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Chi ha bisogno davvero di Mauro Icardi?

By 20 Agosto 2019

L’Inter ha annunciato da tempo di voler cedere la punta argentina, eppure nessun club si è fatto davvero sotto per approfittare del prezzo in “saldo”. Ma a quale club farebbe comodo Icardi?

Sotto al nome di Mauro Icardi non c’è più il numero 9, quello è finito sulle spalle larghe di Romelu Lukaku, ma una vistosa scritta “vendesi” e un enorme paradosso da sciogliere. Maurito ha bluffato dicendo di voler restare dopo aver fatto di tutto per andarsene o per spingere il club a mandarlo via. Marotta non ne può più, Antonio Conte non si fida e non lo vuole, e dal mercato è già arrivato il primo dei suoi due sostituti per la prossima stagione (l’altro doveva essere Edin Dzeko).

L’Inter cambia pelle e per uno come Mauro non c’è più spazio, e in queste condizioni ci dovremmo aspettare una corsa folle per accaparrarsi a prezzo di saldo (60 milioni, di questi tempi, lo sono) uno dei più brillanti talenti del calcio mondiale. E invece, incredibile ma vero, questa corsa non c’è. Ci sono voci, sì, di club interessati, ma nessuno che ancora abbia piazzato l’affondo decisivo.

La Juventus, per esempio, si continua a dire che lo segua con attenzione. Da un anno e forse pure di più, da quando l’estate scorsa si parlava di uno scambio con Gonzalo Higuain che non è mai avvenuto. Nel frattempo è passata una stagione in cui, parrebbe, Paratici e Icardi si sarebbero scambiati messaggi che hanno fatto infuriare l’Inter. Si è parlato di un altro scambio, stavolta con Paulo Dybala, ma anche qui per ora non se n’è fatto nulla. Anzi, la Juve ha inutilmente cercato di piazzare la Joya al Manchester United per soffiare Lukaku proprio all’Inter. Insomma, tutto questo amore per Icardi non trova riscontro nei fatti, e le ipotesi superano di gran lunga le dimostrazioni empiriche a loro supporto.

(Photo by David Ramos/Getty Images)

Girano voci secondo cui persino Cristiano Ronaldo avrebbe avallato l’acquisto di Icardi. Ora, trascurando il fatto che ultimamente pare ogni decisione in termini di mercato, in entrata o in uscita, debba essere avallata da CR7 prima ancora che da Sarri e Paritici, il rumor risulta francamente difficile da capire. È nota la propensione di Cristiano ad accompagnarsi con centravanti che la porta la guardano poco e si preoccupano più di fare a botte coi centrali avversari per aprirgli spazi. Di questa sua predilezione ha già fatto le spese Gonzalo Higuain. Per ben due volte, e ora dovrebbe arrivare la terza.

Il Pipita e CR7 sono stati compagni di squadra per quattro stagioni al Real Madrid. Nella prima si sono divisi sostanzialmente alla pari i gol (27 per Gonzalo, 26 per Cristiano), dalla seconda in poi qualcosa è cambiato, col portoghese sempre più protagonista e l’argentino sempre più comprimario, fino allo strappo definitivo col passaggio di Higuain al Napoli nell’estate del 2013.

Cosa è successo in quegli anni? È successo che Cristiano ha cambiato il suo modo di giocare, sempre meno ala (seppur con tendenza ad accentrarsi) e sempre più punta vera, uomo d’area di rigore che mal tollera la presenza di un centravanti bomber. Chi ha saputo adeguarsi a questa sua evoluzione, in una logica di spietato darwinismo calcistico, si è salvato. È così che Karim Benzema si è costruito la sua rispettabilissima carriera al Real Madrid, rinunciando a ciò che era nato per fare: gol.

(Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Se persino il più degno erede di David Trezeguet si è trasformato da finalizzatore in appoggio per le sponde, qualcosa vorrà pur dire. Se Higuain è (di nuovo) sulla porta di Vinovo coi bagagli preparati dalla dirigenza (su consiglio di Cristiano e contro la volontà sua e forse persino di Sarri), non si capisce che senso avrebbe l’ingaggio di Icardi. Maurito toglierebbe spazi vitali a centro area per Ronaldo, e a meno di credere che il portoghese sia pronto a 34 anni a ridefinire il suo ruolo ritornando alle origini, l’incompatibilità tra i due appare evidente.

Icardi vive per il gol. Attacca lo spazio in area di rigore come pochi altri sono in grado di fare. Il gol segnato a Donnarumma nel derby dell’anno scorso, con tre cambi di direzione a disorientare Musacchio per staccarsi dalla marcatura e andare a ricevere il cross di Vecino sul secondo palo è diventato una sorta di autografo tecnico, ma è grazie a queste qualità che Icardi è diventato uno dei bomber più prolifici del nostro campionato. A 26 anni ha già segnato 121 gol in Serie A e se c’erano dei dubbi sul suo rendimento a livello europeo li ha definitivamente dissipati con l’impatto devastante che ha avuto l’anno scorso alla sua prima esperienza in Champions League: 4 gol in 6 partite. Persino l’anno scorso, in una stagione tormentata come non mai, ha segnato 11 gol con 73 tiri, 1 ogni 207 minuti.

Mauro Icardi

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Ma Icardi è anche un attaccante che difficilmente arretra sulla trequarti per prendere il pallone, proteggerlo spalle alla porta, giocare di sponda per i compagni, uno che si butta su tutti i duelli aerei e li vince. Nell’ultima stagione ne ha tentati 3,4 a partita, vincendone meno della metà (1,6). Ed è stata una delle sue migliori annate sotto questo aspetto. Mario Mandzukic, giusto per tornare all’archetipo del centravanti compatibile con Cristiano Ronaldo, ha viaggiato a una media di 5,2 duelli aerei ingaggiati a partita, con 2,9 vinti. È vero che in questo specifico fondamentale, Benzema è probabilmente pure peggiore di Icardi, ma ha imparato col tempo a muoversi in perfetta sintonia con le esigenze di Cristiano Ronaldo, portando via l’uomo e aprendo spazi. Qualità che non sembrano appartenere all’argentino.

E allora a chi servirebbe Icardi? Al Napoli, per esempio, più che alla Juve. Perché in una logica di 4-3-3 o 4-2-3-1 non esiste miglior finalizzatore di Maurito, che attacca la profondità con tempismo straordinario e sarebbe l’uomo migliore per ricevere e trasformare gli inviti di Lorenzo Insigne (o, se dovesse arrivare, di James Rodriguez). Ancelotti cerca un terminale offensivo, un finalizzatore. L’era del falso nove sembra essere stata definitivamente accantonata e Milik l’anno scorso non ha convinto del tutto.

Il centravanti polacco ha chiuso il campionato con 17 centri, uno ogni 141 minuti, ma ci ha messo 111 tiri per arrivarci. Al di là dei numeri, Milik ha confermato di non essere sempre freddissimo sotto porta, in un’annata comunque positiva. Icardi permetterebbe un salto di qualità sotto questo punto di vista a una squadra che l’anno scorso ha concluso la stagione col secondo migliore attacco dietro l’Atalanta. La domanda è se il Napoli abbia così tanto bisogno di Icardi da arrivare a investire le cifre necessarie per cartellino e ingaggio, rinunciando magari a rincorrere James Rodriguez. Anche qui è una questione di priorità e alla fine sembra che ad Ancelotti il colombiano piaccia più dell’argentino.

Mauro Icardi

(Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

La Roma lo osserva, probabilmente ha anche valutato lo scambio (con conguaglio a favore dell’Inter) con Dzeko. Poi però evidentemente ci ha ripensato, visto il rinnovo dell’attaccante di Sarajevo. Edin ha 33 anni, Mauro ne ha 7 di meno, carta d’identità alla mano a guadagnarci dovrebbe essere chi si prende l’argentino ma entrambe preferiscono il bosniaco. Fonseca ci ha messo poco a capire che Dzeko può avere un ruolo fondamentale nel tipo di calcio che vuole per la sua squadra, il centravanti di manovra perfetto che anche Conte sogna per l’Inter, l’esatto opposto di Icardi.

Maurito rischia dunque di restare intrappolato: in Italia nessuno sembra volerlo così tanto, all’estero la fine del mercato inglese ha chiuso buona parte delle possibili destinazioni, lasciando di fatto aperte solo Paris Saint Germain e un sempre più improbabile Real Madrid. I primi, però, hanno la casella del centravanti occupata da un Cavani che non vuole andar via e da un Mbappé sempre più intenzionato a muoversi quanto più vicino possibile all’area di rigore.

I secondi sì che avrebbero più di un motivo per cercarlo: da quando è andato via Cristiano Ronaldo non hanno ancora trovato un uomo che lo sostituisca per produttività in termini di gol, ma hanno speso 60 milioni per Luka Jovic, 100 per Hazard e sono concentrati sull’assalto a Neymar. Insomma, anche loro potrebbero avere il tutto esaurito in avanti e fare ragionamenti diversi. Chi si prenderà Maurito?

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