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La Lazio è stata troppo intensa per l’Inter

By 17 Febbraio 2020

La squadra di Simone Inzaghi è riuscita a imporsi anche grazie a un palleggio perfetto

Una risultato che lancia un messaggio piuttosto chiaro: l’anti Juventus è la Lazio di Simone Inzaghi. Perché i biancocelesti sono riusciti a battere l’Inter proprio grazie all’intensità, da sempre il marchio di fabbrica delle squadre allenate da Antonio Conte. Il palleggio dei biancocelesti è stato talmente ben fatto, talmente intenso, che ha finito per dominare la partita. Un match che la Lazio ha vinto meritatamente dimostrando di essere più squadra dell’Inter, di essere un collettivo.

 

Lazio

Costruzione

In fase di costruzione bassa, i quinti della Lazio sono altissimi mentre i centrali difensivi si allargano molto. Una sorta di 3-1-4-2 dove Acerbi rimane il vertice basso e il mediano, Lucas Leiva, si abbassa creando un rombo. In fase di costruzione, quindi, i due interni di centrocampo sono in linea con gli esterni di centrocampo, Jony e Marusic, mentre le due punte vengono a giocare, spesso scaglionate, con il resto della squadra. Questo è molto interessante perché c’è sempre un uomo, generalmente Immobile, che si sposta in rifinitura.

Pressing

Il pressing è stato studiato e messo in campo in maniera praticamente identica sia da Inzaghi che da Conte. Si tratta di un aspetto fondamentale, di una situazione che vede 2 attaccanti contro 3 difensori mentre a centrocampo va in scena un 5 contro 5. L’aspetto più interessante è che sul centrale difensivo di parte, quindi quello laterale, esce un interno di centrocampo e non l’attaccante di lato. Esempio: su Skriniar non va Caicedo, ma Savic, con l’ecuadoriano che va a giocare sul mediano e l’altro attaccante che va sul centrale.

Foto Alfredo Falcone – LaPresse

L’idea di pressing, dunque, è uguale per entrambe le squadre, ma la Lazio è riuscita a metterla in pratica con una maggiore intensità, anche se con una piccola sbavatura. In fase di pressing, infatti, i tre difensori biancocelesti non accorciavano bene sugli attaccanti. E questo è fondamentale per due motivi. Primo: perché il pressing, in realtà, viene sempre generato da dietro e se partono solo gli avanti si creano buchi. Secondo: se non si accorcia bene è impossibile fare una marcatura preventiva sugli attaccanti avversari. I difensori devono spingere in avanti il centrocampo e se no lo fanno non possono posizionarsi in marcatura preventiva sulle punte o in copertura preventiva sulle zone libere di campo.

Singoli

Ciro Immobile è stato protagonista di una prestazione enorme in fase di non possesso. Ha inseguito l’avversario facendo guadagnare un uomo in più alla Lazio. Sul 2-1 l’attaccante si mangia un gol davanti a Padelli, ma quello che fa prima, per superare la difesa e arrivare da solo davanti al portiere dell’Inter, è qualcosa di tecnicamente clamoroso: un controllo orientato del pallone in avanti per superare la linea difensiva avversaria.

Foto Alfredo Falcone – LaPresse

Il migliore in campo è stato Milinkovic-Savic. Verso la fine della partita il serbo fa una cosa tecnicamente bellissima: riceva la palla in transizione offensiva, ossia in contropiede già avviato, stoppa, viene marcato e in una situazione di palla chiusa fa una cosa da Barcellona: mantiene la palla sul piede lontano rispetto alla marcatura, usa il corpo perfettamente e con calma alza la testa e appoggia il pallone, trasformando una situazione di palla chiusa in palla aperta.

 

Inter

Costruzione

La fase di costruzione bassa dei nerazzurri  ha le stesse dinamiche di quella dei biancocelesti. Ma mentre la Lazio punta subito a creare un 2 contro 1 sulla fascia portando i quinti molto alti, l’Inter mantiene i quinti molto bassi. Questo fa in modo che ci siano più uomini in costruzione, con i tre centrali che rimangono stretti, il mediano e i due quinti.

(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Il gol dell’Inter nasce da un episodio. Sul tiro di Candreva, con la respinta del portiere la palla rimbalza verso una zona di campo dove non c’è una grande densità da parte della Lazio. Marusic stringe subito al centro ma Leiva è lontano, superato dalla palla. Forse la linea difensiva è stata un po’ troppo piatta e con il mediano staccato e Marusic largo. Questo, però, è un po’ un voler spaccare il capello in quattro, perché evitare un gol del genere era comunque molto difficile.

Mentre la Lazio ha cercato di palleggiare e di tenere palla, l’Inter se l’è giocata con più uomini in fase di costruzione bassa, per poi andare a saltare il centrocampo avversario e lanciare lungo con delle verticalizzazioni immediate per Lukaku, che veniva a giocare basso, a fare la sponda.

L’Inter ha cercato la ripartenza, ma è stata una manovra compassata perché la Lazio era messa benissimo in campo ed il fatto di essere scaglionata in fase di non possesso rendeva difficile all’Inter la ricerca dei corridoi, degli spazi. Anche perché la marcatura preventiva di Acerbi su Lukaku è stata molto importante. Anche se Lukaku sa usare benissimo il corpo e bene o male, quando è marcato, riesce a stare in piedi e a giocare la palla, ha sempre sentito la pressione psicologica dell’avversario.

Foto Alfredo Falcone – LaPresse

La chiave

In fase di possesso l’Inter si schierava con un 1-2-2-5, dove de Vrij era il vertice più basso e dove i 5 sono il mediano, i quinti e le punte.

Dopo il gol del vantaggio, ma anche dopo il pareggio della Lazio, l’Inter non pressa più la difesa biancoceleste. Si può dire, quindi, che alla squadra di Conte è mancata un po’ di intensità e di organizzazione, visto che la Lazio è stata sempre proattiva e anche quando non aveva la palla imponeva il suo gioco.

L”Inter è ripartita per tutta la partita, ma il palleggio della Lazio è stato talmente ben fatto, talmente intenso che il match è stato dominato dalla squadra di Simone Inzaghi. Inoltre alla difesa nerazzurra è mancato un po’ di coordinamento. Nell’episodio che porta al rigore per la Lazio Padelli e Skriniar vanno in confusione. Il portiere nerazzurro sembrava un po’ sotto pressione, mancava un po’ di leadership, non pronto a gestire la difesa.

 

 

In collaborazione con AIAPC, Associazione Italiana Analisti di Performance Calcio.

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