Parigi quando gli viene consegnato il Pallone d’oro 1964 – senza la lotta, il gioco chiamato football perde il suo senso. Non mi interessa quello che si pensa di me, io non cambio».

Denis Law tacco

Denis Law sbaglia un gol durante il match fra Manchester United ed Helsinki nella Coppa dei Campioni 1965/1966. Lo United vincerà comunque 6-0. Foto: Getty Images.

Nel 1963-64 segna 46 gol in 42 gare ufficiali, record di marcature tuttora imbattuto in un’unica stagione per un calciatore del Manchester United. Ha un rapporto conflittuale con gli arbitri, problemi crescenti con il ginocchio destro, ma è soprattutto sublime protagonista delle vittorie di due campionati inglesi, una FA Cup e della Coppa dei Campioni fortemente voluta dai Busby Babes nel 1968. In quest’ultima occasione è frenato però dal solito ginocchio scricchiolante, che gli impedisce di giocare la finale di Wembley, vinta 4-1 sul Benfica di Eusebio.

Con la nazionale scozzese, raramente protagonista a livello internazionale, disputa 55 gare realizzando 30 reti. Pur avendo giocato quasi esclusivamente in Inghilterra, soffre molto il titolo mondiale della nazionale dei tre leoni nel 1966 e gode infinitamente per le vittorie della sua Scozia a Wembley nel 1963 (inglesi battuti 2-1) e nel 1967 (3-2 con un gol suo, pochi mesi dopo il successo iridato degli acerrimi rivali). Farà capolino anche al Mondiale, in Germania nel giugno 1974, giocando però una sola gara, vinta sullo Zaire, e restando escluso dai match contro Brasile e Jugoslavia.

Denis Law tacco

Denis Law con la maglia del City nel 1973. Foto: LaPresse, PA Wire.

Prima però vive quell’ultimo derby da film del 27 aprile 1974: è un sabato pomeriggio, come nella migliore tradizione secolare del calcio inglese, uccisa soltanto dai diritti televisivi. Law, che al Manchester City, da avversario, aveva segnato 5 reti in 11 gare di First Division con la maglia dello United, stavolta veste la casacca Sky Blues numero 10.

Prima dell’incontro a decine, tra i 56.996 spettatori sugli spalti, invadono il terreno di gioco. I Red Devils, ormai orfani dell’ingestibile George Best da qualche mese, sono a un passo dalla retrocessione e la tensione è alta. La polizia riesce comunque a liberare il campo per far disputare il derby di Manchester.

Il match è nervoso e poco spettacolare fino all’84’ quando i Citizens trovano la rete della vittoria: Franny Lee affonda sulla destra per poi smistare improvvisamente il pallone al centro, verso la linea dell’area piccola dove Law, spalle alla porta, non può far altro che tentare la conclusione di tacco, firmando un gol incredibile contro i suoi ex compagni. “The King” non accenna neanche alla minima gioia, tornando verso il centro del campo con aria mesta mentre un compagno di squadra gli dà due schiaffetti, quasi a volerlo svegliare da una tristezza troppo plateale per un derby ormai vinto.

Denis Law tacco

La statua di Denis Law, George Best e Bobby Charlton all’esterno di Old Trafford. Foto: Getty Images.

Il Manchester United è matematicamente retrocesso nella seconda divisione inglese, condannato davanti al proprio pubblico, in un derby, da una magia di Denis Law, l’uomo che per undici anni aveva fatto sognare l’Old Trafford. I tifosi invadono il campo altre due volte finché l’arbitro Smith, dopo aver fatto riprendere la stracittadina per un paio di minuti, non si arrende definitivamente al fiume di folla, omologando l’1-0 per il City. Alcuni teppisti appiccano pericolosi fuochi mentre altri tifosi, più sentimentali, gridano «United non ti lasceremo mai solo».

Law invece è già filato via negli spogliatoi, a testa bassa, subito dopo il gol, ancora scosso, sostituito da Phil Henson, senza neanche giocare gli istanti finali di gara. Questa è la sua ultima partita di campionato in carriera: dopo Germania ’74 e un paio di amichevoli estive con il City si arrende definitivamente al ginocchio scricchiolante e alla scarsa fiducia del nuovo allenatore Tony Book.

“The King” annuncia l’addio al calcio il 26 agosto 1974: l’atto conclusivo dalla sua fantastica storia calcistica nella vecchia First Division resta quell’incredibile derby, vissuto da infelice carnefice del suo United.

Foto di copertina: Getty Images.

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